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Parashà Pinechas: Lo strano numero della tribù di Reuvèn

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Dopo la morte di ventiquattromila israeliti che avevano fornicato con le donne moabite “L’Eterno parlò a Moshè e ad El’azar figlio di Aharon il Kohen dicendo: contate tutta la congregazione d’Israele dai venti anni in su sulla base delle famiglie paterne, tutti coloro che sono atti al servizio militare” (Bemidbàr, 26: 1-2). Il censimento iniziò da Reuvèn, primogenito di Ya’akov, elencando le famiglie dei suoi figli Chanòkh, Palù, Chetzròn e Karmì. Il numero degli uomini atti al servizio militare era 43.730. Dopo avere dato questo numero il testo della Torà continua con le seguenti parole: “Dei figli di Palù c’era solo Eliàv. I figli di Eliàv erano Nemuèl, Datàn e Aviràm. Datàn e Aviràm erano i capi della comunità che condussero la ribellione contrò Moshe e contro Aharon nella congregazione di Korach quando furono parte della ribellione contro l’Eterno. E la terra aprì la sua bocca e li inghiottì insieme con Korach quando il gruppo dei ribelli morì e il fuoco divorò i duecentocinquanta uomini. Essi divennero un simbolo. Tuttavia i figli di Korach non morirono” (ibid., 8-11). Il testo della Torà continua con il censimento, tribù per tribù, senza però alcuna interruzione come nel caso della tribù di Reuven.
R. Ya’akov Kamenetzky [Lituania, 1891-1986, New York] in Emèt le-Ya’akòv si domanda per quale motivo dopo aver dato il numero della tribù di Reuvèn seguono dei versetti che raccontano della ribellione di Datàn e di Aviràm. Inoltre in tutti gli altri censimenti i numeri delle tribù terminavano in centinaia (e in un caso con una cinquantina) e qui invece il numero della tribù di Reuvèn termina con trenta uomini. Qual è il motivo del numero trenta? Nel libro di Shemòt (18:21) Yitrò, suocero di Moshè, gli disse che non poteva condurre il popolo da solo e gli consigliò di delegare parte dei suoi compiti nominando capi di migliaia, di centinaia, di cinquantine e di decine. R. Kamenetzky sulla base di quanto scritto in Isaia (Yesha’yà, 3:1-8) dove si parla del “capo di cinquantine” opina che per le questioni sacre, di kedushà, erano stati nominati capi di migliaia, centinaia e decine, mentre per le questioni militari erano stati nominati capi di migliaia e di cinquantine. E cosi pure nel libro di Samuele (1 Shemuèl, 8:12) è scritto che il Re prenderà i loro figli “come capi di migliaia e di cinquantine”. E anche nel libro dei Re (2 Melakhìm, 1:9) è scritto il re Achazià mandò dal profeta Elia un capitano con una compagnia di cinquanta uomini.
R. Kamenetzky aggiunge che nel libro di Giosuè (Yehoshu’à, 1:14) la parola “armati” è espressa con “Chamushìm” che ha la stessa radice della parola “Chamishìm” che significa “cinquanta”. Egli cita il R. Malbim (Volinia, 1809-1879, Kiev) che nel versetto 12 del quarto capitolo, spiega che prima di passare il fiume Giordano il popolo si organizzò in formazione militare, “chamushìm”, cioè con compagnie di cinquanta uomini. E così pure durante l’uscita dall’Egitto è scritto che i figli d’Israele uscirono “Chamushìm” (Shemòt, 13:18) e Rashì [Francia, 1040-1105] spiega che significa “armati”. Da qui si impara che tutte le compagnie erano composte da cinquanta militari. Inoltre quando Yosef interpretò il sogno del Faraone disse: “Il Faraone provveda a nominare dei sovraintendenti sul paese e armi (“ve-chimmèsh”) la terra d’Egitto durante i sette anni di abbondanza” (Bereshìt, 41:34). R. Avraham Ibn ‘Ezra [Spagna, 1089-1167] spiega questo versetto, affermando che Yosèf (Giuseppe) armò l’Egitto temendo che per via della carestia i paesi vicini avrebbero invaso il paese. Per questo, il Faraone nominando Yosèf viceré gli disse anche: “E il mio popolo prenderà le armi (“ishàk”) su tuo ordine” (ibid., 41:40).
Pertanto quando venne fatto il censimento degli uomini atti al servizio militare, essi vennero suddivisi in compagnie di cinquanta uomini ciascuna. Quando in qualche tribù avanzavano degli uomini perché il loro numero non era sufficiente per comporre una compagnia di cinquanta, essi venivano aggiunti, uno per compagnia, alle compagnie esistenti di cinquanta che diventavano di cinquantuno uomini. Oppure se una compagnia aveva solo quarantacinque uomini, ne aggiungevano uno ciascuno da altre compagnie che diventavano di quarantanove uomini. Poi nel conto finale le compagnie erano tutte calcolate con arrotondamento, di cinquanta uomini.
Nel caso della tribù di Reuven, dal momento che Datàn e Aviràm, i due capi dei ribelli contro Moshè, erano figli di Eliàv della famiglia di Palù, una compagnia fu lasciata di proposito con soli trenta uomini per ricordare il fatto che la ribellione era nata da questa famiglia.

Donato Grosser

BEN HAMETZARIM 5776-2016 Istruzioni per l’uso

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“Così dice il Signore degli eserciti: il digiuno del quarto mese (il 17 di Tammuz) e il digiuno del quinto mese (il 9 di Av) e il digiuno del settimo mese (il digiuno di Ghedalià) e il digiuno del decimo mese (il 10 di Tevet) diverranno per la casa di Giuda fonte di gioia e […]

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Parashà Balàk: Bil’am il superbo

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  Il re moabita Balàk aveva chiesto l’aiuto del mago Bil’am mandandogli questo messaggio: “Ecco un popolo uscito dall’Egitto ricopre la superficie del paese. Esso mi sta di fronte. Ora vieni, maledici per me questo popolo poiché esso è più forte di me. Forse potrò batterlo e scacciarlo dal paese giacché so che chi tu […]

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Parashà Chukkàt: La bella morte di Aharon

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In questa parashà la Torà tratta l’argomento della morte di Aharon con queste parole: “L’Eterno parlò a Moshè e ad Aharon presso il monte Hor, al confine della terra di Edom dicendo: Aharon si dovrà ricongiungere al suo popolo perché non verrà nella terra che ho dato ai figli d’Israele perché avete disobbedito al mio […]

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Parashà Korach: Il tradimento dei Kehatiti

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Nella parashà viene raccontato che Kòrach, un levita cugino di Moshè, organizzò una ribellione contro Moshè e Aharòn dicendo: “Vi basti. Nella comunità sono tutti kedoshìm e in mezzo a loro l’Eterno, e perché vi elevate al di sopra della congrega dell’Eterno?” (Bemidbàr, 16:3). Rashi [Francia, 1040-1104] nel suo commento alla Torà spiega che Kòrach […]

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Parashà Shelàkh: una mitzwà per ricordare tutte le mitzwòt

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Nel numero 11 di Segulat Israel appena pubblicato, Michael Wagner Cogoi di Gerusalemme ha scritto un lungo e comprensivo articolo sulla mitzwà del tzitzìt, di cui anticipiamo una piccola parte in questa pagina. Quando si indossa un indumento con quattro angoli, è mitzwà fare sì che sia dotato di tzitzìt, come è scritto “che facciano […]

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Precisazioni di Rai 3 in merito al servizio “Ma siamo sicuri?” del 19 giugno

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Riportiamo di seguito la precisazione pubblicata da Rai 3 all’interno del proprio sito web con una nota del 28/06/2016 NOTA DEL 28/06/2016 Nella puntata dello scorso 19 giugno, all’interno del servizio “Ma siamo sicuri?”, abbiamo erroneamente indicato il Sig. Ugo Foà quale Capo della Comunità Ebraica. La CER ci fa sapere che il Sig. Foà […]

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Parashà di Beha’alotekhà: Chi può affermare di essere umile?

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Alla fine della parashà è scritto che Miriam, sorella maggiore di Moshè, si rivolse al fratello Aharon dicendo “L’Eterno ha forse parlato solo con Moshè? Non ha parlato anche con noi?” (Bemidbàr, 12:2), volendo così affermare che il livello di nevuà (profezia) di Moshè non era superiore al suo e a quello di Aharon. Nel […]

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Parashà di Nassò: La protezione spirituale è altrettanto importante quanto quella fisica

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

La parashà precedente si era conclusa con il censimento della famiglia di Kehat, della tribù di Levi. Questa parashà inizia con l’ordine di contare le altre due famiglie, quella di Ghershon e quella di Merarì, con queste parole: “L’Eterno parlò a Moshè dicendo di censire anche i figli di Gershon secondo i casati dei padri […]

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Shavu’òt: IL sigillo dell’Eterno è “Verità”

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

R. Avraham Kroll [Lodz, 1912-1983, Gerusalemme] nella sua opera Bifkudekha Asicha (p. 497) in una omelia sulla festa di Shavu’òt, quando si commemora il giorno in cui fu data la Torà al popolo d’Israele alle falde del Monte Sinai, cita il Midràsh Yalkùt Shim’onì che commenta un versetto del profeta Isaia (Yesha’yà, 45:19) dove è […]

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