1472515200<=1347580800
1472515200<=1348185600
1472515200<=1348790400
1472515200<=1349395200
1472515200<=1350000000
1472515200<=1350604800
1472515200<=1351209600
1472515200<=1351814400
1472515200<=1352419200
1472515200<=1353024000
1472515200<=1353628800
1472515200<=1354233600
1472515200<=1354838400
1472515200<=1355443200
1472515200<=1356048000
1472515200<=1356652800
1472515200<=1357257600
1472515200<=1357862400
1472515200<=1358467200
1472515200<=1359072000
1472515200<=1359676800
1472515200<=1360281600
1472515200<=1360886400
1472515200<=1361491200
1472515200<=1362096000
1472515200<=1362700800
1472515200<=1363305600
1472515200<=1363910400
1472515200<=1364515200
1472515200<=1365120000
1472515200<=1365724800
1472515200<=1303171200
1472515200<=1366934400
1472515200<=1367539200
1472515200<=1368144000
1472515200<=1368748800
1472515200<=1369353600
1472515200<=1369958400
1472515200<=1370563200
1472515200<=1371168000
1472515200<=1371772800
1472515200<=1372377600
1472515200<=1372982400
1472515200<=1373587200
1472515200<=1374192000
1472515200<=1374796800
1472515200<=1375401600
1472515200<=1376006400
1472515200<=1376611200
1472515200<=1377216000
1472515200<=1377820800
1472515200<=1378425600

Parashà ‘Ekev: Tutto quello che abbiamo viene dall’Eterno

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

image

Vi è una sola berakhà (benedizione) il cui obbligo è esplicito nella Torà ed è quella che si dice dopo il pasto, come è scritto in questa parashà: “E mangerai e ti sazierai e benedirai l’Eterno tuo Dio per la buona terra che ti ha dato” (Devarìm, 8:10). Nel Birkon Mesorat Harav, appena pubblicato da OU Press di New York, R. David Hellman ha riassunto gli insegnamenti di R. Joseph Dov Soloveitchik sulla Birkàt Hamazòn (benedizione dopo il pasto). Prima di tutto è importante definire il significato del termine “berakhà”. La parola “berakhà” non corrisponde a “benedizione”, ossia “dire bene”, che significa parlare bene di qualcuno e farne le lodi. L’autore del Sèfer Ha-Chinùkh [Barcellona, XIII sec. E.V.] spiega che quando diciamo che l’Eterno è “barùkh” non lodiamo l’Eterno dicendo che è benedetto ma dichiariamo che Egli è la fonte di tutte le benedizioni.
Nel trattato talmudico Berakhòt (48b) è insegnato che l’obbligo della Torà di dire le prime tre berakhòt della Birkàt Hamazòn deriva dal versetto succitato. La prima berakhà “Hazan et hakol” (che nutre tutto) la si impara da “mangerai e ti sazierai e benedirai”; la seconda “‘Al ha-Aretz ve’al hamazon” (per la terra e per il cibo) la si impara dalla parola “per la terra” e la terza “Bonè Yerushalaim” (che costruisce Gerusalemme) dalla parola “buona”. La quarta berakhà “Hatòv vehametìv” (Buono e che fa bene) fu aggiunta dai Maestri dopo la sconfitta di Bar Kokhbà attorno all’anno 135 E.V.
Nella stessa fonte talmudica è anche insegnato che Moshè istituì la prima berakhà quando scese la manna; la seconda fu istituita da Yehoshua’ (Giosuè) quando gli israeliti entrarono nella terra d’Israele; la terza, per Gerusalemme, fu istituita dai re David e Shelomò (Salomone). Da questa seconda fonte appare che le tre berakhòt siano di origine rabbinica e non della Torà.
Il Nachmanide [Catalonia, 1194-1270, Acco], nelle glosse al Sèfer Ha-Mitzvòt del Maimonide (Shoresh 1) riconcilia le due fonti affermando che il comandamento della Birkàt Hamazòn comprende un solo tema e non tre e cioè quello di dire una berakhà dopo aver mangiato, ognuno nel modo in cui è capace e che ritiene opportuno. Il Nachmanide sostiene quindi che le benedizioni per la terra d’Israele e per Gerusalemme siano di origine rabbinica. Egli cita il passo talmudico nel trattato Berakhòt (40b) dove è menzionata la berakhà di Binyamin, un semplice pastore, che dopo il pasto disse: “Benedetto il Misericordioso, padrone di questo pane”. Nelle parole di Binyamin non vi erano parole di ringraziamento. Questo significa che il comandamento della Torà della Birkat Hamazon non è un obbligo di ringraziare l’Eterno per il cibo che ci ha dato.
L’opinione del Nachmanide è apparentemente condivisa dal Maimonide [Cordova, 1138-1204, Il Cairo] che nel Mishnè Torà (Hilkhòt Berakhòt, cap. 1) afferma semplicemente che: “Vi è una mitzvà (precetto) prescrittiva di recitare una berakhà dopo aver mangiato”. Questo precetto deriva dalla Torà dove è scritto “Mangerai, e ti sazierai e benedirai l’Eterno tuo Dio”. Il Maimonide non fa riferimento né alla terra né a Gerusalemme. Egli menziona questi due temi solo nel secondo capitolo quando tratta del testo della Birkàt Hamazòn stabilito dai maestri. La posizione del Maimonide e del Nachmanide è difficile da capire perché nella Torà è scritto in modo esplicito “Per la buona terra che ti ha dato”. Come è quindi possibile affermare che la Torà non richiede di menzionare la terra e Gerusalemme nella berakhà? Questa posizione diventa comprensibile con la traduzione aramaica di Jonathan ben Uziel che traduce le parole della Torà così: “Per tutti i frutti della buona terra che ci ha dato”. Il precetto della Torà non è quindi di ringraziare per la terra ma per i frutti della terra.
Il testo della Torà continua con le parole: “Guardati però dal dimenticare l’Eterno tuo Dio, omettendo di osservare i Suoi precetti, le sue leggi e i suoi statuti che io ti comando oggi […] affinché mangiando e saziandoti […] diventerai superbo e dimenticherai l’Eterno tuo Dio […] e penserai: fu la mia forza e la potenza della mia mano che mi procurò questo benessere” (ibid., 11-17). La Torà non chiede all’uomo di ringraziare l’Eterno ma piuttosto di non dimenticarLo. Lo scopo della Birkàt Hamazòn è di prevenire l’arroganza umana che gli fa dimenticare chi è il Creatore. La Birkàt Hamazòn non è quindi un precetto che riguarda solo il cibo. È il modo nel quale affermiamo che l’Eterno è il Padrone di tutto e che tutto viene da Lui.

Donato Grosser

Parashà Vaetchanàn: C’è chi non cambia nel bene e c’è chi non cambia nel male

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

In questa parashà Moshè insegna che alla fine dei giorni dopo aver ricevuto le punizioni che l’Eterno avrà mandato ai figli d’Israele, essi torneranno sulla retta strada, con queste parole: “Quando alla fine dei giorni ti troverai angustiato, essendoti capitate tutte queste vicende, tornerai all’Eterno tuo Dio e ascolterai la Sua voce” (Devarìm, 4:30). R. […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


Giornata Europea della Cultura Ebraica: il programma di Roma (17-18 settembre 2016)

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

Si presenta ricchissimo di eventi (ingresso libero) il programma ideato, organizzato e promosso dall’Assessorato alla Cultura e ASCER della Comunità ebraica di Roma per la Giornata europea della cultura ebraica 2016 dal tema “Lingue e dialetti ebraici” Aspettando la Giornata Europea della Cultura Ebraica Sabato 17 settembre PALAZZO DELLA CULTURA Via del Portico d’Ottavia, 71 Ore 21.00 […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


Lingue e dialetti ebraici, il tema della prossima Giornata europea della cultura ebraica

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

Si svolgerà domenica 18 settembre 2016, in settantaquattro località in Italia, la Giornata europea della cultura ebraica, la manifestazione che invita a scoprire storia, luoghi e tradizioni degli ebrei attraverso centinaia di eventi tra visite guidate a sinagoghe, musei e quartieri ebraici, spettacoli, mostre, concerti, degustazioni kasher e altri appuntamenti culturali. L’evento, giunto alla diciassettesima […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


Il nove di Av: Gerusalemme fu distrutta dalle “locuste”

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

Il Bet Ha-Mikdàsh di Gerusalemme fu distrutto nel nono giorno del mese di Av. Nel trattato Ghittìn (55b-56a) del Talmud babilonese è scritto che Gerusalemme fu distrutta per colpa di Kamtza e di Bar-Kamtza. Un facoltoso personaggio di Gerusalemme fece un banchetto e disse al suo servitore di invitare il signor Kamtza. Per errore, il […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


Chavatzelet HaSharon

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

In preparazione a Tish’à beAv, il significato di una qinnà speciale. Ascolta il commento alla qinnà “Chavatzelet HaSharon”. A cura di Rav Riccardo Di Segni

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


Parashà Mattòt: Perché non bisogna fare giuramenti

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

La parashà comincia con queste parole: “Moshè parlò ai capi tribù dicendo: questa è la cosa che l’Eterno ha comandato. Chi farà un voto all’Eterno o pronuncerà un giuramento per sottoporsi a un divieto, non deve profanare la sua parola e dovrà fare quello che ha detto” (Bemidbàr, 30:2-3). L’importanza che la Torà attribuisce alla […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


Parashà Pinechas: Lo strano numero della tribù di Reuvèn

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

Dopo la morte di ventiquattromila israeliti che avevano fornicato con le donne moabite “L’Eterno parlò a Moshè e ad El’azar figlio di Aharon il Kohen dicendo: contate tutta la congregazione d’Israele dai venti anni in su sulla base delle famiglie paterne, tutti coloro che sono atti al servizio militare” (Bemidbàr, 26: 1-2). Il censimento iniziò […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


BEN HAMETZARIM 5776-2016 Istruzioni per l’uso

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

“Così dice il Signore degli eserciti: il digiuno del quarto mese (il 17 di Tammuz) e il digiuno del quinto mese (il 9 di Av) e il digiuno del settimo mese (il digiuno di Ghedalià) e il digiuno del decimo mese (il 10 di Tevet) diverranno per la casa di Giuda fonte di gioia e […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


Parashà Balàk: Bil’am il superbo

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

  Il re moabita Balàk aveva chiesto l’aiuto del mago Bil’am mandandogli questo messaggio: “Ecco un popolo uscito dall’Egitto ricopre la superficie del paese. Esso mi sta di fronte. Ora vieni, maledici per me questo popolo poiché esso è più forte di me. Forse potrò batterlo e scacciarlo dal paese giacché so che chi tu […]

Leggi tutto l'articolo nella sezione Blog/News


visualizza tutte le news   >>
Pesach 5756 lista prodotti
Visita Papa Francesco in Sinagoga
Virtual Tour Itinerari ebraici italiani