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Parashà di Ki Tissà: Quant’è difficile fare il rav di una comunità poco religiosa!

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Mentre Moshè, dopo quaranta giorni e quaranta notti sul Monte Sinai, riceveva le tavole della legge e si apprestava a scendere, gli israeliti avevano perso speranza di rivederlo e avevano deciso di sostituire Moshè con una statua di un vitello d’oro. La discesa di Moshè dal Monte Sinai viene così descritta: “Moshè si dispose a scendere dal monte, recando in mano le dua tavole della testimonianza, tavole scritte dai due lati, scritte sull’una e sull’altra faccia. Queste tavole erano opera divina e i caratteri incisi sulle tavole erano caratteri divini” (Shemòt, 32:15-16). Le tavole erano pesanti, ciascuna delle due tavole aveva una dimensione di un braccio per un braccio per mezzo braccio (circa 50x50x25 cm) ed insieme formavano un cubo di un braccio di lato. E quando Moshè scendendo dal monte vide il vitello e le danze “si accese il suo sdegno, gettò le tavole dalle sue mani, mandandole a pezzi ai piedi del monte (ibid., 19).

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Parashà di Tetzavè: La disonestà negli affari è simile all’idolatria

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

In questa parashà viene descritta l’investitura di Aharon come Kohen Gadòl (sommo sacerdote). Nella Torà è scritto: “Avvicina a te, in mezzo agli israeliti, tuo fratello Aharon e i suoi figli con lui, perché siano miei kohanìm […]. Farai per Aharon, tuo fratello, vestimenti sacri, segno di dignità e magnificenza. Parlerai a tutti gli artigiani […]

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Parashà di Terumà: Chi è adatto a raccogliere le offerte per la comunità?

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Diversi commentatori della Torà si soffermano su una inconsueta espressione all’inizio della parashà: “L’Eterno parlò a Moshè dicendo: parla ai figli d’Israele che prendano per Me un’offerta…” (Shemòt, 25:1). R. Avraham Saba’ (Castiglia, 1440-1508, Verona?) in Tzeròr Ha-Mor, scrive che nella Torà è scritto “che prendano per Me un’offerta” invece di “che diano” per insegnare […]

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Haftara di Mishpatim

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Nella parasha di Mishpatim la Tora tratta l’argomento del servo ebreo. Uno dei casi in cui un ebreo diventa servo occorre quando un israelita deruba il prossimo e non e’ piu’ in grado di restituire la refurtiva. In questo caso il tribunale ne vende i servizi a un possidente che lo acquista per un prezzo […]

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Parashà di Mishpatìm: Halakhà e probabilità

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La Torà istruisce i giudici dei tribunali (batè din) che le decisioni vanno prese a maggioranza. Nella parashà è scritto: “Non seguire una semplice maggioranza nelle sentenze punitive; e quando vi sono differenze di opinione non bisogna votare in modo che [un giudice] vada contro la propria opinione, per il fatto che i verdetti seguono […]

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Parashà di Yitrò: Come si è presentato l’Eterno al Sinai

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Quando Israele fu davanti al Monte Sinai per ricevere la Torà, l’Eterno si presentò a loro con queste parole: “Io sono l’Eterno tuo Dio che ti ha tratto fuori dalla terra d’Egitto dalla casa di schiavitù” (Shemòt, 20:2). R. Avraham ibn ‘Ezrà (Spagna, 1089-1167) nel suo commento alla Torà dedica parecchie pagine al primo dei […]

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Parashà di Beshallàkh: I tre cantici dei figli d’Israele

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

R. Yosef Shalom Elyashiv (Lituania, 1910-2012, Gerusalemme) in Divré Aggadà (p. 166) cita un midràsh (Shemòt Rabbà, 23:4) dove è detto: “Dal giorno in cui il Santo Benedetto creò il mondo fino a quando gli israeliti si fermarono dopo aver passato il Mar Rosso, non abbiamo trovato nessun essere umano che abbia intonato un cantico […]

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Parashà di Bo: Per la libertà bisogna aver coraggio e saper soffrire

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

A mezzanotte del quattordicesimo giorno del mese di Nissàn avvenne la morte dei primogeniti, l’ultima delle dieci piaghe d’Egitto. Gli israeliti avevano ricevuto l’ordine di prendere un agnello o un capretto il decimo giorno del mese e di sacrificarlo nel pomeriggio del quattordicesimo giorno. Questi animali erano adorati come divinità dagli egiziani; prenderli per sacrificarli […]

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Parashà di Vaerà: l’ebraismo non è una religione

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

L’Eterno disse a Moshè: “Parla così ai figli d’Israele [a nome Mio]: Io sono l’Eterno; vi sottrarrò dai lavori forzati dell’Egitto, vi salverò dalla loro servitù, vi libererò con braccio disteso e con severi castighi. Vi prenderò per Me quale popolo e sarò il vostro Dio. Così riconoscerete che Io sono l’Eterno Dio vostro che […]

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Parashà di Shemòt: Il primo delatore

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

  Moshè fu tratto dalle acque dalla figlia del faraone che lo adottò. Egli crebbe da principe nella reggia  sapendo chi erano i suoi genitori perché era stato allattato dalla madre Yokhèved. Poi “In questo periodo di tempo avvenne che Moshè, cresciuto in età, si recò presso i suoi fratelli. Notò i loro lavori pesanti […]

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