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Parashà di Beshallàkh: I tre cantici dei figli d’Israele

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

R. Yosef Shalom Elyashiv (Lituania, 1910-2012, Gerusalemme) in Divré Aggadà (p. 166) cita un midràsh (Shemòt Rabbà, 23:4) dove è detto: “Dal giorno in cui il Santo Benedetto creò il mondo fino a quando gli israeliti si fermarono dopo aver passato il Mar Rosso, non abbiamo trovato nessun essere umano che abbia intonato un cantico al Santo Benedetto altro che Israele. Egli creò il primo uomo e non intonò un cantico. Egli salvò Avraham dalla fornace infuocata [nella quale era stato gettato dal re Nimrod perché aveva propagandato il monoteismo] e dai [quattro] re [venuti dalla Mesopotamia che inseguì fino al nord delle terra d’Israele e sbaragliò con soli 318 uomini dopo che i re avevano sconfitto i cinque re della valle del Giordano] e non intonò un cantico. Così pure Yitzchàk [fu salvato] dal coltello [quando stava per essere sacrificato sul monte Morià] e non intonò un cantico. Anche Ya’akov [fu salvato] dall’angelo, da Esau e dagli uomini di Shekhém e non intonò un cantico.  Quando invece gli israeliti passarono il mare che si era aperto di fronte a loro [e aveva invece ingoiato l’esercito egiziano] intonarono immediatamente un cantico al Santo Benedetto, come è detto: “Allora cantò Moshè e i figli d’Israele”.

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Parashà di Bo: Per la libertà bisogna aver coraggio e saper soffrire

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

A mezzanotte del quattordicesimo giorno del mese di Nissàn avvenne la morte dei primogeniti, l’ultima delle dieci piaghe d’Egitto. Gli israeliti avevano ricevuto l’ordine di prendere un agnello o un capretto il decimo giorno del mese e di sacrificarlo nel pomeriggio del quattordicesimo giorno. Questi animali erano adorati come divinità dagli egiziani; prenderli per sacrificarli […]

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Parashà di Vaerà: l’ebraismo non è una religione

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

L’Eterno disse a Moshè: “Parla così ai figli d’Israele [a nome Mio]: Io sono l’Eterno; vi sottrarrò dai lavori forzati dell’Egitto, vi salverò dalla loro servitù, vi libererò con braccio disteso e con severi castighi. Vi prenderò per Me quale popolo e sarò il vostro Dio. Così riconoscerete che Io sono l’Eterno Dio vostro che […]

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Parashà di Shemòt: Il primo delatore

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

  Moshè fu tratto dalle acque dalla figlia del faraone che lo adottò. Egli crebbe da principe nella reggia  sapendo chi erano i suoi genitori perché era stato allattato dalla madre Yokhèved. Poi “In questo periodo di tempo avvenne che Moshè, cresciuto in età, si recò presso i suoi fratelli. Notò i loro lavori pesanti […]

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Parashà di Wayechì: Yosef perdonò i suoi fratelli oppure no?

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Yosef si rivelò ai suoi fratelli dicendo: “Io sono Yosef; mio padre è ancora vivo?” “I fratelli erano rimasti così spaventati che non gli poterono rispondere” (Bereshìt, 45:3). Poi Yosef cercò di calmarli dicendo loro di avvicinarsi e disse: “Non addoloratevi per avermi venduto qui; Dio mi ha mandato qui prima di voi per salvare […]

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Parashà di Waigàsh: Gerusalemme sarà chiamata la città della verità

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

In questa parashà Yosef finalmente si rivela ai fratelli. Yosef dice loro che è cruciale che la famiglia si trasferisca in Egitto perché  “Già da due anni c’è carestia nel paese e per altri cinque anni non ci sarà aratura né mietitura” (Bereshìt, 45:6).  I fratelli “partirono dall’Egitto e arrivarono in terra di Canaan dal […]

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Parashà di Mikètz – Chanuccà: Cosa vengono a commemorare i lumi di Chanuccà?

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Nel Talmud babilonese (Shabbàt, 21b) è scritto: “Qual è [la ragione di] Chanuccà?  E i maestri risposero: il venticinquesimo giorno di Kislèv [iniziano] i giorni di Chanuccà. Sono otto giorni nei quali sono proibiti digiuni e lamenti per i  morti. Questo perché  quando i Greci entrarono nel Bet Ha-Mikdàsh (il santuario di Gerusalemme), contaminarono tutti […]

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Parashà di Vayèshev: Le regole della maldicenza valgono anche in famiglia

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La parashà racconta che Yosef (Giuseppe) a diciassette anni pascolava il gregge della famiglia con i suoi fratelli e portava al padre Ya’akov rapporti negativi su di loro (Bereshìt, 37: 1-2). R. ‘Ovadyà Sforno (Cesena, 1475-1550, Bologna) commenta che Yosef guidava e istruiva i fratelli nei metodi di curare il gregge. Poiché era molto giovane […]

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Parashà di Vayshlàkh: “E sul monte Sion vi sarà la salvezza”

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Arrivato al confine di Eretz Israel, il patriarca Ya’akov (Giacobbe) mandò dei messaggeri al fratello gemello Esau al paese di Se’ir per informarlo che dopo essere vissuto per tanti anni presso il suocero Lavan stava ritornando a casa (Bereshìt, 32:4-6).  Il Nachmanide (Girona, 1194-1270, Acco) nel suo commento scrive che in questa parashà c’è un’allusione […]

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Parashà di Vayetzè: Sul significato simbolico della scala di Giacobbe

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Il patriarca Ya’akòv (Giacobbe) usci di fretta da Beer Sheva’ su sollecitazione della madre Rivkà per evitare l’ira del fratello gemello Esau che aveva detto che lo avrebbe ucciso non appena il padre Yitzchàk sarebbe morto. Sulla strada per andare a Haràn dallo zio Lavàn (Labano), arriva in un “posto” dove si ferma a pernottare. […]

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