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Parashà di Miqètz: i sogni del Faraone interpretati da Yosef

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Yosef interpreta i sogni del Faraone017

L’interpretazione dei sogni dei ministri del Faraone non servì a Yosef per uscire dalla prigione. Tuttavia, quando fu il Faraone a sognare e né i negromanti né i saggi d’Egitto seppero dare delle interpretazioni che lo soddisfecero, arrivò per Yosef il momento di giungere alla posizione che gli era stata predestinata dai suoi sogni di tredici anni prima.

Il Faraone raccontò di avere sognato che “si trovava presso il Nilo quando dal fiume venivano su sette vacche belle a vedersi e grasse che pascolavano tra le erbe palustri. Ed ecco che dopo di esse salivano altre sette vacche brutte d’aspetto e magre come non ne avevo mai viste in tutta la terra d’Egitto. Le vacche brutte e magre mangiavano le prime sette vacche belle e grasse. E quelle entrarono loro in corpo e non si riconobbe che vi fossero entrate. Erano di brutta apparenza come prima”. ll Faraone fece poi un secondo sogno: “Sette spighe piene e belle venivano su da un unico stelo. Sette spighe sottili e sbattute dal vento germogliavano dopo di esse. Le spighe sottili inghiottivano le sette spighe grosse e piene” (Bereshìt – Genesi, 41:17-24).

Rashì (Francia, 1040-1105) citando il Midràsh commenta che i  negromanti interpretarono i sogni dicendo che il Faraone avrebbe avuto sette figlie e ne avrebbe seppellite altrettante. Le varie interpretazioni non soddisfecero il Faraone. Così il coppiere del Faraone, il cui sogno era stato interpretato da Yosef quando era in prigione, menzionò al Faraone che conosceva un giovane ebreo schiavo di Potifar che sapeva interpretare i sogni.

R. Meir Leibush Weiser detto Malbim (Volinia, 1809-1879, Kiev) nel suo commento Ha-Torà Veha-Mitzvà spiega che il coppiere raccontò al Faraone che Yosef interpretò i sogni suoi e del panettiere nonostante fosse giovane e non conoscesse gli usi e i costumi di corte e senza saper nulla di loro. ll Faraone chiamò Yosef e gli disse: “Ho sentito dire di te che ascolti un sogno e lo interpreti” (ibid., 15). Il Malbim spiega che il Faraone disse che aveva sentito che Yosef non usava astrologia né si basava sulla storia della vita del sognatore, ma ascoltava il sogno e dava subito la sua interpretazione. Yosef rispose che il sogno è una comunicazione provvidenziale del Creatore  e Colui che ha mandato questa comunicazione al Faraone per il suo bene ha certamente mandato anche qualcuno in grado di interpretarlo; se non lui, qualchedun altro.

Il Malbim aggiunge che Yosef basò la sua interpretazione su tre presupposti differenti da quelli dei negromanti: 1. Essi dissero che i sogni erano due e Yosef disse che si trattava di un sogno unico. 2. Essi dissero che i sogni del Faraone erano questioni private, mentre Yosef disse che si trattava di argomenti di interesse pubblico. 3. Essi spiegarono che il sogno era un’allegoria, mentre Yosef disse che era da interpretare letteralmente perché il sogno delle spighe indicava il futuro del raccolto di grano.

Yosef spiegò che sarebbero venuti sette anni di di abbondanza solo in Egitto mentre la carestia sarebbe stata generale. Questo era evidenziato dal fatto che il Faraone raccontò che nel suo sogno solo le vacche grasse erano salite dal Nilo ma non quelle magre. Egli aggiunse che “non si riconoscerà più nel paese l’abbondanza precedente” (ibid., 31) perché nel sogno il Faraone aveva visto che le vacche grasse erano entrate nel ventre della vacche magre ma la cosa non era riconoscibile perché il loro aspetto era brutto come prima (ibid., 21).

Vi erano tre motivi per i quali il sogno era stato doppio con vacche e spighe: 1. “Perché  la cosa è già stabilita da Dio ed Egli si affretta ad attuarla” (ibid. 32), mentre in altri casi il decreto divino può essere annullato se gli uomini fanno Teshuvà (si pentono dei loro peccati). 2. In certi casi il decreto viene eseguito in tempi lontani, mentre in questo caso sarebbe stato immediato. 3. Il sogno doppio doveva servire ad esortare il Faraone ad affrettarsi a nominare un uomo intelligente e perspicace che sapesse immagazzinare il raccolto degli anni di abbondanza per quelli della carestia (cioè che sapesse calcolare le quantità da mettere da parte e far sì che non andasse a male – Nachmanide). Infatti, nel sogno non si riconosceva che le vacche grasse fossero state ingoiate da quelle magre, mentre lo stesso non venne detto per le spighe perché quelle sottili si ingrossarono ingoiando quelle piene.

Yosef continuò spiegando che era necessario centralizzare il programma di emergenza nelle mani di una sola persona che avrebbe dovuto nominare direttori regionali. Il direttore centrale avrebbe fatto in modo che gli agricoltori contribuissero un quinto del raccolto al Faraone durante gli anni dell’abbondanza (raddoppiando la tassa normale del 10% – Rashbam) e per questo era necessaria una persona in grado di convincere il paese della necessità di questi provvedimenti. I direttori regionali avrebbero raccolto il grano da usare nelle città negli anni di carestia, mentre il quinto del raccolto per il Faraone sarebbe servito per arricchire il tesoro del regno con la vendita agli stranieri.

R. Avraham Saba (Zamora, 1440-1508, Verona?) nel suo commento Tzeròr Hamòr spiega che Yosef aveva con grande saggezza anticipato che si trattava di un sogno unico e non di due per giustificare il fatto che i negromanti del Faraone non erano riusciti a interpretarlo come un solo sogno per via della differenza tra vacche e spighe. Per questo l’interpretazione e il progetto di Yosef piacquero sia al Faraone sia ai suoi consiglieri.

Donato Grosser 

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