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Parashà di Behàr Sinai: Fratello, parente e conoscente

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Dopo la conquista della terra d’Israele, Yehoshùa’ (Giosuè) la divise per tribù e famiglie. Ogni capo famiglia ebbe così la sua proprietà ereditaria. Il popolo d’Israele divenne così una comunità di liberi proprietari terrieri. Nel caso in cui qualcuno avesse venduto parte dei suoi terreni per necessità economiche, poteva riscattarlo dopo due anni.  In ogni caso i terreni tornavano alla famiglia durante l’anno dello Yovèl (giubileo) che ricorreva ogni cinquanta anni. Chi vendeva un terreno, non vendeva quindi la proprietà ma solo l’usufrutto per il numero di anni che mancavano al prossimo Yovèl.

Il caso della vendita per necessità viene descritto nel seguente versetto: “Se un tuo fratello diventerà povero e venderà parte della sua proprietà terriera ereditaria, un suo parente potrà riscattare per lui la proprietà che aveva venduto. E se qualcuno non ha un parente che riscatti, ma miglioreranno le sue condizioni economiche e troverà i mezzi per il riscatto, farà i conti degli anni per i quali il terreno è stato venduto e restituirà il resto al compratore. Poi potrà ritornare nella sua proprietà ereditaria. E se non troverà mezzi sufficienti per farsela restituire, quello che ha venduto resterà in possesso del compratore fino all’anno dello Yovèl e allora il padrone originale tornerà nella sua proprietà ereditaria” (Vaykrà, 25:25-28).

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Parashà di Emòr: Nella comunità bisogna tenere conto di tutti

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La parashà di Emòr comprende un capitolo dal libro di  Vaykrà (23:1-44) che viene letto nel secondo giorno di Pèsach e nei primi due giorni di Sukkòt. Il motivo è evidente. Questa sezione tratta tutti giorni festivi,  iniziando dallo Shabbàt. Prosegue poi con Pèsach, coi 49 giorni dello ‘Omer, e poi  Shavu’òt, Rosh Hashanà, Kippur, […]

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Parashà di Kedoshìm: La riprensione affettuosa

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Nel Midràsh (Vaykrà Rabbà, 24:5) Rabbi Chiyà dice che questa parashà fu insegnata da Moshè agli israeliti di fronte a tutto il popolo perché comprende la maggior parte dei principi della Torà. Nella parashà vi è una sequenza di mitzvòt nei confronti del prossimo: “Non odiare il tuo fratello in cuor tuo; ammonisci il tuo […]

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Parashà di Acharè Mot: I peccati imperdonabili verso il prossimo

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La parashà di Acharè Mot descrive il servizio del Kohèn Gadòl nel giorno di Kippur nel Mikdàsh.  Il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) nelle Hilkhòt Teshuvà (lett.: “regole del ritorno” sulla retta strada) scrive che quando il Bet Ha-Mikdàsh era in esistenza, il capro espiatorio serviva da espiazione per tutti i peccatori d’Israele che avevano […]

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Parashà di Metzora’: Il mondo della Halakhà

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

In questa parashà dopo le regole delle persone che rimangono afflitte da tzara’at, malattie della pelle impropriamente chiamate lebbra e più vicine alla psoriasi, il cui nome deriva probabilmente da tzara’at, la Torà prescrive cosa fare nel caso appaiano delle macchie verdastre o rossastre anche nei muri delle case nella Terra di Cana’an.  Nella Torà […]

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Parashà di Sheminì: Perché due benedizioni dopo l’inaugurazione del Mishkàn?

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Nel “Yom Sheminì”, nell’ottavo giorno, terminarono i giorni dell’inaugurazione ufficiale del Mishkàn, il tabernacolo, il santuario mobile che accompagnò gli israeliti nel deserto per altri trentotto anni fino a quando entrarono nella Terra Promessa. Dopo avere offerto i korbanòt, i sacrifici prescritti per l’occasione, è scritto: “Ed Aharon alzò le braccia verso il popolo e […]

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Parashà di Vayikrà: sui motivi delle mitzvòt

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La parashà di Vaykrà è la prima dell’omonimo libro della Torà. In italiano questo libro è chiamato Levitico perché tratta delle mansioni dei kohanìm, che erano la famiglia prescelta nella tribù di Levi a presentare le offerte al Bet Ha-Mikdàsh. Negli scritti tradizionali il libro di Vaykrà è denominato Toràt Kohanìm, l’insegnamento per i kohanìm. […]

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Parashà di Pekudè: Non sono le ricchezze che contano

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La parashà inizia con le parole: “Questi sono i “pekudè ha-mishkàn”, i conti del tabernacolo. R. Shimshon Refael Hirsch (Amburgo, 1808-1888, Francoforte) osserva che il significato di questa parola è oscuro. Normalmente la parola pekudè significa il conto delle donazioni e dei relativi utilizzi. In questo caso questo significato è problematico perché la Torà menziona […]

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Parashà di Vayakhèl: Gli specchi delle donne pie

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Nella terza mishnà del terzo capitolo del trattato Yomà (che in aramaico significa “giorno” come yom in ebraico) che descrive il servizio del Kohèn Gadòl nel Bet Hamikdàsh nel giorno di Kippur, è scritto: “nessuna persona poteva entrare nella ‘azarà (il cortile di fronte al Bet Hamikdàsh) per il servizio, persino se era in stato […]

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Parashà di Ki Tissà: Quant’è difficile fare il rav di una comunità poco religiosa!

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Mentre Moshè, dopo quaranta giorni e quaranta notti sul Monte Sinai, riceveva le tavole della legge e si apprestava a scendere, gli israeliti avevano perso speranza di rivederlo e avevano deciso di sostituire Moshè con una statua di un vitello d’oro. La discesa di Moshè dal Monte Sinai viene così descritta: “Moshè si dispose a […]

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