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Parashà di Waigàsh: Gerusalemme sarà chiamata la città della verità

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

In questa parashà Yosef finalmente si rivela ai fratelli. Yosef dice loro che è cruciale che la famiglia si trasferisca in Egitto perché  “Già da due anni c’è carestia nel paese e per altri cinque anni non ci sarà aratura né mietitura” (Bereshìt, 45:6).  I fratelli “partirono dall’Egitto e arrivarono in terra di Canaan dal loro padre Ya’akov. Gli parlarono dicendo che Yosef era ancora vivo e che governava su tutta la terra d’Egitto, me egli rimase insensibile perché non credeva a loro (Ibid., 25-26).

Nel trentesimo capitolo del trattato Avòt de-Rabbi Natan, che per certi aspetti è parallelo al trattato di Avòt (Massime dei padri) viene citato r. Shim’on che dice: Anche quando un bugiardo dice la verità nessuno gli crede; è questa è la sua punizione. Questo avvenne ai figli di Ya’akov che avevano ingannato il padre. All’inizio egli credette a quello che dissero, come è detto: “[I fratelli] presero la tunica di Yosef. Poi scannarono un capretto e intinsero la tunica  nel sangue […] [Ya’akov] la riconobbe e disse: è la tunica di mio figlio; è stato sbranato da una bestia feroce (Bereshìt, 37:31-33). Ma alla fine anche se gli dissero la verità non credette a loro”.

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Parashà di Mikètz – Chanuccà: Cosa vengono a commemorare i lumi di Chanuccà?

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Nel Talmud babilonese (Shabbàt, 21b) è scritto: “Qual è [la ragione di] Chanuccà?  E i maestri risposero: il venticinquesimo giorno di Kislèv [iniziano] i giorni di Chanuccà. Sono otto giorni nei quali sono proibiti digiuni e lamenti per i  morti. Questo perché  quando i Greci entrarono nel Bet Ha-Mikdàsh (il santuario di Gerusalemme), contaminarono tutti […]

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Parashà di Vayèshev: Le regole della maldicenza valgono anche in famiglia

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La parashà racconta che Yosef (Giuseppe) a diciassette anni pascolava il gregge della famiglia con i suoi fratelli e portava al padre Ya’akov rapporti negativi su di loro (Bereshìt, 37: 1-2). R. ‘Ovadyà Sforno (Cesena, 1475-1550, Bologna) commenta che Yosef guidava e istruiva i fratelli nei metodi di curare il gregge. Poiché era molto giovane […]

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Parashà di Vayshlàkh: “E sul monte Sion vi sarà la salvezza”

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Arrivato al confine di Eretz Israel, il patriarca Ya’akov (Giacobbe) mandò dei messaggeri al fratello gemello Esau al paese di Se’ir per informarlo che dopo essere vissuto per tanti anni presso il suocero Lavan stava ritornando a casa (Bereshìt, 32:4-6).  Il Nachmanide (Girona, 1194-1270, Acco) nel suo commento scrive che in questa parashà c’è un’allusione […]

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Parashà di Vayetzè: Sul significato simbolico della scala di Giacobbe

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Il patriarca Ya’akòv (Giacobbe) usci di fretta da Beer Sheva’ su sollecitazione della madre Rivkà per evitare l’ira del fratello gemello Esau che aveva detto che lo avrebbe ucciso non appena il padre Yitzchàk sarebbe morto. Sulla strada per andare a Haràn dallo zio Lavàn (Labano), arriva in un “posto” dove si ferma a pernottare. […]

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Parashà di Toledòt: La stanchezza e gli incubi del peccatore

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La parashà racconta la nascita dei gemelli Esau e Ya’akov (Giacobbe). Quando raggiunsero la maturità ognuno di loro scelse una diversa strada (Bereshit; 25:27-34): “I due giovani crebbero, ed Esaù divenne un esperto cacciatore, un uomo di campagna, e Ya’akov un uomo pacifico, che se ne stava nelle tende […].  Un giorno che Ya’akov si […]

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Parashà di Chayè Sarà: La continuità d’Israele è nelle mani delle madri

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Dopo la morte di Sara, il patriarca Avraham decise che era tempo che il figlio Yitzchàk (Isacco) prendesse moglie. Così egli incaricò il fedele servitore Eli’ezer di andare a Haràn (Carrhae, dove nel 53 a.E.V. ebbe luogo la battaglia tra romani e parti dove Crasso fu ucciso) in Mesopotamia, la città del fratello Nachòr, a […]

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Parashà di Vayerà: Non guardare indietro!

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La città di Sodoma era stata condannata alla distruzione. I soli sopravvissuti furono Lot, nipote di Avraham, sua moglie e le due figlie. Nella Torà è scritto (Bereshìt: 19:-15-17): “Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: «Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci; non vuoi morire […]

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Parashà di Lekh Lekhà: gli indistruttibili discendenti di Abramo

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

Dopo la vittoria di Abramo con i quattro re, quelli venuti dalla Mesopotamia che avevano sconfitto i re di Sodoma e dintorni, ed avere liberato il nipote Lot e gli altri abitanti presi prigionieri, l’Eterno apparse ad Abramo in una visione profetica e gli disse: “Non avere timore Abramo, Io ti sono scudo; la ricompensa […]

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Parashà di Bereshìt: L’inizio della Torà nella Septuaginta

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

La Torà inizia con le parole: “Bereshìt barà E-lo-him et ha-shamàim ve-et ha-Aretz” (“In principio creò Dio il cielo e la terra”).  Nel Talmud Yerushalmi (Chaghigà, 2:5) i maestri chiedono: Perché il mondo è stato creato con la Bet (di Bereshìt, la seconda lettera dell’alfabeto) e non con la Alef (di E-lo-him, la prima lettera […]

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