Su La7, rav Riccardo Di Segni ospite del programma Otto e mezzo
Venerdì sera, ma era stata registrata prima dell’entrata dello Shabbat, è andata in onda su LA7 una puntata speciale di ‘Otto e mezzo’, condotta da Lilli Gruber, in occasione delle celebrazioni del Giorno della memoria. In studio sono intervenuti il capo rabbino di Roma, rav Riccardo Di Segni e la semiologa Valentina Pisanty, autrice del recente volume “Abusi di memoria. Negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah”.
Si è discusso degli abusi della memoria, ma anche della necessità di trasformare tutte le nuove generazioni in testimoni di testimoni. Una necessità, addirittura un dovere, facendo però attenzione – ha spiegato rav Di Segni – a non trasformare l’ebraismo in una religione del pianto e della morte, perché l’ebraismo, ci insegna la Torà, è per la vita dell’uomo.
Al dibattito in studio si sono alternate le immagini e le testimonianze dei sopravvissuti, in particolare di Goti Bauer, deportata ad Auschwitz. “Noi sulla rampa di Birkenau - ha raccontato una volta in una testimonianza raccolta dalla Fondazione Binario2 1 - abbiamo visto scaricare dai vagoni famiglie intere e non abbiamo potuto soccorrere migliaia di bambini che, con una bambolina o un orsacchiotto in mano, venivano spinti verso la camera a gas. È uno dei tanti dolorosi ricordi che ci accompagneranno per il resto dei nostri giorni”.
Anche per attenuare questo dolore – ha raccontato la stessa Bauer – “nel dopo guerra su suggerimento di mio marito, cancellai dal braccio il numero che mi avevano tatuato. Oggi posso dire di avere sbagliato. Oggi sul braccio ho una cicatrice, ma il numero A5372 mi è rimasto tatuato nell’anima”.
L’intera puntata di Otto e mezzo è possibile rivedere al link: La7tv