
La minaccia di cancellare Israele, espressa dai dirigenti politici dell’Iran, non preoccupa l’occidente che teme solo la reazione preventiva dello Stato ebraico“Fate l’amore, non la guerra”, nostalgia del ’68? Joan Baez e Bob Dylan? No, più semplicemente un messaggio via internet inviato da dei buontemponi israeliani che volevano dire al popolo iraniano che Israele non ce l’ha con loro, con l’immagine di una coppia che si bacia teneramente, lui con in mano, ben visibile, un passaporto israeliano e lei uno iraniano.
Bella scoperta, c’era forse qualcuno che avesse mai pensato che gli israeliani odiassero gli iraniani? Ma quando mai? Nemmeno dopo ogni dichiarazione di Khamenei/Ahmadinejad di cancellare Israele dalle carte geografiche grazie all’aiuto di una bomba nucleare, nessuno, dico nessuno, in Israele, dal governo sino all’ultimo cittadino non ce l’ha mai avuta contro il popolo iraniano, anzi, in gran parte vittima di quello spietato regime, quindi, semmai, solidarietà . Leggi tutto l’articolo
Il caso di un quotidiano nazionale ferocemente anti israeliano
C’è un quotidiano in Italia, che da decenni – potremmo dire da sempre – assume posizioni di totale ostilità a Israele. La politica, non ha importanza quali partiti compongano il governo, la società , l’economia, le istituzioni, vanno criticate sempre e comunque. L’atteggiamento verso i palestinesi è di condivisione senza sfumature, vivono sotto occupazione in Giudea e Samaria, in condizioni spesso paragonate a quelle degli ebrei sotto il regime nazista. La parola ‘apartheid’ vi compare spesso, ma anche per gli arabo-israeliani le parole per rappresentarli sono spesso identiche. Cittadini di serie B, nel migliore dei casi.
Gaza, sotto il dominio di Hamas, viene ancora descritta come se fosse una colonia israeliana. Se qualcosa non funziona – e a Gaza molte cose non funzionano, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani – il responsabile è Israele, persino quando manca l’elettricità è al ‘governo di Tel Aviv‘ al quale va attribuita la colpa. Tel Aviv, naturalmente, perché scrivere ‘governo di Gerusalemme è proibito dalle regole del ‘politburò’ che governa la linea del giornale. Fatte le debite proporzioni – non siamo più negli anni ’30 e non si tratta di nazisti ma di comunisti – non è esagerato paragonare questo giornale allo ‘Sturmer’, il quotidiano del Partito nazista, il giornale più scatenato contro gli ebrei in Germania. Leggi tutto l’articolo
La banalizzazione della Shoà va condannata anche – e soprattutto – quando a parlare è un ebreo, figlio di sopravvissuti.
Accanto alla categoria di coloro ai quali gli ebrei stanno antipatici (il plurale è rigoroso), ce n’è un’altra, all’opposto, per la quale gli ebrei (sempre al plurale) sono tutti intelligenti, e, va da sé, tutti ricchi e potenti, valutazioni che creano imbarazzo e, diciamolo pure, fastidio, perché sotto un apparente apprezzamento è facile vedere un’odiosa classificazione che può generare un’altra forma di antisemitismo, quella che gli ebrei sono comunque diversi dalla maggioranza dei normali cittadini.
Sappiamo che la realtà è un’altra, ma il pregiudizio fa più strada della pura e semplice verità . Per questo fa piacere leggere ogni tanto qualche notizia che ci ricorda come opportunismo, infedeltà , furbizia, malafede e altri dati caratteriali siano equamente distribuiti, senza distinzione alcuna. Leggi tutto l’articolo
L’esasperata preoccupazione del politicamente corretto confonde e mischia le responsabilità . Non possono stare sullo stesso piano coloro che difendono la libertà con coloro che vogliono distruggere la società .
Mi ha molto preoccupato la sottovalutazione nelle titolazioni dei giornali – ma anche nelle stesse cronache – di quanto accaduto in Afghanistan, dove alcuni marines pare abbiano dato fuoco a una copia del Corano, scrivo ‘pare’ perchè non è risultato chiaro in quali condizioni sia avvenuto, se sia stato un atto premeditato o avvenuto per caso durante una perquisizione.
Ammettiamo che l’atto, stupido e insensato oltre che spregevole, sia avvenuto per la decisione di alcuni marines americani, ma mi chiedo se cronache e titoli dovessero essere puntati contro l’intero corpo dei marines, come invece è avvenuto. Leggi tutto l’articolo
E’ morto Wicky Hassan, saranno pochi i giornali che ne ricorderanno la figura, non amava il palcoscenico. Informazione Corretta lo ricorda perché Wicky ci è stato vicino in molte battaglie, prima fra tutte quelle per Israele, alla quale ha dedicato la sua vita.
L’altra grande battaglia è stata la sua stessa vita, combattuta e vinta, dentro a una società che tarda a riconoscere i diritti umani e civili a una parte degli esseri umani. Wicky è riuscito a creare una famiglia, con il compagno della sua vita, insieme stavano allevando dei magnifici figli, ai quali, ora, mancherà un genitore.
Ieri abbiamo pianto, perché eravamo in tanti a volergli bene, in Italia e in Israele, Wicky era una persona sincera, diretta, generosa, attenta agli altri, amava coinvolgersi, per questo ci mancherà moltissimo. Wicky era un ‘mensch’, una ‘persona’ vera. Addio Wicky, come ti ha ricordato Riccardo Pacifici, eri un Giusto, nel senso ebraico della parola
Contano qualcosa i cognomi? Certi cognomi? Credo di si, a giudicare da quanto alcuni restano impressi nella memoria e altri invece no. Prendiamo ad esempio le disavventure sessuali di SDK, alias Dominique Strauss-Khan, di lui sappiamo tutto, ma proprio tutto, persino che lui e la moglie vorrebbero emigrare in Israele per sfuggire alla persecuzione mediatica [...]
Mordechai Kedar è uno degli studiosi israeliani più esperti di mondo arabo. Una sua intervista in arabo – lingua che conosce come l’ebraico – lo fece conoscere agli spettatori di Al Jazeera in tutto il mondo qualche anno fa. Era in diretta, Kedar affermò in tono deciso che Gerusalemme non era mai nominata nemmeno una [...]
Il Palestinian Central Bureau of Statistics (PCBS) ha annunciato che nel 2011 le unità abitative nel West Bank e a Gaza raggiungeranno il numero di 884.385, con un aumento del 26% rispetto al 2007. Un vero e proprio boom, se consideriamo che le case costruite quest’anno sono state 33.822, mentre in Israele, nel 2010, ne [...]