1561420800<=1347580800
1561420800<=1348185600
1561420800<=1348790400
1561420800<=1349395200
1561420800<=1350000000
1561420800<=1350604800
1561420800<=1351209600
1561420800<=1351814400
1561420800<=1352419200
1561420800<=1353024000
1561420800<=1353628800
1561420800<=1354233600
1561420800<=1354838400
1561420800<=1355443200
1561420800<=1356048000
1561420800<=1356652800
1561420800<=1357257600
1561420800<=1357862400
1561420800<=1358467200
1561420800<=1359072000
1561420800<=1359676800
1561420800<=1360281600
1561420800<=1360886400
1561420800<=1361491200
1561420800<=1362096000
1561420800<=1362700800
1561420800<=1363305600
1561420800<=1363910400
1561420800<=1364515200
1561420800<=1365120000
1561420800<=1365724800
1561420800<=1303171200
1561420800<=1366934400
1561420800<=1367539200
1561420800<=1368144000
1561420800<=1368748800
1561420800<=1369353600
1561420800<=1369958400
1561420800<=1370563200
1561420800<=1371168000
1561420800<=1371772800
1561420800<=1372377600
1561420800<=1372982400
1561420800<=1373587200
1561420800<=1374192000
1561420800<=1374796800
1561420800<=1375401600
1561420800<=1376006400
1561420800<=1376611200
1561420800<=1377216000
1561420800<=1377820800
1561420800<=1378425600

Bambini di ieri, bambini di oggi: per non dimenticare

in: Giornata della Memoria | Pubblicato da: Giacomo Kahn

Un Commento

27 gennaio Giorno della Memoria: ricordati le 216 piccole vittime romane della barbarie nazista

All’interno del dramma della Shoà vi è un dramma ancora più grande: la deportazione e lo sterminio dei bambini ebrei. Una caratteristica della persecuzione nazista che non ha eguali, ad eccezione per Sinti e Rom, rispetto a tutte le altre persecuzioni realizzate dai nazisti”. Con queste parole Marcello Pezzetti, direttore scientifico del Museo della Shoà di Roma, ha dato il senso e la ragione dell’incontro al tempio maggiore con i sopravvissuti alla Shoà, che quest’anno aveva come tema: ‘La nominazione’. E i bambini e i ragazzi sono stati i protagonisti di questa toccante e lacerante serata: i bambini ebrei romani di ieri – quelli che non sono più tornati da Auschwitz – i cui 216 nomi sono stati letti dai ragazzi di oggi, in un simbolico passaggio generazionale a cui si affida l’obbligo e il dovere di ricordare.

Tutti i nomi sono stati ricordati, anche di chi un nome non ha fatto in tempo ad averlo, perché partorito (da Marcella Perugia) il 16 ottobre 1943 nel collegio militare dove erano stati portati gli ebrei romani e da quel luogo immediatamente deportato ad Auschwitz.

Nel Tempio stracolmo di persone, Elvira Di Cave presidentessa della Consulta ha sottolineato proprio la necessità della testimonianza “in una serata che concentra il ricordo del peggior male ma anche degli eroismi che sono stati compiuti”.

Oggi il ricordo è affidato ai testimoni sopravvissuti allo sterminio nei campi nazisti. E’ una consapevolezza che essi stessi hanno ma che non li aiuta, nel raccontare, a soffrire di nuovo, ad emozionarsi e a farci emozionare, a trattenere loro e noi i sentimenti che si sciolgono nelle lacrime. Un grazie quindi a Sami Modiano, Piero Terracina, Lello Di Segni, Mario Limentani, Giuseppe Di Porto, Rosa Hannan, Andra e Tatiana Bucci, Joseph Varon e Shlomo Venezia che ancora una volta non hanno risparmiato nessun pudore. Toccanti le parole di una delle due sorelle Bucci, Andra: “sembra assurdo, ma ascoltando i nomi dei bambini che non sono più tornati, mi sento ancora più in colpa per essere sopravvissuta”.

La spontaneità e la disponibilità ad aprirsi nell’animo da parte di queste persone così terribilmente provate, è una scelta, è una consapevole che dobbiamo ringraziare,

Davanti alla commozione di Andra Bucci, rav Di Segni con altrettanta commozione ha ricordato come davanti allo sterminio dei bambini ebrei appena nati gettati nel Nilo dal Faraone, Mosè nostro liberatore “non si vergogno’ mai di essere un sopravvissuto”. “Con la vostra testimonianza – ha concluso rav Di segni – voi portate al mondo la redenzione”.

Ma come sempre è nella storia del popolo ebraico, il ricordo ha un senso solo se lo possiamo proiettare verso il futuro e le parole dei sopravvissuti sono l’antidoto contro il negazionismo, contro chi dice che Auschwitz non è mai esistita.

”Purtroppo – lo ha spiegato bene il vice primo ministro israeliano Silvan Shalom – alcuni Paesi e persone pensano ancora che l’olocausto non sia mai esistito, vogliono cancellare Israele dalla carta geografica. Il primo e’ l’Iran che sta cercando di sviluppare il suo potenziale nucleare. Faremo tutto quello che e’ in nostro potere per evitarlo. Voglio – ha proseguito – ringraziare l’Italia per avere appoggiato la decisione dell’Unione Europea di sanzionare l’Iran e per aver messo l’embargo sul petrolio che proviene da quel Paese. Conosco la difficile situazioni economica dell’Italia – ha concluso il vicepremier Israeliano – per questo voglio ringraziarvi con il cuore”.

(Foto Giacomo Spizzicchino)

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS

Tag: , , , , ,