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Bemidbàr: difendiamo le nostre bandiere e le nostre usanze

in: Ebraismo | Pubblicato da: Donato Grosser

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La parashà di Bemidbàr e l’omonimo quarto libro della Torà  iniziano con il censimento degli uomini abili al servizio militare di età tra 20 e 60 anni. R. Ovadià  Sforno scrive che lo scopo del censimento era di organizzare l’esercito per poter marciare nella Terra Promessa senza resistenza da parte dei Cananei (Cap., 1:2). La cosa non avvenne perché il popolo si spaventò dopo aver ricevuto il rapporto degli esploratori (Bemidbàr, 14:3) e dovette restare per 40 anni nel deserto fino a quando morì tutta la generazione di coloro che erano usciti dall’Egitto.

Moshè organizzò l’esercito, tribù per tribù, ognuna con la propria bandiera e ogni tribù in una specifica posizione nell’accampamento e con un preciso ordine di marcia.

L’ordine ricevuto da Moshè e da Aharon dall’Eterno era di fare accampare ogni uomo in base allo stendardo della tribù (2:1-2). Rashì spiega che ogni bandiera era di colore diverso. Nel Midràsh Bemidbàr Rabbà (2:6) vi è una descrizione delle bandiere di ogni tribù. I  colori delle bandiere  corrispondevano a quelli  delle pietre preziose e semi preziose incastonate nel Choshen, il pettorale del Kohen Gadol.

R. Avraham Portaleone nel suo Shiltè ha-Ghibborìm (capitolo 46), identifica le pietre preziose e semi preziose del Chòshen e ne descrive i colori.

La bandiera di Reuvèn, il primogenito di Ya’aqòv, era di colore corniola corrispondente a quello dell’Odem, la prima pietra incastonata nel Choshen,  con il disegno di una mandragola (raffigurata qui  in una medaglia di bronzo su disegno di Salvator Dalì), come quella che Reuven da bambino aveva portato a sua madre in regalo (Bereshìt, 30:14).

La bandiera di Shim’òn aveva il colore del topazio, corrispondente alla Pitdà e raffigurava la città di Shekhèm.  La bandiera di Levi era di colore ceruleo, corrispondente alla pietra Barèqet, e aveva un disegno degli Urìm e Tumìm. Quella di Yehudà era di color carbonchio, corrispondente al Nòfekh e raffigurava un leone. Quella di Issakhàr era di color zaffiro (Safìr) e raffigurava il  sole e la luna, a testimonianza del fatto che in questa tribù vi era un gran numero di astronomi. La bandiera di Zevulùn raffigurava una nave su sfondo di color diamante (Yahalòm). Il territorio di Zevulun era sulla costa e molti dei suoi abitanti erano naviganti. La bandiera della tribù di Dan aveva uno sfondo di color turchino (Lèshem) con sovrapposta la figura di un serpente. Quella di Gad era di color giacinto (Shevò, simile al ciano) e raffigurava un battaglione di soldati. Quella di Naftalì era di color onice (Achlamà) e raffigurava un cervo.  Quella di Ashèr mostrava un albero di olivo su campo color crisolito (Tarshìsh) un colore simile a quello dell’oliva. Quella di Yosef era di color smeraldo (Shòham) molto scuro e raffigurava un toro  per  Efràim, e un Ree’m (antilope bianca o oryx) per Menascè. Infine la tribù di Benyamìn aveva una bandiera color diaspro (Yashpè) e raffigurava un lupo.

Rashì (2:1), citando il Midràsh Tanchumà spiega che l’ordine con il quale le tribù erano  accampate era stato stabilito dal loro padre Ya’aqòv nel suo testamento ai figli e doveva essere lo stesso che i figli avevano usato nel trasportare la sua bara quando lo seppellirono a Hevròn nella Cava di Machpellà. A oriente, le tribù di Yehudà, di Issakhàr e di Zevulùn;  a sud, le tribù di Reuven, di Shim’òn e di Gad; a occidente le tribù di Efràim, di Menascè e di Benyamìn; a nord le tribù di Dan, di Ashèr e di Naftalì. I leviti erano accampati al centro, attorno al Mishkàn (Tabernacolo). Ognuno di questi quattro accampamenti aveva la sua bandiera.

Nel sèfer Me’ìl Shemuèl (Venezia, Stamperia Bragadina, 1705, p. 142b) di R. Shemuèl David Ottolengo, un compendio dell’opera Shnè Luchòt  ha-Berìt di R. Yeshayà Horowitz, l’autore cita R. Yitzchàq Luria (detto Arizal) che, commentando il versetto “Ognuno presso la propria bandiera e alle insegne del proprio casato paterno” (Bemidbàr, 2:2), afferma: Così come ci sono quattro bandiere [per ognuno dei quattro accampamenti], ci sono quattro gruppi in Israele con usanze diverse: Sefarad, Catalonia, Ashkenaz e Italia; e ognuno rimanga con la sua bandiera  continuando a seguire la propria usanza.

Da qui impariamo che bisogna mantenere il proprio minhàg (rito) e non abbandonarlo per abbracciarne altri.

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