In previsione del voto di venerdì 23 settembre all’Onu, riguardo la richiesta dell’Autorità Nazionale Palestinese di riconoscimento e proclamazione unilaterale del nuovo stato di Palestina il Benè Berith di Roma:
SOLIDARIZZA con lo Stato di Israele, con il suo governo, con i suoi cittadini per quello che è un vero e proprio tentativo di isolamento e di accerchiamento messo in atto dall’ANP nei suoi confronti, teso a delegittimare ogni tentativo di risoluzione pacifica e concordata del conflitto iniziato il 15 maggio del 1948 con l’attacco dei paesi arabi ad Israele e mai risolto definitivamente se non con accordi di pace intrattenuti con Egitto e Giordania ed oggi fortemente minacciati da quella che viene erroneamente e ingannevolmente definita “primavera araba” e che si sta rivelando l’inizio di un “lungo inverno” per il medioriente.
CONDANNA l’unilateralità della richiesta posta in atto dalla ANP nella persona del suo leader Abu Mazen e quegli stati che voteranno a favore della nascita del nuovo stato di Palestina rendendosi complici di un progetto che potrebbe rivelarsi catastrofico per l’intera area e che minaccerà la sicurezza dello Stato di Israele, i suoi confini e la vita dei suoi abitanti, messa a rischio dalla vicinanza con un nuovo stato senza confini concordati e che non ne riconosce il diritto all’esistenza e alla sicurezza.
CONDANNA il razzismo dell’ANP che nelle dichiarazioni dei suoi vertici rende noto che il nuovo stato di Palestina vieterà agli ebrei che eventualmente lo volessero di vivere nei propri confini (quali confini non lo sappiamo, non li hanno concordati) realizzando, 66 anni dopo la fine del della seconda guerra mondiale e la fine del nazismo, il sogno di Adolf Hitler di vivere in una “nazione senza ebrei” (judenfrei), tutto questo mentre nello Stato di Israele vivono più di un milione di arabi con cittadinanza israeliana con pari diritti e pari dignità rispetto agli ebrei israeliani.
RINGRAZIA il governo italiano, il suo Presidente Silvio Berlusconi ed il suo ministro degli esteri Franco Frattini per il rifiuto di appoggiare una richiesta così scellerata posta in atto dall’ANP e di rendersi complice di un progetto così pericoloso, non solo per lo Stato di Israele ma per l’intera area mediorientale.