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Giorno Memoria: “Brundibar” a Roma per non dimenticare

in: Eventi, Giornata della Memoria | Pubblicato da: Redazione

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Giorno Memoria: “Brundibar” a Roma per non dimenticare

Il rumore assordante di una locomotiva, a ricordare i convogli della morte in viaggio verso Auschwitz. E un’interminabile fila di bambini, che attraversa la platea con la stella di David cucita sul petto a ricordare che su quei treni salivano anche i più piccoli innocenti.

Inizia così la nuova messa in scena di ‘Brundibar (Lo strimpellatore)’, la più celebre opera per infanzia nata nei campi di concentramento, con cui il Teatro dell’Opera di Roma celebra quest’anno il Giorno della Memoria, al debutto ieri al Teatro Manzoni dove resterà fino a sabato affidata ai piccoli talenti del Coro di voci bianche e dell’Orchestra giovanile dell’Opera (tutti tra gli 8 e i 18 anni d’età).

Diretta dal maestro Josè Maria Sciutto, con la regia di Cesare Scarton e i costumi di Anna Biagiotti, l’opera è anche l’emblema della colpevole cecità dell’Europa davanti alla più grande tragedia del Novecento. Scritta dal compositore ceco Hans Krasa (ucciso ad Auschwitz nel ’44), fu rappresentata per la prima volta il 23 settembre 1943 nel campo allestito nella fortezza di Theresienstadt (in ceco Terezin), a 60 chilometri da Praga, dove i nazisti aveva concentrato gli ebrei di una certa notorietà.

Fino al ’44 fu messa in scena altre 54 volte e quando, nel giugno di quell’anno, arrivò un’ispezione della Croce Rossa Internazionale, il comando tedesco ne ordinò l’esecuzione per dimostrare il trattamento più che favorevole riservato agli ebrei. Il finale fu poi ripreso per il film ‘Il Fuhrer regala una città agli ebreì, girato proprio per confutare le voci degli stermini di massa che invece di lì a breve avrebbero travolto anche il compositore e i piccoli esecutori dell’opera: di 15 mila bambini passati per Terezin, se ne salvarono appena cento.

Sulle scene, che Michele Della Cioppa ha realizzato, i disegni ricordano i lavori della scuola di disegno che la pittrice viennese Friedl Dicker-Brandeis riuscì ad allestire a Terezin, tra gigantografie colorate, letti a castello e un simbolico arcobaleno finale, ieri si e’ così ripetuta in italiano la favola del ‘Brundibar’: appena 40 minuti in musica per la storia di due fratellini che, per raccogliere i soldi necessari al latte che farà guarire la mamma, aiutati da un gatto, un cane, un passerotto e uno stuolo di altri bambini, sfidano un tracotante e dittatoriale suonatore d’organetto (simbolicamente vestito della divisa delle SS) che vorrebbe il dominio sull’intera piazza del paese. Una voce di speranza che nel campo di Terezin doveva suonare come una chiara denuncia dello scempio che stava accadendo, ma anche un invito ad aver fiducia nella vittoria del bene sul male.

Alla prima di ieri, riservata alla comunità ebraica, anche l’ambasciatore israeliano a Roma, Naor Gilon, Gianni Letta, il presidente della Comunità Ebraica a Roma Riccardo Pacifici e il sindaco Gianni Alemanno che ha ricordato l’impegno del Comune a ”terminare entro il mandato almeno la gara d’appalto per il Museo della Shoah”.

Oggi e domani, repliche riservate ai ragazzi delle scuole, sabato aperto alla cittadinanza.

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