1558656000<=1347580800
1558656000<=1348185600
1558656000<=1348790400
1558656000<=1349395200
1558656000<=1350000000
1558656000<=1350604800
1558656000<=1351209600
1558656000<=1351814400
1558656000<=1352419200
1558656000<=1353024000
1558656000<=1353628800
1558656000<=1354233600
1558656000<=1354838400
1558656000<=1355443200
1558656000<=1356048000
1558656000<=1356652800
1558656000<=1357257600
1558656000<=1357862400
1558656000<=1358467200
1558656000<=1359072000
1558656000<=1359676800
1558656000<=1360281600
1558656000<=1360886400
1558656000<=1361491200
1558656000<=1362096000
1558656000<=1362700800
1558656000<=1363305600
1558656000<=1363910400
1558656000<=1364515200
1558656000<=1365120000
1558656000<=1365724800
1558656000<=1303171200
1558656000<=1366934400
1558656000<=1367539200
1558656000<=1368144000
1558656000<=1368748800
1558656000<=1369353600
1558656000<=1369958400
1558656000<=1370563200
1558656000<=1371168000
1558656000<=1371772800
1558656000<=1372377600
1558656000<=1372982400
1558656000<=1373587200
1558656000<=1374192000
1558656000<=1374796800
1558656000<=1375401600
1558656000<=1376006400
1558656000<=1376611200
1558656000<=1377216000
1558656000<=1377820800
1558656000<=1378425600

Giorno Memoria: “Brundibar” a Roma per non dimenticare

in: Eventi, Giornata della Memoria | Pubblicato da: Redazione

Nessun Commento

Giorno Memoria: “Brundibar” a Roma per non dimenticare

Il rumore assordante di una locomotiva, a ricordare i convogli della morte in viaggio verso Auschwitz. E un’interminabile fila di bambini, che attraversa la platea con la stella di David cucita sul petto a ricordare che su quei treni salivano anche i più piccoli innocenti.

Inizia così la nuova messa in scena di ‘Brundibar (Lo strimpellatore)’, la più celebre opera per infanzia nata nei campi di concentramento, con cui il Teatro dell’Opera di Roma celebra quest’anno il Giorno della Memoria, al debutto ieri al Teatro Manzoni dove resterà fino a sabato affidata ai piccoli talenti del Coro di voci bianche e dell’Orchestra giovanile dell’Opera (tutti tra gli 8 e i 18 anni d’età).

Diretta dal maestro Josè Maria Sciutto, con la regia di Cesare Scarton e i costumi di Anna Biagiotti, l’opera è anche l’emblema della colpevole cecità dell’Europa davanti alla più grande tragedia del Novecento. Scritta dal compositore ceco Hans Krasa (ucciso ad Auschwitz nel ’44), fu rappresentata per la prima volta il 23 settembre 1943 nel campo allestito nella fortezza di Theresienstadt (in ceco Terezin), a 60 chilometri da Praga, dove i nazisti aveva concentrato gli ebrei di una certa notorietà.

Fino al ’44 fu messa in scena altre 54 volte e quando, nel giugno di quell’anno, arrivò un’ispezione della Croce Rossa Internazionale, il comando tedesco ne ordinò l’esecuzione per dimostrare il trattamento più che favorevole riservato agli ebrei. Il finale fu poi ripreso per il film ‘Il Fuhrer regala una città agli ebreì, girato proprio per confutare le voci degli stermini di massa che invece di lì a breve avrebbero travolto anche il compositore e i piccoli esecutori dell’opera: di 15 mila bambini passati per Terezin, se ne salvarono appena cento.

Sulle scene, che Michele Della Cioppa ha realizzato, i disegni ricordano i lavori della scuola di disegno che la pittrice viennese Friedl Dicker-Brandeis riuscì ad allestire a Terezin, tra gigantografie colorate, letti a castello e un simbolico arcobaleno finale, ieri si e’ così ripetuta in italiano la favola del ‘Brundibar’: appena 40 minuti in musica per la storia di due fratellini che, per raccogliere i soldi necessari al latte che farà guarire la mamma, aiutati da un gatto, un cane, un passerotto e uno stuolo di altri bambini, sfidano un tracotante e dittatoriale suonatore d’organetto (simbolicamente vestito della divisa delle SS) che vorrebbe il dominio sull’intera piazza del paese. Una voce di speranza che nel campo di Terezin doveva suonare come una chiara denuncia dello scempio che stava accadendo, ma anche un invito ad aver fiducia nella vittoria del bene sul male.

Alla prima di ieri, riservata alla comunità ebraica, anche l’ambasciatore israeliano a Roma, Naor Gilon, Gianni Letta, il presidente della Comunità Ebraica a Roma Riccardo Pacifici e il sindaco Gianni Alemanno che ha ricordato l’impegno del Comune a ”terminare entro il mandato almeno la gara d’appalto per il Museo della Shoah”.

Oggi e domani, repliche riservate ai ragazzi delle scuole, sabato aperto alla cittadinanza.

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS

Tag: , , , , ,