
Dopo tre anni rimossa la sua foto. Non serve più l’immagine di Gilad Shalit esposta in Campidoglio, perché oggi il soldato israeliano e cittadino onorario di Roma capitale é tornato libero dopo cinque anni di prigionia.
Per festeggiare la sua liberazione, che é stata simbolicamente celebrata con il ritiro dell’immagine appesa al balcone del Palazzo Senatorio proprio per chiederne il rilascio, la Comunità ebraica si è riunita in piazza del Campidoglio sventolando bandiere dello Stato di Israele ed esponendo striscioni con su scritto: “Bentornato a casa Shalit”.
Tra le autorità presenti all’evento, il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il presidente del consiglio provinciale, Pina Maturani, il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna e l’ambasciatore di Israele in Italia Gidon Meir.
Quella di oggi, é una “straordinaria giornata di festa per tutto il mondo – ha detto Polverini - oggi si apre una pagina importante per la ripresa del negoziato di pace in Medio Oriente. La liberazione di Shalit é un segnale importante, ora bisogna proseguire nel cammino di pace intrapreso”.”La liberazione di Shalit – ha aggiunto Polverini – é dovuta all’ostinazione e alla caparbietà dello Stato di Israele”.
Il Presidente della Comunità ebraica di Roma nel ricordare l’alto prezzo e il dibattito svoltosi in Israele per il rilascio di oltre mille terroristi “criminali non comuni che si sono macchiati di orribili crimini, ha proseguito: “Alemanno – ha detto Pacifici – ha il merito di aver esposto coraggiosamente la foto di Shalit in Campidoglio e di non averla mai tolta”.
“Esprimiamo felicità perché finalmente Gilad può tornare ad abbracciare la sua famiglia”, ha aggiunto Maturani, che ha ricordato come “la Provincia di Roma ha sostenuto tutte le azioni volte alla sua liberazione, distribuendo in tutte le scuole della Provincia il libro scritto da Shalit ‘Quando il pesciolino e lo squalo s’incontrarono per la prima volta’. Speriamo – ha concluso -che questo possa essere un punto concreto per far ripartire il processo di pace”.
Infine, il sindaco: “La battaglia di Shalit non é stata solo una battaglia del popolo israeliano, ma di tutti i popoli liberi della terra. Anche di fronte ai grandi sacrifici che questa scelta é costata, credo che la liberazione di Shalit sia una cosa giusta: e’ un segnale verso la pace in un percorso che non può in alcun modo mettere in discussione l’esistenza dello Stato di Israele. Non mi ringraziate, perché dal momento che Shalit è diventato cittadino romano, la sua liberazione e’ stata affar mio ma anche di tutti voi”.