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Giornata Europea della Cultura Ebraica 2017

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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Giornata europea cultura ebraica 2017

Domenica 10 settembre 2017 sarà la Giornata Europea della Cultura Ebraica. Il programma degli eventi, ideato, organizzato e promosso dall’Assessorato alla Cultura e ASCER della Comunità Ebraica di Roma sarà ricco di eventi.

Il tema di questa edizione sarà “Diaspora. Identità e dialogo”, uno spunto per scoprire le storie dell’esilio dalla Terra d’Israele, che hanno dato vita ad importanti espressioni identitarie all’interno dell’ebraismo, e che hanno interessato in modo notevole l’Italia e Roma in particolare.

Per consultare il comunicato stampa e il programma degli eventi cliccare qui


Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica 2017

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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festival internazionale letteratura e cultura ebraica

Dopo il grande successo degli scorsi anni, anche quest’anno la Comunità Ebraica di Roma promuove e organizza il  Festival Internazionale di Letteratura e Cultura Ebraica, alla sua decima edizione e curato da Marco Panella, Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, che si svolgerà dal 9 al 13 settembre nel Quartiere Ebraico. L’edizione 2017  ha scelto come tematica Earth.Life beyond, con un ricco panel di ospiti che saranno chiamati a sviluppare l’argomento Terra in tutte le sue più ampie accezioni.

Per prendere visione del comunicato stampa e il programma degli eventi cliccare qui

 

 


Ki Tetzè: La punizione dell’ingratitudine

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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In questa parashà sono elencati i popoli che vengono discriminati per aver mostrato inimicizia nei confronti di Israele: “L’Ammonita e il Moabita non potranno mai entrare a far parte della radunanza dell’Eterno, nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, vi potrà entrare. Perché non vi vennero incontro con pane e con acqua per strada quando usciste dall’Egitto, e perché assoldarono contro di te Bil’am, figlio di Beor da Pethor in Mesopotamia, per maledirti. Ma l’Eterno tuo Dio, non volle ascoltare Bil’am e tramutò per te la maledizione in benedizione perché l’Eterno tuo Dio ti amava. Non dovrai mai offrire pace o nulla di buono a queste nazioni finché tu viva. Non aborrire l’Idumeo perché è tuo fratello; non aborrire l’Egiziano, perché fosti straniero nel suo paese; i figli che nasceranno loro potranno, alla terza generazione, entrare a far parte della radunanza dell’Eterno (Devarìm, 23:4-9).

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Shalom Giuseppe Di Porto

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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Giuseppe Di Porto Shoah ex deportato

Si è spento ieri Giuseppe Di Porto, detto Peppe, uno degli ultimi sopravvissuti romani ai campi di stermino nazisti. Nato nel 1923 a Roma venne deportato nel campo di Auschwitz Birkenau nel novembre 1943. Si salvò dopo aver affrontato la marcia della morte e tornò nella capitale l’8 ottobre 1945. Nel 1949 sposò Marisa Di Porto anche lei sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. “Un dolore enorme per la nostra comunità, Giuseppe è stato una figura fondamentale nel raccontare la tragedia della Shoah. Insieme a Marisa, anche lei sopravvissuta, ha costruito una famiglia ebraica numerosa che è stata la risposta più bella e significativa nei confronti di chi voleva distruggere il popolo ebraico. Alla famiglia la nostra più sentita vicinanza.”

Lo comunicano in una nota il Rabbino Capo Riccardo Di Segni e la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello.


Delibera CER su parco Arafat

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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La Giunta della Comunità Ebraica di Roma

PRESO ATTO

della delibera di pochi giorni orsono della giunta del Comune di Roma riguardo la eventuale futura intitolazione di un parco dedicato al leader dell’OLP Yasser Arafat

ESPRIME

il proprio dissenso ad una iniziativa di questo tipo che andrebbe ad onorare la memoria di una persona che per decenni si è distinto come ideatore e ed ispiratore di attacchi terroristici che hanno causato la morte di vittime innocenti in Israele ed in Europa, compresa la nostra comunità con l’attentato del 9 ottobre 1982.


Devarìm: L’arte di sapere ascoltare

in: Blog/News, Cultura, Ebraismo | di: Micol Mieli

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Nella sua discorso di congedo, Moshè si rivolge ai dayanìm (giudici) dicendo loro: “Ascoltate le questioni che sorgeranno fra i vostri fratelli e giudicate con giustizia fra un individuo e il proprio fratello o un proselita. Non abbiate riguardi nel giudicare; porgete ascolto al piccolo come al grande, non abbiate timore degli uomini perché la giustizia appartiene a Dio. Se qualche caso fosse troppo difficile sottoponetelo a me ed io lo ascolterò” (Devarìm, 1:16-17). 

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Mattòt: Al di sopra di ogni sospetto

in: Blog/News, Ebraismo | di: Micol Mieli

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Dopo la vittoria nelle battaglie contri i re emorei, ‘Og e Sichòn, e la conquista dei loro territori, i capi delle tribù di Reuven e di Gad, chiesero a Moshè di ricevere in retaggio questi territori che erano molto vasti e adatti ai loro numerosi greggi. Moshè chiese loro se pensavano di rimanere in Transgiordania prendendo possesso di questi territori evitando così di combattere con le altre tribù per conquistare la terra di Canaan. Li ammonì ricordando loro le disgrazie causate dagli esploratori che avevano fatto perdere coraggio al popolo che dovette vagare per quaranta anni nel deserto. I capi delle due tribù promisero che sarebbero andati a combattere con i loro fratelli delle altre tribù e sarebbero tornati alle loro case in Transgiordania solo dopo la conquista della terra di Canaan.

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BEN HAMETZARIM 5777-2017 Istruzioni per l’uso

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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“Così dice il Signore degli eserciti: il digiuno del quarto mese (il 17 di Tammuz) e il digiuno del quinto mese (il 9 di Av) e il digiuno del settimo mese (il digiuno di Ghedalià) e il digiuno del decimo mese (il 10 di Tevet) diverranno per la casa di Giuda fonte di gioia e di allegria e ricorrenze buone; ma amate la verità e la pace” (Zaccaria 8, 19).

La tradizione ebraica ha stabilito dei periodi speciali dell’anno dedicati alla memoria e alla riflessione su tragici eventi della storia ebraica. L’idea è che ci deve essere un tempo per piangere e un tempo per gioire. L’identità ebraica è fatta di cose liete e cose tristi, e non si possono dimenticare né le une né le altre. Ma la memoria delle cose negative non deve prevalere e non ci deve sopraffare. Non ci si può ricordare di essere ebrei solo perché c’è l’antisemitismo o si è perseguitati. Ne risulta un modo alterato di porsi nella realtà, che rischia di essere ossessivo, lamentoso, autocommiserativo. Non dimentichiamoci che molti, all’esterno del popolo ebraico, ricordano, ammirano e compatiscono gli ebrei solo perché sono stati perseguitati, identificano gli ebrei con i campi di sterminio. La nostra realtà è ben diversa, dobbiamo malgrado tutto guardare con speranza e ottimismo alla storia e alla nostra identità collettiva. Proprio per questo appare con tutta evidenza la saggezza dei nostri Maestri che hanno voluto concentrare la riflessione sul negativo della nostra storia in alcuni giorni, evitando di trasformare questi ricordi in un’ossessione di tutto l’anno.

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Dureghello: Medaglia d’oro alla Brigata Ebraica restituisce dignità al paese

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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“L’approvazione in sede deliberante al Senato della legge sul conferimento della medaglia d’oro alla Brigata Ebraica è un gesto che restituisce dignità alla storia del nostro Paese. Il sacrificio di coloro che scelsero di venire in Italia per combattere l’oppressore nazifascista è parte integrante della lotta di Liberazione. Siamo grati all’On. Lia Quartapelle per aver promosso questa istanza nelle aule parlamentari. Un sincero ringraziamento va a tutte le forze politiche che hanno scelto di votare a favore per dare un segnale importante che guarda al futuro.” 
 
Lo comunica in una nota Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma.

Koràch: Il riscatto del primogenito e il sacrificio d’Isacco

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Alla fine della parashà vi è la mitzvà di riscattare i primogeniti degli israeliti  e  dei loro somari. Questi riscatti fanno parte dei ventiquattro donativi che andavano dati ai Kohanìm come compenso per il loro servizio nel Bet Ha-Mikdàsh e per il loro ruolo di maestri di Torà in Israele.  Nei tre versetti è scritto: “Ogni primo parto di qualunque essere vivente, che deve essere presentato all’Eterno, sia degli uomini che degli animali, sarà tuo; però dovrai riscattare il primogenito dell’uomo e così pure il primo nato di un animale impuro.  Quanto al riscatto, li farai riscattare dall’età di un mese, valutandoli cinque sicli d’argento, in base al siclo del santuario, che corrisponde a venti ghera. Ma non farai riscattare il primo nato dei bovini, né il primo nato degli ovini, né il primo nato dei caprini; sono cosa sacra; spargerai il loro sangue sull’altare e farai ardere  le loro parti grasse come sacrificio consumato dal fuoco, profumo grato all’Eterno (Bemidbàr, 18: 15-17). Leggi tutto l’articolo