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La Comunità Ebraica di Roma accoglie il Rabbino Capo di Israele Rishon LeTzion, Rav Yitzchak Yosef Shlit’a

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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È stato accolto calorosamente dalla Comunità Ebraica di Roma il Rabbino Capo di Israele Rishon LeTzion, Rav Yitzchak Yosef Shlit’a. Ad accoglierlo il Rabbino Capo Riccardo Di Segni e la presidente Ruth Dureghello. Dopo aver visitato il Museo Ebraico, Rav Yosef e la delegazione dei rabbini presenti a Roma si sono poi recati al Tempio Maggiore per la preghiera e per la cerimonia.

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Parashà Vayakhèl-Pekudè: Le priorità sbagliate

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Quando Moshè invitò gli israeliti a fare delle donazioni per il materiale necessario per la costruzione del Mishkàn, il Tabernacolo mobile che accompagnò gli israeliti nel deserto fino all’entrata nella Terra Promessa, la risposta fu entusiastica: “E vennero tutte le persone mosse dal proprio cuore e tutti quelli spinti dal proprio animo generoso portarono l’offerta all’Eterno per l’opera della tenda di convegno, per tutto il suo servizio e per i vestimenti sacri.  Vennero uomini e donne; quanti erano di cuor generoso portarono bracciali, orecchini, anelli, sigilli, ogni sorta di gioielli d’oro; ognuno portò qualche offerta d’oro all’Eterno (Shemòt, 35:20-21.

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Parashà Ki Tissà: Ricordati e non dimenticare quanto facesti adirare l’Eterno tuo Dio nel deserto

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Nella parashà di Ki Tissà viene raccontato l’episodio del vitello d’oro e nel Deuteronomio (Devarìm, 9:7) è scritto: “Ricordati e non dimenticare quanto facesti adirare l’Eterno tuo Dio nel deserto”. Questo versetto è l’inizio di una lista di ammonizioni che continua con le parole di Moshè che dice: “Alla fine dei quaranta giorni e delle quaranta notti, l’Eterno mi diede le due tavole di pietra, le tavole dell’alleanza. Poi l’Eterno  mi disse: Scendi in fretta di qui, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dall’Egitto, si è traviato; presto si sono allontanati dalla via che io avevo loro indicata: si sono fatti un idolo di metallo fuso” (ibid, 11-12).

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Piero Terracina riceve la cittadinanza onoraria di Perugia

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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Piero Terracina questa mattina ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Perugia. Accompagnato da Ruth Dureghello, Presidente della Comunità ebraica di Roma, Sami Modiano, amico e compagno nella terribile esperienza del lager e Roberto Olla, giornalista e conoscitore dei temi dell’antisemitismo e della Shoah, è stato accolto dal Sindaco di Perugia Andrea Romizi, dal Presidente del Consiglio Comunale Leonardo Varasano, dal Presidente di Avis Comunale Perugia Fabrizio Rasimelli e dal Vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve Paolo Giulietti.  

Piero Terracina ha poi raccontato la sua terribile esperienza nel campo di sterminio di Auschwitz ai ragazzi delle scuole perugine presenti alla cerimonia, rispondendo alle domande di tutti. 

La cerimonia è poi proseguita presso la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, dove il Comune gli ha conferito la pergamena attestante la cittadinanza onoraria.  


Adolfo Perugia, il cordoglio della Comunità Ebraica di Roma

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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È scomparso nella notte di Shabbat (il sabato ebraico) Adolfo Perugia, partigiano ebreo che aderì alla Resistenza nel 1944 insieme al Fronte della Gioventù Antifascista. Nato a Roma nel 1931, contribuì a liberare la città dove era nato partecipando alla guerra di Liberazione. Presidente dell’Associazione Nazionale Miriam Novitch, Perugia è stato per la Comunità Ebraica di Roma e per la città intera una figura importante nella conservazione della memoria. “Una scomparsa particolarmente dolorosa per l’impegno profuso costantemente nel ricordare i valori dell’antifascismo. Uomo determinato e tenace la cui testimonianza non deve essere dimenticata. Che sia il suo ricordo di benedizione.” Queste le parole del Rabbino Capo Riccardo Di Segni e della Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello.


Parashàt Zakhòr: Ricordati di quello che ti ha fatto ‘Amalèk

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Lo Shabbàt che precede la festa di Purìm è chiamato Shabbàt Zakhòr (sabato del ricordo) perché oltre alla lettura della parashà della settimana, che quest’anno è quella di Tetzavè, si aggiungono alcuni versetti tratti dalla parashà di Ki Tetzè dal libro di Devarìm (Deuteronomio). In questi versetti è scritto: “Ricordati di quello che ti fece ‘Amalèk mentre eri in viaggio quando usciste dall’Egitto; che ti assalì sulla strada e colpì tutti coloro che, affranti, erano rimasti indietro mentre tu eri stanco e sfinito, e non temette Iddio. E quando l’Eterno tuo Dio ti darà tregua da tutti i tuoi nemici all’intorno, nella terra che ti dà in eredità perché tu ne prenda possesso, cancellerai il ricordo di ‘Amalèk di sotto il cielo, non dimenticarlo” (Devarìm , 25:17-19).

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Ministro in visita delle scuole ebraiche di Roma

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Questa mattina il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, si è recata in visita al complesso delle scuole della Comunità ebraica di Roma.
Dopo un giro tra le classi, dove la Ministra ha preso parte all’ascolto di una parte di lezione di quinta elementare sui dieci comandamenti, è stata accolta nel cortile della scuola dove gli alunni hanno intonato canti in ebraico sulla fratellanza e sulla solidarietà.
Commossa, la Ministra ha affermato rivolgendosi ai ragazzi di essere “parte fondamentale futuro italiano” sottolineando l’importanza della metodologia didattica delle scuole Ebraiche che insegnano, oltre le classiche discipline, a diventare cittadini in nome della pace,della tolleranza e del rispetto reciproco, cosa che andrebbe esportata in tutte le scuole Italiane.
la Presidente Ruth Dureghello ha dichiarato infatti che “la trasmissione dei valori e dell’identità ebraiche avviene all’interno delle scuole ebraiche e non esiste nessun altro luogo dove questi possono essere trasmessi. In nome di questo le scuole devono sopravvivere e trovare, attraverso un impegno concreto del Governo, il modo di andare avanti”.
L’incontro si è concluso con l’intonazione dell’inno di Mameli e con la consegna al Ministro di un album fatto dai ragazzi con disegni e poesie sulle festività ebraiche.


Gli alunni della Vittorio Polacco a “Scuola di Tifo” con Anotnio Rudiger

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Ieri pomeriggio Antonio Rüdiger ha fatto visita alla scuola elementare Vittorio Polacco per un appuntamento speciale con ‘A Scuola di Tifo’, dedicato alla lotta al razzismo e promosso da AS Roma e Roma Cares. Il giocatore tedesco, dopo i saluti istituzionali e l’abbraccio dei numerosi alunni presenti in Aula Magna, decorata per l’occasione con degli striscioni contro le discriminazioni, ha risposto alle domande di alcuni dei presenti. “La tua vita è identica alla mia, anche io ero attaccante da piccolo (risate dei presenti ndr) ed ora sono difensore. Quando hai affrontato Messi, Neymar e Suarez hai avuto paura?” Chiede un ragazzo della 5 C. “Sono tre grandi giocatori. Rispetto sempre, ma paura mai”, risponde il difensore della Roma. L’evento è proseguito con la firma di alcuni palloni e la consegna di diplomi per tutti gli studenti. Tra risate e battute, il calciatore ha voluto esprimere un concetto alla base della sua vita. “E’ un grande esempio quello che dobbiamo dare: non importa se sei di colore, bianco, musulmano o ebreo, alla fine della giornata sei sempre un essere umano, ha affermato Rüdiger ai microfoni di Roma TV. “E’ molto importante il rispetto. Il mio pensiero non va mai a chi è razzista, queste persone non sono corrette. Gira tutto intorno al rispetto”.

La direttrice della scuola, Milena Pavoncello, ha voluto ringraziare gli organizzatori ed il calciatore per aver partecipato a questa splendida iniziativa. Se riuscirete a crescere con ben impressi questi valori, sicuramente riusciremo a sconfiggere tutte le intolleranze”, ha dichiarato all’inizio dell’evento. Le fa eco Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma: “Non sono tifosa, ma mi sono emozionata. Sono orgogliosa di avere così tanti bravi bambini davanti a me oggi. Grazie”


Parashà Mishpatìm: la base razionale delle punizioni della Torà

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) nella Guida degli Smarriti (III, 41) si dilunga nel cercare di spiegare i motivi delle punizioni nella Torà. Egli spiega che la gravità della punizione e la pena inflitta al colpevole dipendono da quattro condizioni: 1. La gravità del peccato: le azioni che causano gravi danni sono punite severamente, mentre quelle che causano danni minori sono soggette a punizioni minori. 2.  La frequenza del crimine: un delitto commesso con maggiore frequenza va punito severamente, mentre per quelli commessi raramente una punizione meno severa è sufficiente. 3. La grandezza della tentazione: solo il timore di una severa punizione può servire da deterrente per azioni soggette a grandi tentazioni. 4. La facilità di commettere il crimine in segreto senza essere visto da altri: il timore di gravi punizioni è l’unico deterrente per delitti del genere.

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Parashà di Yitrò: L’obbligo e i limiti della mitzvà di onorare i genitori

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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La mitzvà (il precetto) di onorare i genitori, uno dei dieci comandamenti, è una delle più difficili della Torà. Un articolo su questo argomento fu scritto da R. Dov Braunstein nel numero 6 della rivista Segulat Israel nel 2003. Un esempio di come onorare i genitori è riportato nel Talmùd Yerushalmì (Peà, 2b e 3a): “La madre di rabbi Tarfon era scesa di Shabbàt a fare due passi nel cortile. [Dal momento che si era rotta la scarpa] rabbi Tarfon mise le mani sotto i suoi piedi per permetterle di camminare fino al letto. Quando rabbi Tarfon si ammalò  e i Maestri lo vennero a visitare, la madre disse loro: «Pregate per mio figlio Tarfon che mi onora in modo eccezionale». Le chiesero cosa aveva fatto e lei raccontò loro l’episodio.  I Maestri le risposero: «Anche se facesse così un milione di volte non raggiungerebbe la metà dell’onore prescritto dalla Torà»”.

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