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Ministro in visita delle scuole ebraiche di Roma

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Questa mattina il Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, si è recata in visita al complesso delle scuole della Comunità ebraica di Roma.
Dopo un giro tra le classi, dove la Ministra ha preso parte all’ascolto di una parte di lezione di quinta elementare sui dieci comandamenti, è stata accolta nel cortile della scuola dove gli alunni hanno intonato canti in ebraico sulla fratellanza e sulla solidarietà.
Commossa, la Ministra ha affermato rivolgendosi ai ragazzi di essere “parte fondamentale futuro italiano” sottolineando l’importanza della metodologia didattica delle scuole Ebraiche che insegnano, oltre le classiche discipline, a diventare cittadini in nome della pace,della tolleranza e del rispetto reciproco, cosa che andrebbe esportata in tutte le scuole Italiane.
la Presidente Ruth Dureghello ha dichiarato infatti che “la trasmissione dei valori e dell’identità ebraiche avviene all’interno delle scuole ebraiche e non esiste nessun altro luogo dove questi possono essere trasmessi. In nome di questo le scuole devono sopravvivere e trovare, attraverso un impegno concreto del Governo, il modo di andare avanti”.
L’incontro si è concluso con l’intonazione dell’inno di Mameli e con la consegna al Ministro di un album fatto dai ragazzi con disegni e poesie sulle festività ebraiche.


Gli alunni della Vittorio Polacco a “Scuola di Tifo” con Anotnio Rudiger

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Ieri pomeriggio Antonio Rüdiger ha fatto visita alla scuola elementare Vittorio Polacco per un appuntamento speciale con ‘A Scuola di Tifo’, dedicato alla lotta al razzismo e promosso da AS Roma e Roma Cares. Il giocatore tedesco, dopo i saluti istituzionali e l’abbraccio dei numerosi alunni presenti in Aula Magna, decorata per l’occasione con degli striscioni contro le discriminazioni, ha risposto alle domande di alcuni dei presenti. “La tua vita è identica alla mia, anche io ero attaccante da piccolo (risate dei presenti ndr) ed ora sono difensore. Quando hai affrontato Messi, Neymar e Suarez hai avuto paura?” Chiede un ragazzo della 5 C. “Sono tre grandi giocatori. Rispetto sempre, ma paura mai”, risponde il difensore della Roma. L’evento è proseguito con la firma di alcuni palloni e la consegna di diplomi per tutti gli studenti. Tra risate e battute, il calciatore ha voluto esprimere un concetto alla base della sua vita. “E’ un grande esempio quello che dobbiamo dare: non importa se sei di colore, bianco, musulmano o ebreo, alla fine della giornata sei sempre un essere umano, ha affermato Rüdiger ai microfoni di Roma TV. “E’ molto importante il rispetto. Il mio pensiero non va mai a chi è razzista, queste persone non sono corrette. Gira tutto intorno al rispetto”.

La direttrice della scuola, Milena Pavoncello, ha voluto ringraziare gli organizzatori ed il calciatore per aver partecipato a questa splendida iniziativa. Se riuscirete a crescere con ben impressi questi valori, sicuramente riusciremo a sconfiggere tutte le intolleranze”, ha dichiarato all’inizio dell’evento. Le fa eco Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma: “Non sono tifosa, ma mi sono emozionata. Sono orgogliosa di avere così tanti bravi bambini davanti a me oggi. Grazie”


Parashà Mishpatìm: la base razionale delle punizioni della Torà

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) nella Guida degli Smarriti (III, 41) si dilunga nel cercare di spiegare i motivi delle punizioni nella Torà. Egli spiega che la gravità della punizione e la pena inflitta al colpevole dipendono da quattro condizioni: 1. La gravità del peccato: le azioni che causano gravi danni sono punite severamente, mentre quelle che causano danni minori sono soggette a punizioni minori. 2.  La frequenza del crimine: un delitto commesso con maggiore frequenza va punito severamente, mentre per quelli commessi raramente una punizione meno severa è sufficiente. 3. La grandezza della tentazione: solo il timore di una severa punizione può servire da deterrente per azioni soggette a grandi tentazioni. 4. La facilità di commettere il crimine in segreto senza essere visto da altri: il timore di gravi punizioni è l’unico deterrente per delitti del genere.

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Parashà di Yitrò: L’obbligo e i limiti della mitzvà di onorare i genitori

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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La mitzvà (il precetto) di onorare i genitori, uno dei dieci comandamenti, è una delle più difficili della Torà. Un articolo su questo argomento fu scritto da R. Dov Braunstein nel numero 6 della rivista Segulat Israel nel 2003. Un esempio di come onorare i genitori è riportato nel Talmùd Yerushalmì (Peà, 2b e 3a): “La madre di rabbi Tarfon era scesa di Shabbàt a fare due passi nel cortile. [Dal momento che si era rotta la scarpa] rabbi Tarfon mise le mani sotto i suoi piedi per permetterle di camminare fino al letto. Quando rabbi Tarfon si ammalò  e i Maestri lo vennero a visitare, la madre disse loro: «Pregate per mio figlio Tarfon che mi onora in modo eccezionale». Le chiesero cosa aveva fatto e lei raccontò loro l’episodio.  I Maestri le risposero: «Anche se facesse così un milione di volte non raggiungerebbe la metà dell’onore prescritto dalla Torà»”.

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Parashà Beshalàkh: Yosef mostrò che non vi è differenza tra teoria e pratica

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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La parashà di Beshalàkh inizia con queste parole: “Quando il Faraone fece partire il popolo, Iddio non li diresse attraverso il paese dei Filistei che era la via più breve [per arrivare alla terra di Canaan], perché Dio  disse  che, se fossero rimasti coinvolti in un conflitto armato, il popolo avrebbe potuto cambiare idea e fare ritorno in Egitto. Iddio fece quindi deviare il popolo attraverso la via del deserto verso il Mar Rosso e i figli d’Israele partirono dall’Egitto bene equipaggiati. E Moshè prese con sé le ossa di Yosef poiché questi aveva fatto giurare i figli d’Israele prima di morire dicendo: «Quando Iddio si ricorderà (pakòd ifkòd) di voi,  trasporterete le mie ossa da qui con voi». E partirono da Sukkòt e si accamparono a Etan al confine con il deserto” (Shemòt, 13:17-20).

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“Giallorosso ebreo”: lettera della Comunità Ebraica al Ministro Orlando e al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Legnini

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Di seguito la lettera inviata dalla Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini in merito alla sentenza di proscioglimento per il coro “giallorosso ebreo”.

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Umberto Aboaf, il ricordo della Comunità Ebraica di Roma

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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Si è spento nella notte all’età di 95 anni Umberto Aboaf, uno degli ultimi sopravvissuti italiani della Shoah. Nato nel 1921 a Venezia, Aboaf fu catturato a Roma nel 1944, per poi essere trasferito a Fossoli e di qui a Buchenwald, dove rimase per otto mesi fino alla liberazione nell’aprile del 1945. “Alla vigilia del Giorno della Memoria, la scomparsa di Aboaf ci riporta alla necessità di mantenere viva la memoria, tanto più ora che le testimonianze vanno diminuendo. Abbiamo una grande responsabilità.”: queste le parole della Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello.


Un viale per Giulia Spizzichino

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Alla vigilia del Giorno della Memoria, si è tenuta presso la sede del Consiglio Regionale del Lazio la commemorazione per le vittime della Shoah. Alla presenza della Presidente della Comunità Ebraica Ruth Dureghello e dell’Assessore alle Scuole Daniela Debach, il presidente del Consiglio Regionale Daniele Leodori ha inaugurato la giornata, quest’anno dedicata alla figura di Giulia Spizzichino, recentemente scomparsa e vittima delle persecuzioni razziali. “Attraverso piccoli gesti è possibile mettere in atto una risposta culturale in tempi di rifiuto e di intolleranza”, così il Presidente Leodori ha dato il via al nuovo progetto dedicato alle scuole del Lazio, che prevede la distribuzione di una copia del libro “La Farfalla Impazzita”, autobiografia di Giulia Spizzichino. “Abbiamo bisogno di risposte adeguate all’odio e al negazionismo che oggi si diffondono anche grazie al web richiedendo un impegno maggiore per la memoria”. Queste le parole della Presidente Dureghello, che insieme a Marco, figlio di Giulia Spizzichino, ha ribadito l’importanza della promozione di progetti come questo per evitare di cadere nuovamente negli errori del passato. Sotto gli sguardi commossi dei familiari presenti, tra cui le sorelle Valeria e Franca Spizzichino, è stato quindi dedicato a Giulia un viale all’interno del Parco della Pace che circonda la sede istituzionale in Via della Pisana.

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Il Csm incontra la Comunità Ebraica per il Giorno della Memoria

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Il ricordo di un giovane magistrato, Mario Finzi, morto a soli 31 anni a Birkenau e la cui carriera fu stroncata dalle leggi razziali. A lui il vicepresidente del Csm ha voluto dedicare un pensiero nella celebrazione del Giorno della Memoria a margine del plenum a cui ha partecipato una delegazione della Comunità Ebraica di Roma guidata dalla presidente Ruth Dureghello. “Il suo nome- ha detto il vicepresidente Legnini- è particolarmente legato a quello dei ragazzi di Nonantola, la località in provincia di Modena dove Finzi riuscì a trovare rifugio per un centinaio di orfani ebrei provenienti dalla Germania e dai Balcani. Dopo l’8 settembre, procurò ai ragazzi di Nonantola le carte d’identità false per farli espatriare in Svizzera: in questo modo si salvarono tutti tranne uno, ammalato, che venne catturato e morì ad Auschwitz”. Un intervento sentito e toccante a cui è seguito quello di Ruth Dureghello che ha ringraziato il Csm che per la prima volta ha scelto di commemorare il Giorno della Memoria in questa maniera. “Questo incontro rappresenta una tappa importante nel percorso della memoria. Molti magistrati ebrei come Ugo Foa, allora presidente della Comunita’ Israelitica di Roma furono esclusi dalla vita pubblica. Il lavoro di oggi ci ricorda invece come la magistratura sia uno strumento essenziale per garantire giustizia e diritti.”


In Comune la presentazione della Giornata della Memoria

in: Giornata della Memoria | di: Eleonora Pavoncello

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campidoglio giornata memoria

Si è svolta questa mattina nella sala della piccola Protomoteca del Campidoglio la conferenza stampa delle attività per la Giornata della Memoria del Comune di Roma. Oltre cento attività nei giorni organizzate su tutto il territorio che sono state presentate dal Sindaco di Roma Virginia Raggi, dalla Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, dal Vicesindaco e Assessore alla Crescita Culturale Luca Bergamo e dall’Assessore alle Politiche Sociali Laura Baldassarre. Il Sindaco di Roma ha voluto ringraziare la Comunità Ebraica spiegando che le attività della memoria sono parte ormai di un percorso che
questa amministrazione ha scelto di portare avanti: “Siamo tutti testimoni, non dobbiamo semplicemente commemorare, ma trasmettere qualcosa di vivo. Ascoltando i testimoni siamo diventati testimoni dei testimoni e i ragazzi che hanno partecipato al Viaggio della Memoria saranno loro a testimoniare in prima persona per non dimenticare.” Parole condivise dalla Presidente Dureghello che ha ringraziato per il lavoro svolto: “E’ bello vedere una città che si adopera per costruire un percorso che coinvolge tanto persone per ricordare. Si tratta della coscienza di questa città. La memoria va fatta in questa maniera, come un percorso collettivo che riguarda tutti”.