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La Comunità Ebraica di Roma dedica degli alberi alla memoria del Giusto Bruno Fantera

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

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Il 16 ottobre 1943, giorno della retata nazifascista al Ghetto di Portico d’Ottavia, la famiglia Moscati riesce a sfuggire al rastrellamento. Gino, dopo aver sistemato le figlie femmine presso il convento al Foro Romano, bussa con sua moglie e i figli Mino e Renato alla porta di casa di Bruno Fantera e sua madre a San Saba. Questi non esitano ad accoglierli: i Moscati si accampano in una stanza e i Fantera nell’altra. Vivranno in questo modo per i restanti nove mesi di occupazione, fino al 4 giugno 1944, l’entrata degli alleati a Roma. Da quel giorno, il silenzio per 65 anni. Nel 2007, Mino, il più grande dei fratelli Moscati, invita Bruno a testimoniare quanto accaduto. Viene riconosciuto come Giusto tra le Nazioni e lo Stato di Israele gli consegna l’onorificenza.

Il Signor Fantera ci ha lasciati lo scorso 23 giugno. La Comunità Ebraica di Roma ieri ha voluto rinnovare la sua gratitudine e suggellare ulteriormente il riconoscimento di quest’uomo come Giusto, consegnando al figlio Fabrizio Leggi tutto l’articolo


Giacoma Limentani. Il cordoglio della Comunità Ebraica di Roma.

in: Blog/News | di: Ufficio Stampa

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È scomparsa, ieri, la scrittrice Giacoma Limentani(1927-2018).

Studiosa appassionata dell’ebraismo, ha tradotto dall’ebraico diversi testi biblici e ha partecipato per molti anni a gruppi di studio rivolti all’interpretazione dei Midrashim. Attraverso le sue opere e le collaborazioni con riviste e giornali, inoltre, Giacoma ha concorso alla diffusione della cultura ebraica, ed ha dato un contributo importante alla memoria della Shoah.

Tra i suoi lavori più importanti ricordiamo ‘’La spirale della tigre’’ (2003), il dramma teatrale ‘’Nachman racconta’’ (1993) e il saggio ‘’Il midrash: come i maestri ebrei leggevano e vivevano la Bibbia’’ (1996).  

La Comunità Ebraica di Roma esprime il suo cordoglio e la sua vicinanza alla famiglia.

Possa il suo ricordo essere di benedizione.

 


‘’Leonard Bernstein at 100’’: presentati all’Auditorium attività e programmi

in: Cultura, Eventi, Foto gallery | di: Ufficio Stampa

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Ieri si è tenuta all’Auditorum Parco della Musica la conferenza stampa di presentazione di ‘’Leonard Bernstein at 100’’, una serie di concerti e una mostra dedicati al compositore e direttore d’orchestra, in occasione dei cento anni dalla sua nascita organizzati dall’Accademia Nazionale Santa Cecilia. Alla presentazione dell’evento, insieme al presidente di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro, al direttore musicale dell’Accademia Antonio Pappano, al Ministro consigliere per la stampa e gli affari culturali dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America Gloria Barbena, è intervenuta la presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa, ricordando l’importante ruolo ricoperto da Bernstein nella storia della musica e il suo legame con la cultura ebraica, spesso presente nelle sue composizioni. La conferenza ha visto, inoltre, la partecipazione del compositore e musicista Nicola Piovani, vincitore del premio Oscar per le musiche del film ‘’La vita è bella’’.

 

 


Parashà di Vayechì: perché Ya’akov volle essere sepolto in Eretz Israel

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Il patriarca Ya’akov visse nel paese d’Egitto diciassette anni e morì all’età di cento quarantasette anni. Prima di morire fece giurare il figlio Yosef e gli disse: “Non seppellirmi in Egitto!” (Bereshìt, 47:-29). 

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Chanukkà: Su Chanukkà e sui miracoli

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Nel trattato Shabbàt (21b) del Talmud babilonese è scritto: “Qual è [la ragione di] Chanukkà? i nostri Maestri insegnarono: il venticinquesimo giorno del mese di Kislev iniziano i giorni di Chanukkà; sono otto giorni nei quali è proibito fare orazioni funebri e digiunare. Perché quando i Greci entrarono nel Bet Ha-Mikdàsh contaminarono tutte i contenitori dell’olio per accendere la Menorà e quando gli Asmonei prevalsero contro di loro e li sconfissero, trovarono solo un contenitore di olio con il sigillo del Kohen Gadol, che era sufficiente per l’illuminazione di un solo giorno [oppure, secondo rav Achai Gaon: “che non bastava neppure per un giorno”]; eppure accadde un miracolo e con esso accesero la Menorà per otto giorni. L’anno seguente questi [giorni] furono dichiarati giorni festivi con la recita dell’Hallel e tefillòt di ringraziamento”.

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Parashà di Vaigàsh: Fino a che punto bisogna saper perdonare

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Dopo che Yosef aveva decretato che Binyamin sarebbe rimasto suo schiavo per aver rubato la sua coppa, Yehudà si fece avanti con un discorso che commosse i presenti. Nella parashà è scritto che dopo questo discorso “Yosef non poté più contenersi dinanzi a tutti gli astanti e gridò: ‘Fate uscir tutti dalla mia presenza!’ E nessuno rimase con lui quando egli si fece conoscere ai suoi fratelli. E alzò la voce piangendo; gli Egiziani l’udirono, e l’udì la casa di Faraone. E Yosef disse ai suoi fratelli: ‘Io sono Yosef, mio padre è ancora vivo?’ Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere, perché erano sbigottiti alla sua presenza” (Bereshìt, 45:1-3).

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“Sabato e domenica”

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Parashà di Vayèshev: Le buoni azioni vanno pubblicizzate

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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In questa parashà vengono raccontati i sogni di Yosef e l’astio che questi sogni crearono presso i fratelli. Essi  temevano che, come già avvenuto nelle generazioni precedenti quando Yishma’el aveva cercato di fare del male a Yitzchàk (v. Rashi al versetto di Bereshìt, 21:9) e quando Esau si era ripromesso di fare fuori Ya’akov (Bereshìt, 27:41), Yosef fosse la pecora nera della famiglia che cercava un modo di eliminare i fratelli. Quando Yosef era venuto a vedere i fratelli che pascolavano il gregge della famiglia a Dotan, i fratelli Shim’on e Levi parlarono di farlo fuori e Reuven, il primogenito “Lo salvò dalle loro mani” dicendo loro: “Non versate sangue, mettetelo in questo pozzo che è nel deserto e non mettete le mani su di lui”. Il versetto prosegue dicendo che Reuven “Intendeva salvarlo per restituirlo poi la padre” (Bereshìt, 37:22).

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La Presidente Ruth Dureghello incontra il Ministro degli Affari Esteri

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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La Presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello è stata ricevuta alla Farnesina questa mattina dal Ministro degli Affari Esteri Angelino Alfano. L’incontro segue gli ultimi episodi di antisemitismo che si sono verificati in Europa, tra cui l’attentato alla sinagoga di Goteborg in Svezia. La Presidente Dureghello ha ringraziato il Ministro Alfano per gli sforzi compiuti dal Governo nelle sedi internazionali e per l’organizzazione della conferenza sull’antisemitismo prevista per gennaio a Roma durante la presidenza Osce. Ha poi chiesto di rafforzare la cooperazione con la Farnesina e il Governo italiano per contrastare la rinascita dei movimenti xenofobi e razzisti e le violenze antisemite, mascherate sotto la veste di antisionismo. Nel colloquio, che è stato franco e cordiale, la Comunità Ebraica di Roma ha espresso perplessità riguardo alla linea dall’Italia rispetto al tema di Gerusalemme, sottolineando la vicinanza degli ebrei di tutto il mondo alla città capitale dello Stato d’Israele.


BANDO PER LA RICERCA DI DUE STAGISTI PRESSO L’UFFICIO STAMPA DELLA COMUNITA’

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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La Comunità Ebraica di Roma offre due borse di studio per uno stage formativo presso l’Ufficio Stampa della Comunità.

Art 1. Oggetto, durata, retribuzione
Le persone selezionate saranno inserite presso l’Ufficio Stampa della Comunità, e dovranno avere conoscenze di funzionamento dell’attività giornalistica in genere, di composizione di una redazione giornalistica, di scrittura e stesura di articoli. Dovranno inoltre avere buone capacità relazionali. Dovranno supportare il responsabile dell’Ufficio Stampa della Comunità nell’attività di rassegna stampa, stesura di comunicati, aggiornamento del sito web e dei social media, monitoraggio delle agenzie, supporto alle attività istituzionali. Al Candidato è richiesta dinamicità, capacità di relazionarsi con disponibilità e fermezza con il pubblico degli iscritti alla Comunità. Dovrà inoltre avere capacità di dialogo con Enti ed Istituzioni. La figura selezionata deve inoltre disporre di ottima padronanza dei principali software applicativi (Word, Excel, Outlook ecc.). Sono richieste buone conoscenze nel settore del giornalismo e della comunicazione.
Lo stage avrà la durata di 6 mesi. Allo stagiaire sarà riconosciuta una borsa di studio pari ad € 1.500,00.
Art 2. Sede principale di svolgimento dell’attività
Sede operativa principale sarà in Largo Stefano Gaj Tachè (Lungotevere Cenci Tempio). Il collaboratore deve dare la propria disponibilità ad orario di lavoro flessibile.
Art 3. Requisiti richiesti
Ai Candidati è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:

1. diploma di scuola media superiore (maturità che consenta l’accesso a facoltà universitarie);
2. iscrizione ad una Comunità Ebraica riconosciuta dalla Comunità Ebraica di Roma;
3. avere esperienze nel campo delle comunicazioni, preferibilmente in quello giornalistico;
4. età non inferiore ad anni 18;
5. ottima conoscenza della lingua italiana;
6. buona conoscenza o della lingua inglese o ebraico;
7. cittadinanza italiana. Tale requisito non è richiesto per i cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione Europea. Sono equiparati ai cittadini italiani gli italiani non appartenenti alla Repubblica;
8. godimento dei diritti politici e civili.
Art 4. Domanda e termini di presentazione
I curricula, accompagnati da una lettera motivazionale, dovranno pervenire entro le ore 12:30 di lunedì 25 dicembre 2017 con una delle seguenti modalità:
– per email al seguente indirizzo: ufficio.stampa@romaebraica.it
– per posta o consegnate a mano alla COMUNITA’ EBRAICA DI ROMA Largo Stefano Gaj Tachè (Lungotevere Cenci Tempio) – 00186 ROMA (sulla busta deve essere riportata la dicitura BANDO PER LA RICERCA DI 2 STAGISTI PRESSO L’UFFICIO STAMPA CER.