1371600000<=1347580800
1371600000<=1348185600
1371600000<=1348790400
1371600000<=1349395200
1371600000<=1350000000
1371600000<=1350604800
1371600000<=1351209600
1371600000<=1351814400
1371600000<=1352419200
1371600000<=1353024000
1371600000<=1353628800
1371600000<=1354233600
1371600000<=1354838400
1371600000<=1355443200
1371600000<=1356048000
1371600000<=1356652800
1371600000<=1357257600
1371600000<=1357862400
1371600000<=1358467200
1371600000<=1359072000
1371600000<=1359676800
1371600000<=1360281600
1371600000<=1360886400
1371600000<=1361491200
1371600000<=1362096000
1371600000<=1362700800
1371600000<=1363305600
1371600000<=1363910400
1371600000<=1364515200
1371600000<=1365120000
1371600000<=1365724800
1371600000<=1303171200
1371600000<=1366934400
1371600000<=1367539200
1371600000<=1368144000
1371600000<=1368748800
1371600000<=1369353600
1371600000<=1369958400
1371600000<=1370563200
1371600000<=1371168000
1371600000<=1371772800

Parashà di Ki Tissà, la colpa del mancato intervento

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

Nessun Commento

Bowling Green BullDopo l’episodio del vitello d’oro ”Il Signore disse a Moshè (Mosè): Ho visto che questo popolo è di dura cervice [e non ascolta le ammonizioni]. Ora lascia che la Mia ira li distrugga e Io faccia di te un grande popolo” (Shemòt - Esodo, 32:9-10).

In questo momento di crisi Moshè pregò il Signore di risparmiare il popolo: “Perché adirarsi contro questo Tuo popolo che hai portato fuori dall’Egitto con grande potenza e forte mano?  Perché far sì che gli egiziani dicano che (Dio) li ha condotti con intento malvagio per ucciderli sui monti ed eliminarli dalla faccia della terra? ..  Ricorda i tuoi servi Avraham, Yitzchak e Israel.”.  La preghiera di Moshè ebbe buon esito.  Leggi tutto l’articolo


Purim la festa dell’esilio

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

Nessun Commento

PURIMSi celebra a partire da sabato sera. storia di un mancato sterminio

Purim è una festa molto particolare per il calendario ebraico. Si distingue da tutte le altre per il suo carattere conferitogli dalle generazioni successive, ma sopratutto per la sua fonte principale, la Meghillà di Ester stessa.

La diversa natura delle abitudini di Purim e della Meghillà emerge se paragoniamo Purim a Chanukkà, la festa ebraica che le è più vicina sia per data sia per significato. Leggi tutto l’articolo


La parashà della settimana: Tetzavè – Perché manca il nome di Mosè?

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

Nessun Commento

medal pagani obverse 1945La parashà di Tetzavè inizia con le parole “E comanderai ai figli d’Israele di procurarti olio d’oliva vergine

di olive pressate per la luce del candelabro, per tenere i lumi continuamente accesi  (Shemòt – Esodo, 27:20).

Normalmente le parashòt della Torà, da quando Moshè (Mosè) assume il suo ruolo di profeta e leader del popolo d’Israele, iniziano con le parole “Il Signore disse a Moshè”. In questa parashà invece l’ordine di procurare l’olio viene dato a Moshè senza le normali parole introduttive e inoltre il nome di Moshè non appare neppure una volta in tutta la parashà. Leggi tutto l’articolo


Voci di “anusim”

in: Ebraismo | di: Pierpaolo Pinhas Punturello

Nessun Commento

MarranosLa testimonianza di tanti tornati all’Ebraismo, sotto la guida di rav Birnbaum e di Michael Freund di Shavè Israel

“Isabella di Castiglia sei stata sconfitta”. Questo pensiero mi è tornato più volta in mente mentre incontravo, nei corridoi dell’Ulpan ghiur per gli studenti di lingua spagnola, alcune delle persone che ho intervistato.

I protagonisti di queste interviste sono i discendenti dell’Ebraismo sefardita: 600 anni di fughe, di nascondigli, di tradizioni sussurrate di generazione in generazione. Leggi tutto l’articolo


La parashà della settimana: Terumà – Il colore tekhèlet

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

Nessun Commento

moneta Tiro murexPer la costruzione del Mishkàn (il tabernacolo mobile) il Signore disse a Moshè (Mosè) di chiedere ai figli d’Israele di donare tutta una serie di materiali: oro, argento e rame, tekhèlet, rosso porpora, scarlatto, lino e pelo di caprini, pelli di montoni tinte di rosso, pelli di tàchash (un animale non identificato), legno di acacia, olio per illuminare, spezie per l’olio da unzione e per il profumo, pietre di onice e pietre da incastonare nel dorsale e nel pettorale (Shemòt- Esodo, 25: 1-7). Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Mishpatìm: L’importanza della Torà orale

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

Nessun Commento

TorahRav Joseph B. Soloveitchik (1903-1993) in una sua derashà (sermone) sulla parashà di questa settimana, la definiva “la parashà della Torà orale“.

E veramente ci sono poche parashòt in tutta la Torà nella quale venga messa in evidenza l’importanza dell’insegnamento tramandato a voce da Moshè (Mosè) a Yehoshua’ (Giosuè), e da lì, di generazione in generazione fino ai nostri giorni. Leggi tutto l’articolo


La lezione dello Zohar

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

2 Commenti

Osservatore_romanoLeggo con piacere il testo del rav Gilles Bernheim sull’omosessualità. E questo un tema assai delicato, trattato di rado nel mondo ebraico e ringrazio pertanto il gran rabbino di Francia per aver rotto il silenzio con tanta chiarezza, competenza e apertura. (…)

Mi limiterei soltanto a fare alcune osservazioni di carattere generale e di ordine metodologico per guidarne la lettura, sgomberando anticipatamente il terreno da possibili fraintendimenti e confusioni. La prima premessa riguarda proprio l’opportunità di “scendere in campo” affrontando pubblicamente l’argomento. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Yitrò: Il primo comandamento

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

3 Commenti

TorahNella Torà i dieci comandamenti sono chiamati ‘Assèret Ha-Devarìm (Shemòt, 34:28; Devarìm, 4:13 e 10:4), un’espressione di difficile traduzione che letteralmente significa “le dieci affermazioni” (in inglese “the ten statements”).

In effetti, vi è una discussione tra i grandi Maestri e filosofi quali il Maimonide (Spagna, 1135-1204), il Nachmanide (Spagna, 1194-1270), R. Yosef Albo (Spagna, 1380-1444) e altri se tutti i dieci comandamenti siano dei comandamenti o meno. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Beshalàkh – Il partitismo in Israele

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

Nessun Commento

Nella parashà di Yitrò è scritto che nel terzo mese dall’uscita dall’EgittoGli israeliti partirono da Refidìm e arrivarono al deserto del Sinai e Israele si accampò di fronte al monte” (Shemòt-Esodo, 19:1-2).

Rashì (Francia, 1040-1105) nel suo commento, tratto dal Midràsh Mekhiltà, scrive che nella Torà è scritto “si accampò” al singolare perché diversamente da altre occasioni il popolo era tutto di un’opinione e senza dissensi.

La rivelazione al Monte Sinai fu un evento unico nella storia d’Israele. Vi erano dissensi immediatamente dopo l’uscita dall’Egitto e nuovamente dopo il Monte Sinai, ma non al Monte Sinai.

La prima divisione in partiti avvenne di fronte al Mar Rosso. La situazione appariva disperata. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana, la parashà di Bo: Non si diventa liberi stando passivi

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

Nessun Commento

L’uscita dall’Egitto ebbe luogo circa 3500 anni fa all’alba del 15 del mese primaverile di Nissàn, dopo una notte di luna piena.

I preparativi erano iniziati già dal primo giorno del mese quando il Signore aveva detto a Moshè (Mosè) e ad Aharon (Aronne): “Questo mese sarà per voi il primo mese dell’anno” (Shemòt-Esodo, 12:2).

Nel trattato talmudico di Rosh Hashanà (capo d’anno) è scritto: “Il primo giorno di Nissàn è il capodanno per i Re e per le festività”. Se un Re è salito al trono anche solo pochi giorni prima della fine del mese precedente, con l’inizio del mese di Nissàn inizia il secondo anno di regno. Leggi tutto l’articolo