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Boker tov. Speriamo nei giovani

in: Ebraismo | di: Fabio Perugia

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Si è chiuso domenica scorsa il Congresso dell’Unione dei giovani ebrei italiani. Sono stati eletti cinque consiglieri romani, due sono milanesi, uno è di Firenze e uno di Genova.

Mi auguro si possa dare un forte impulso alle attività di tutta Italia e in particolare di Roma.

I giovani ebrei romani, da 0 a 30 anni, sono poco più di 4.300. Nonostante gli sforzi di questi anni, troppi ragazzi non sono coinvolti – o non hanno ancora ricevuto lo stimolo giusto – nelle attività ebraiche. La missione del nuovo Ugei, dunque, è sotto gli occhi di tutti i consiglieri.


Nuove riflessioni su identità, memoria e cittadinanza

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Nella suggestiva cornice del Portico d’Ottavia, Domenica 30 ottobre 2011 il Palazzo della Cultura ha ospitato l’evento Identità eMemoria, organizzato congiuntamente dalle associazioni Music Theatre International-MThI Prospettive Mediterranee, in collaborazione con l’Ufficio d’informazione in Italia del Parlamento Europeo e la Comunità Ebraica di Roma, con il supporto di ACEA.

Personalità della cultura e delle istituzioni italiane ed europee – tra cui i Vicepresidenti del Parlamento Europeo, on. Gianni Pittella e l’onRoberta Angelilli (quest’ultima attraverso un video messaggio) hanno partecipato alla Riflessione Politico-Culturale sul tema Identità, Memoria e Cittadinanza, generando un intenso scambio di battute sulla problematica dialettica traintegrazione e solidarietà nei confronti degli immigrati. Leggi tutto l’articolo


“Gli animali e la sofferenza: la questione della Shechitah”

in: Ebraismo | di: Micol Anticoli

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Dopo le proposte di legge olandesi ed italiane che vorrebbero vietare la macellazione rituale per la carne Kasher e Halal, l’Associazione di cultura ebraica Hans Jonas ha organizzato un convegno dal titolo “Gli animali e la sofferenza: la questione della Shechitah” che si è tenuta domenica 6 novembre al Centro Bibliografico UCEI.

Gli esperti in materia scientifico-religiosa come il Capo Rabbino Rav Riccardo Di Segni e il Rav Gianfranco Di Segni hanno affrontato il tema dal punto di vista della halachà spiegando come, secondo l’opinione del rabbinato mondiale, lo “stordimento” dell’animale prima della macellazione (richiesto da animalisti, leghisti e xenofobi d’Europa) non sia compatibile con le regole che guidano la Shechitah. Leggi tutto l’articolo


La sicurezza personale su internet | Prima parte

in: Anti-Semitismo, Blog/News, Cultura, Ebraismo | di: Alex Zarfati

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[Questo pezzo è stato ricavato da un mio intervento realizzato per l’Ucei dal quale ho estratto tre articoli: “La sicurezza personale su internet” (in due parti) e “Come costruire una risposta adeguata alla propaganda antiebraica su internet” ]

Negli ultimi due anni il crescente tema della sicurezza informatica nella nostra Comunità ha assunto particolare rilievo. La protezione dei dati sensibili archiviati digitalmente e la gestione della privacy sui social network è un problema che affligge il grande pubblico, ma assume un tono di particolare emergenza quando si fa parte di una minoranza sotto minaccia come la nostra. Alle insidie tradizionali in cui incorre qualunque cittadino delle rete, come furto di identità, cyberbullismo, pedofilia, prostituzione, truffe, hacking, dobbiamo aggiungere le minacce dirette contro di noi in quanto ebrei, quindi in particolar modo: l’acquisizione di dati personali per fini terroristici e il rischio di aggressione individuale.

In effetti, la rete è in grado di offrire una vasta gamma di informazioni e servizi ma contemporaneamente può costituire un luogo pericoloso per la nostra privacy anche perché la conversazione talvolta avviene su piattaforme non concepite per scambiare o gestire dati sensibili in sicurezza, o in luoghi virtuali che spesso non consideriamo pericolosi.

Il mio lavoro quotidiano è all’interno di una società editoriale interamente web-based che tra le altre cose collabora con aziende israeliane e con decine di siti ebraici italiani monitorando la conversazione che quotidianamente avviene sui social network. Io stesso, lavorando esclusivamente su internet, appartengo a quella categoria di persone per le quali socializzare online non è certo un rischio, ma costituisce un’opportunità lavorativa fondamentale. E come me, migliaia di ebrei, giovani e meno giovani, si rendono conto che giorno d’oggi, vivere senza internet non solo sarebbe maledettamente difficile, ma anche e soprattutto stupido, perché nell’era del Web 2.0, nessuno può pensare di vivere la propria quotidianità senza interagire in rete. Il problema allora è:

  • Qual’è il miglior modo di condividere le nostre informazioni?
  • Quali comportamenti mi fanno correre un rischio maggiore?
  • Cosa posso fare in concreto per proteggermi da queste minacce?

Per capire un po’ di cose, bisogna fare un passo indietro. Prima di tutto, spiegare cosa sia esattamente questo Web 2.0.

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Il prezzo della libertà: la mitzvà del riscatto dei prigionieri

in: Ebraismo | di: Pierpaolo Pinhas Punturello

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Il primo ostaggio della storia ebraica è Lot figlio del fratello di Avraham che come ci ricordano i versetti di Genesi, 14, 12-16 fu fatto prigioniero durante la guerra dei re nella valle di Siddim.

Quando un fuggiasco informò Avraham della prigionia del nipote e della sua famiglia egli non perse tempo: armò la sua propria famiglia e combattè per la libertà di Lot, recuperando i suoi beni e liberando i suoi parenti.

Non c’è alcun dubbio che per la Torà l’azione armata di Avraham Avinu sia degna di lode e nel capitolo successivo di Bereshit lo stesso Onnipotente gli appare e lo assicura che sarà per lui uno scudo e che la sua ricompensa sarà grandissima.

Le fonti rabbiniche a cominciare da Maimonide, Rambam, affrontano la questione del riscatto dei prigionieri in maniera sistematica e precisa. “Non esiste mitzvà più grande del riscatto dei prigionieri, poichè il prigioniero è nelle condizioni di chi ha fame, sete ed è nudo e si trova quindi in pericolo di vita.” Leggi tutto l’articolo


Hoshannà Rabbà: un libro digitale per partecipare alla tefillà

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Il settimo giorno di Sukkot è Hoshannà Rabbà, giorno in cui si fanno sette giri intorno alla Tevà con il lulav e si recitano particolari preghiere durante le quali si usa agitare dei rametti di salice (‘aravà), che alla fine della preghiera vengono battuti per terra.

Preghiera che un gruppo di persone, che hanno chiesto l’anonimato, hanno raccolto in un libro digitale, donandolo in zedachà. Come è scritto all’interno del testo: “Questo libro nasce con la speranza di dare a tutti la possibilità di partecipare attivamente alla tefillà di Hoshannà Rabbà”.

Per consultare e scaricare il libro clicca qui.


Nell’ora di Ne’ilà 5772: il discorso del Rabbino capo di Roma, rav Riccardo Di Segni

in: Ebraismo | di: Rav Riccardo Di Segni

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Qualche giorno fa Gadi Luzzatto Voghera ha raccontato questa storia su Moked, il giornale online dell‘UCEI:

“Mi è capitato un anno fa di fare un bel viaggio nella Polonia ebraica e ad Auschwitz con un gruppo di amici padovani, ebrei e non ebrei. Persone colte, che hanno dato vita a un bel dibattito intellettuale […]. L’ultimo giorno siamo stati raggiunti da un nutrito gruppo di ebrei romani, la classica “piazza”, e l’indomani siamo andati insieme a visitare Auschwitz. Bandiere israeliane, hatikva, commozione. Ma anche uno sguardo supponente e, direi, “di superiorità” che si percepiva nei confronti degli amici romani. Una signora di passata militanza comunista mi avvicina e mi chiede lumi: “ma chi sono, ma come si comportano, ma proprio non c’è terreno di confronto”, mi dice. La guardo un po’ stupito e le rispondo: “amica mia, questo è il popolo”, chiedendomi per cosa avesse mai combattuto in questi anni di militanza politica da sinistra.”

La scena qui descritta è un po’ esagerata, ma reale. La “piazza” classica non esiste più, ma così da fuori vedono il nostro “popolo ebraico romano” che abbraccia un’ampia fascia di famiglie che vivono soprattutto di commercio, e che si esprime in un certo modo, tanto più in momenti di forte emotività come in una visita ad Auschwitz. Così come esiste un altro mondo ebraico, chiamiamolo “intellettuale”, non solo fuori Roma, che non capisce questo popolo e se ne tiene lontano con una certa spocchia. La distanza tra i due mondi si manifesta soprattutto nel campo politico e nel rapporto con lo Stato d’Israele. Leggi tutto l’articolo


Portico d’Ottavia: domani il concerto dei Bersaglieri per ricordare l’abbattimento del porte del Ghetto

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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In occasione del 141° anniversario di Roma Capitale e nel contesto più ampio del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, verrà ricordato un episodio particolare che avvenne il 20 settembre 1870: l’abbattimento dei portoni che erano stati posti al quartiere del “ghetto”.

Correva l’anno 1555 quando assurse al soglio pontificio Giovanni Caraffa che prese il nome di Pio IV. Appena nominato, in un periodo di piena controriforma, derivante dalla reazione allo scisma che si era avuto con i protestanti, questo papa emise una bolla che imponeva grosse restrizioni alla popolazione romana di religione ebraica fra le quali quella di chiudere il ghetto al tramonto.

Tutto il quartiere, infatti, era accessibile attraverso tre portoni che, all’imbrunire, venivano chiusi dai gendarmi papalini, pagati dagli stessi abitanti. Chi fosse rimasto fuori se la sarebbe vista con l’implacabile giustizia papalina. I portoni successivamente, con Sisto V, divennero cinque per divenire poi sei nel 1830. Leggi tutto l’articolo


Shalit: Beth Shlomo diviso fra orgoglio e amarezza

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Grazie alla votazione di ieri Milano sarà “protagonista nel promuovere un vero e costruttivo dialogo fra israeliani e palestinesi” e avrà un ruolo centrale anche nella “liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit“, ostaggio di Hamas da cinque anni.

L’ha detto, Davide Romano, portavoce della Tempio Beth Shlomo, il quale ha sottolineato che questa novità “fa parte di quelle cose che rendono orgogliosi i milanesi: i concetti di pace e di umanità devono essere le fondamenta su cui costruire il vivere comune, anche oltre i confini della nostra città. Un grazie di cuore ai 33 consiglieri comunali dunque, divisi negli schieramenti politici ma uniti nelle scelte per la vita“. Leggi tutto l’articolo


Ucei e Comunità ebraica di Milano: “Basta minacce a manifestazione Milano”

in: Ebraismo, Politica Internazionale | Scritto da: Redazione

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In una nota congiunta i vertici dell’ebraismo italiano e milanese ha espresso la loro idea in merito alla rassegna “Unexpected Israel“:

“Il Presidente dell`Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, e il Presidente della Comunità ebraica di Milano, Roberto Jarach, seguono attentamente e con preoccupazione il susseguirsi di notizie e di dichiarazioni riguardanti la manifestazione Unexpected Israel, una settimana dedicata alla storia, alla cultura e alla realtà israeliana il cui inizio è previsto a Milano, in Piazza del Duomo, da questa domenica 12 giugno. Leggi tutto l’articolo