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Il commento della settimana: la parashà di Yitrò: Il primo comandamento

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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TorahNella Torà i dieci comandamenti sono chiamati ‘Assèret Ha-Devarìm (Shemòt, 34:28; Devarìm, 4:13 e 10:4), un’espressione di difficile traduzione che letteralmente significa “le dieci affermazioni” (in inglese “the ten statements”).

In effetti, vi è una discussione tra i grandi Maestri e filosofi quali il Maimonide (Spagna, 1135-1204), il Nachmanide (Spagna, 1194-1270), R. Yosef Albo (Spagna, 1380-1444) e altri se tutti i dieci comandamenti siano dei comandamenti o meno. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Beshalàkh – Il partitismo in Israele

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di Yitrò è scritto che nel terzo mese dall’uscita dall’EgittoGli israeliti partirono da Refidìm e arrivarono al deserto del Sinai e Israele si accampò di fronte al monte” (Shemòt-Esodo, 19:1-2).

Rashì (Francia, 1040-1105) nel suo commento, tratto dal Midràsh Mekhiltà, scrive che nella Torà è scritto “si accampò” al singolare perché diversamente da altre occasioni il popolo era tutto di un’opinione e senza dissensi.

La rivelazione al Monte Sinai fu un evento unico nella storia d’Israele. Vi erano dissensi immediatamente dopo l’uscita dall’Egitto e nuovamente dopo il Monte Sinai, ma non al Monte Sinai.

La prima divisione in partiti avvenne di fronte al Mar Rosso. La situazione appariva disperata. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana, la parashà di Bo: Non si diventa liberi stando passivi

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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L’uscita dall’Egitto ebbe luogo circa 3500 anni fa all’alba del 15 del mese primaverile di Nissàn, dopo una notte di luna piena.

I preparativi erano iniziati già dal primo giorno del mese quando il Signore aveva detto a Moshè (Mosè) e ad Aharon (Aronne): “Questo mese sarà per voi il primo mese dell’anno” (ShemòtEsodo, 12:2).

Nel trattato talmudico di Rosh Hashanà (capo d’anno) è scritto: “Il primo giorno di Nissàn è il capodanno per i Re e per le festività”. Se un Re è salito al trono anche solo pochi giorni prima della fine del mese precedente, con l’inizio del mese di Nissàn inizia il secondo anno di regno. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana, la parashà di Vaerà: Delitto e Castigo

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di Vaerà (Shemo’t – Esodo, 6:13) Moshè (Mosè) e Aharòn (Aronne) ricevono l’ordine divino di presentarsi al Faraone con la richiesta di lasciare uscire il popolo d’Israele dall’Egitto. Rav Yosef Shalom Elyashiv (1910-2012) nel suo commento Divrè Agadà (p. 145) domanda per quale motivo era necessario fare faticare due ottantenni per avvisare il Faraone delle incipienti piaghe.

Il Padreterno avrebbe potuto mandare subito la piaga più potente e il Faraone avrebbe ceduto e dato l’ordine di liberare gli schiavi! Leggi tutto l’articolo


Tesori della cultura ebraica scoperti in grotte dell’Afganistan

in: Ebraismo, Foto gallery | Scritto da: Redazione

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Si tratta di documenti che risalgono ad oltre 1000 anni fa

La Libreria nazionale di Gerusalemme ha reso pubblici una trentina di documenti ebraici, vecchi di mille anni, che sono stati scoperti casualmente in alcune grotte dell’Afghanistan orientale in aree controllate dai Talebani. Sono stati venduti di recente a quell’Istituto ”per una cifra considerevole” da commercianti di nazionalità imprecisata e fanno parte di un ”vero tesoro”, ancora all’estero. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Shemòt, chi era la figlia del Faraone?

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Nella parashà di Shemòt (la prima dell’Esodo) vi è la momentanea apparizione della figlia del Faraone.

Questa è la prima e l’ultima volta che si parla di lei nella Torà. Eppure fu proprio lei che salvò Moshè (Mosé) e lo educò a comportarsi in modo regale nel palazzo del Faraone.

Se nella Torà la figlia del Faraone appare solo nell’episodio del salvataggio di Moshè dalle acque, nel Midràsh essa viene menzionata anche più tardi (Cecil De Mille nel suo film I Dieci Comandamenti del 1956 fece ampio uso di queste fonti midrashiche). Leggi tutto l’articolo


Gli ebrei “in cammino” del Sud Italia

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Una intensa tre giorni di studio e incontri a Belvedere Marittimo in Calabria, per dare forza al progetto di ritorno all’ebraismo nel Meridione

La Calabria ha ospitato nei giorni tra il 20 ed il 23 dicembre scorso uno shabbaton organizzato dall’Ucei dal Dec con il supporto della Comunità Ebraica di Napoli e di Shavei Israel, una organizzazione no profit israeliana che da anni si occupa di ritorni all’Ebraismo di discendenti di ebrei in tutto il mondo, dalla Cina al Sud America, passando per India, Russia; Europa e da ieri anche Sud Italia. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Vaichì – Le benedizioni vanno ai migliori

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Con la parasha di Vaichì si conclude il primo dei cinque libri di Moshè (Mosè), L’argomento saliente è la benedizione del patriarca Ya’aqòv (Giacobbe) ai figli prima di lasciare questo mondo. Il preludio della benedizione ai figli dal letto di morte è la benedizione, qualche tempo prima, ai nipoti Menascè ed Efràim, figli del prediletto Yosèf (Giuseppe).

Quando fu informato della malattia del vecchio padre, Yosèf prese con sè i figli Menasce ed Efraim e lo venne a visitare (Bereshìt– Genesi, 48:1).  Yosèf fece avvicinare Menascè, che era il primogenito, alla destra del padre ed Efràim, il secondogenito, alla sinistra, in modo che la benedizione al primogenito venisse data con la mano destra (ibid., 48:13).

Inaspettatemente Ya’aqòv incrociò le braccia benedicendo Efràim, il secondogenito, con la mano destra e Menascè con la sinistra (ibid, 14). Leggi tutto l’articolo


Ebrei in Vietnam

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Nella capitale Ho Chi Min inaugurato il primo mikve

Secondo un antico insegnamento rabbinico, il primo atto da compiere per rendere possibile, in una città, l’esistenza di una comunità ebraica è la costruzione di un mikve, data la fondamentale importanza rivestita, nell’ebraismo, dal bagno rituale e dalla kosherizzazione delle stoviglie.

Per questo fine, e quasi a garantire la propria identità e presenza in una realtà assai difficile, gli ebrei del Vietnam hanno voluto inaugurare, il 25 ottobre, il primo mikwe del Paese, ad Ho Chi Min City. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Vaigàsh – Come mantenere l’identità nella Diaspora

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Yosef (Giuseppe) aveva esortato i fratelli e il padre Ya’aqòv (Giacobbe) a trasferirsi in Egitto (Bereshìt – Genesi, 45:8) perché, a causa della tremenda carestia che sarebbe durata sette anni, la famiglia non avrebbe potuto sopravvivere nella Terra di Canaan con i loro greggi. R. ‘Ovadià Sforno da Cesena (1470-1550) nel suo commento alla Torà scrive che Yosef inviò con i fratelli dei carri per il trasloco della famiglia e delle loro proprietà sicuro che, vedendoli, il padre Ya’aqòv non si sarebbe opposto a lasciare la patria (ibid., 45:19-20).

Fu proprio il Re d’Egitto a incoraggiarli a non badare a portare tutti i loro averi per accelerare il trasferimento, altrimenti, commenta R. Sforno, ogni ritardo avrebbe potuto causare perdite al gregge che era la principale ricchezza della famiglia. Rav Yosef Dov Soloveitchik (Brest Litovsk, 1903-1993, Boston) fa notare che la generosità del Faraone derivava dal suo desiderio di fare immigrare la famiglia di Yosef in Egitto. Leggi tutto l’articolo