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Il commento della settimana: la parashà di Miqètz – Gli ebrei portano prosperità a tutto il mondo

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di Vayèshev (Bereshìt – Genesi, cap. 37) viene raccontato che Yosef (Giuseppe) venne venduto a Potifar, il capo giustiziere del Faraone. Nella casa di Potifar “Il Signore fu con lui ed ebbe successo …” (ibid. 39:2) “e in tutto quello che faceva il Signore gli faceva avere successo” (ibid. 39:3). Poi “da quando [Potifar] lo mise alla direzione della sua casa e delle sue proprietà il Signore portò prosperità alla casa dell’egiziano grazie a Yosef e vi fu benedizione divina in tutto quello che aveva, sia in casa che nei campi” (ibid. 39:5).

L’arrivo di Yosef come manager della casa di Potifar fece fare un salto di qualità nella conduzione degli affari e il padrone egiziano si arricchì notevolmente. R. Shlomò Ephraim Luntschitz (Polonia, 1550 –1619) che fu rabbino a Praga dal 1604 fino alla sua morte, autore del commentoKeli Yaqar alla Torà, spiega che il successo di Yosef fu ancora più rimarchevole se si pensa che Yosef rimase sempre a casa senza cercare di fare carriera tramite amicizie altolocate partecipando a festini e a cocktail. Leggi tutto l’articolo


I miei primi 100 anni

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Nel 1912 veniva costruita la Sinagoga di Trieste. Una cronaca speciale raccontata dalla stessa protagonista

Sì, ho compiuto 100 anni e…non li dimostro, anche se ho qualche piccolo acciacco. Sono “nato” il 27 giugno 1912, a Trieste ed i miei “artefici” sono stati Ruggero ed Arduino Berlam. Il mio nome? Mi hanno chiamato “Nuovo Tempio Israelitico di Trieste”. Poi, si sa, nel corso degli anni le cose…cambiano e, spesso, mi chiamano “Sinagoga Ebraica”.

Ma il mio vero nome è proprio il primo. Sono sorto dopo svariate difficoltà, diverse operazioni, problemi e progetti, ma, alla fine eccomi qua. Mi hanno fortemente desiderato e sognato tanti benefattori che sono nominati pure nel mio “certificato di nascita” (il libretto dell’inaugurazione) quali: Moisè Usiglio, Solone Loly, Raffaele Mordo, Raffaele Luzzatto, Ettore Luzzatto, Guido Levi, Marco de Parente, Filippo Brunner e Giacomo Pincherle, nonché il rabbino dott. Chajes. Leggi tutto l’articolo


Tutto ebbe inizio quel lontano 19 Kislev del 1798

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Con una affollatissima serata, svoltasi il 3 dicembre presso il Rome Scout Center, i Chabad Lubavich della capitale hanno festeggiato Yud Tet Kislev, ricorrenza nota anche come Capodanno della Chassidut. A raccontare l’importanza di questa data – il 19 Kislev, appunto – sono stati i rabbini Itzchak Hazan, Shalom Hazan, Menachem Lazar e Ronnie Canarutto. Ospite, da Milano, rav Yossef Hadad.

Al centro di tutti gli interventi, c’è stato il ricordo e l’analisi di quanto avvenne in Russia in quel 19 Kislev del 1798, quando il fondatore del movimento Chabad, rabbi Schneur Zalman di Liadi, fu liberato dalla prigione zarista. Una liberazione che è stata vista come l’inizio della vera diffusione, a livello universale, dell’insegnamento chassidico, nonché (lo hanno spiegato gli oratori della serata) come una sorta di rinnovamento del miracolo di Channukkà. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Vayèshev – L’interpretazione dei sogni

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

Un Commento

Nella parashà di Vayèshev (Bereshìt – Genesi, cap. 37) viene raccontato che Yosef (Giuseppe) venne venduto dai suoi fratelli a una carovana di Midianiti e quest’ultimi, arrivati in Egitto, lo vendettero a Potifar, il capo giustiziere del Faraone. Calunniato dalla moglie di Potifar, che aveva cercato inutilmente di sedurlo, Yosef venne condannato a languire nella prigione di Potifar. Quest’ultimo nonostante praticasse la professione di giustiziere ad alto livello, aveva abbastanza buon senso per capire che tra un servo fedele e una moglie notoriamente infedele, doveva credere alla versione del servo.

Così invece di giustiziare Yosef, lo relegò in prigione per salvare la reputazione della moglie e quella dei propri figli. In casa di Potifar, Yosef era diventato direttore generale delle proprietà del padrone che grazie a lui prosperarono come mai prima. In prigione, Yosef divenne direttore con l’incarico aggiuntivo di occuparsi dei prigionieri di maggior riguardo. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Vayshlakh – Giacobbe e le vittime civili di guerra

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di Vayshlàkh è scritto (Bereshìt, 32: 8) che Giacobbe era timoroso prima del suo incontro con Esaù; il Midràsh Bereshìt Rabbà (76:4) afferma che Giacobbe temeva di essere costretto a uccidere delle persone innocenti nel corso della possibile battaglia imminente con Esaù.

Quello delle vittime civili di guerra è un argomento nuovamente attuale a seguito della guerra a Gaza. Recentemente Rav Yaakov Sasson di New York ha scritto un saggio, pubblicato in italiano nel numero 9 della rivista Segulat Israel, che riassumiamo in questa pagina, per esaminare quale sia il parere dei decisori halakhici al riguardo.

Le discussioni halakhiche sulle questioni inerenti alla guerra sono alquanto esigue a causa delle limitate applicazioni pratiche nelle comunità ebraiche durante i duemila anni nella Diaspora. Ad eccezione di un capitolo delle Hilkhòt Melakhìm del Maimonide, le Hilkhòt Milchamà (regole riguardanti la guerra) non erano state trattate quasi per niente fino al 1948 con la nascita dello Stato d’Israele. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Vayetzè – La falsa benevolenza di Labano

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Il nostro patriarca Giacobbe era andato a Padan Aram in Mesopotamia su ordine dei genitori Isacco e Rebecca. Nel salutarlo gli avevano detto di prendere come sposa una delle figlie di Labano, fratello maggiore di Rebecca (Bereshìt – Genesi, 28:1-2). La partenza di Giacobbe era avvenuta su consiglio della madre che gli aveva detto di allontanarsi temporaneamente da casa finchè il fratello Esau si fosse calmato (ibid., 27:44).

Un altro motivo per andare a Padan Aram era che Isacco e Rebecca non volevano che Giacobbe prendesse come moglie una donna Hittita, come aveva fatto Esaù le cui mogli avevano amareggiato la vita di Isacco e Rebecca. Dopo vent’anni a casa di Labano, Giacobbe ricevette l’ordine divino di tornare in Eretz Israel (ibid., 31:3). Consigliatosi con le mogli, Rachele e Lea, Giacobbe montò mogli e figli sui cammelli e partì senza avvisare il suocero Labano (ibid., 31:17). Il commentatore ‘Ovadia Sforno da Cesena (1470-1550) spiega che Giacobbe lasciò Padan Aram senza avvisare il suocero, sapendo che quest’ultimo altrimenti non lo avrebbe lasciato partire. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: la parashà di Toledòt – Quando i giusti danno una benedizione

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di Toledòt è scritto che “Quando Isacco fu vecchio e la vista gli si indebolì, tanto che non vedeva più, chiamo Esaù, suo figlio maggiore e gli disse: “sono vecchio e non so quando morirò”(Bereshìt-Genesi, 27:1-4). Isacco chiese a Esaù di andare a prendere della selvaggina e di preparagli una vivanda gustosa dopodiché gli avrebbe dato la sua benedizione.

Rav ‘Ovadià Sforno (Cesena, 1470-1550) nel suo commento alla Torà spiega che Isacco voleva che Esaù assumesse il ruolo di capo famiglia e protettore del fratello minore Giacobbe. La missione di Giacobbe sarebbe stata quella di proseguire la tradizione famigliare, occupandosi di cose spirituali e di diffondere l’idea monoteista ereditando la Terra d’Israele. Per questo motivo Isacco era pronto a benedire Esaù con beni materiali e dominio sulla famiglia e a benedire Giacobbe con la benedizione di Abramo (ibid., 28:4), come fece prima di mandarlo a Charan dallo zio Labano. Leggi tutto l’articolo


Ebrei del Sud Italia, un fenomeno quasi sconosciuto

in: Ebraismo | di: Pierpaolo Pinhas Punturello

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Si sono tenuti dal 2 al 4 novembre a Brindisi gli Stati Generali degli Ebrei dell’Italia Meridionale. Una presenza ebraica che oggi ha del rivoluzionario ma dovrà sapersi evolvere

Proprio mentre il DEC, uno dei dipartimenti dell’UCEI, cioè dell’Istituzione che rappresenta gli ebrei d’Italia, annullava per scarsa partecipazione uno Shabbaton organizzato a Vercelli, in Puglia, a Brindisi, partiva dal 2 al 4 novembre, uno Shabbaton che non è stato organizzato da nessuna istituzione ebraica ma che ha visto il suo senso e la sua genesi nella volontà di alcune famiglie ebraiche pugliesi: uno Shabbaton voluto ed organizzato dalla volontà popolare.

Questo bisogno ebraico di base (così sarebbe stato definito in un collettivo studentesco di sinistra almeno fino agli anni ’90) ha voluto chiamare questo appuntamento con il titolo di “Stati Generali degli Ebrei dell’Italia Meridionale” ampliando quindi la riflessione, il dibattito, le conclusioni ed i progetti verso tutto il Sud ebraico del quale sappiamo davvero poco in termini reali. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana, la parashà di Vayerà – Gli angeli tricolori

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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La parashà di “Vayera” si inizia con le parole:  “Il Signore gli apparve nella piana di Mamre’ mentre eglia era seduto all’ingresso della tenda nell’ora piu’ calda del giorno.  Alzo’ gli occhi ed ecco che vi erano  tre uomini di fronte. Come li vide corse loro incontro …”( Bereshit – Genesi, 18:1-2).

Abramo li invito’ a fermarsi presso di lui.  Rashi nel suo commento alla Tora’ scrive che il Signore apparve ad Abramo a dismostrazione che e’ mitzwa’ (precetto) visitare i malati. Infatti Abramo sofferente tre giorni dopo essersi circonciso alla avanzata eta’ di novantanove anni. Leggi tutto l’articolo


Il potere miracolo della preghiera

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Spunti di riflessione su una spiritualità che rafforzi lo spirito ed anche il corpo

Avendo compreso l’importanza di imparare a pregare con kavana (con consapevolezza), molte persone si sono rivolte a me per fare dei corsi sulla preghiera.

Ormai sia il mondo scientifico che quello della spiritualità hanno fatto comprendere, anche alle persone meno inclini a sperimentare la trascendenza, che la preghiera può ‘creare’ nuove realtà e anche rafforzare l’apparato immunitario.

La prima cosa che ho dovuto spiegare è che il Sidur (il testo di preghiere ebraico) non è solo una collezione di versi liturgici che dirigere il fedele nella sua preghiera, ma è un vero e proprio testo di metafisica che contiene, come il libro dei Salmi, infiniti insegnamenti esoterici che appaiono, in formule brevi ma chiarissime, tra le righe. Leggi tutto l’articolo