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Cordoglio per la morte di Fabio Norsa, presidente della Comunità ebraica di Mantova

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

Un Commento

Lutto per Mantova e per la Comunità ebraica italiana: è morto Fabio Norsa, presidente della locale Comunità ebraica. Aveva 65 anni. Pur malato da tempo, era sempre stato attivissimo e pieno di entusiasmo sia nella conduzione di questa piccola comunità ebraica, sia come Presidente, negli ultimi cinque anni, dell’Osservatorio Articolo 3 contro il razzismo e le discriminazioni, organismo fondato insieme ad altre realtà mantovane, tra le quali la comunità sinti.

In questo ruolo, ma anche come valori di una intera vita, Norsa ha perseguito l’obiettivo di costruire una società più aperta, tollerante e accogliente, memore delle tragedie del passato che anche questa piccola realtà ebraica italiana aveva dovuto sopportare. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana, parashà Vayechì. Quant’erano le tribù d’Israele: dodici o tredici?

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Il nostro patriarca Giacobbe ebbe dodici figli maschi: sei da Leà (Reuvèn, Shim’òn, Levì, Yehudà, Issachàr e Zevulùn), due da Rachèl (Yosèf e Beniamìn), due da Zilpà (Gad e Ashèr) e due da Bilhà (Dan e Naftalì).

All’inizio della parashà di Vayechì, il vecchio Giacobbe, sapendo che non avrà più molto da vivere chiama il figlio Yosèf che nella sua posizione di vicerè d’Egitto è il solo che avrà la possibilità di ottenere il permesso del faraone di portarlo a seppellire nella terra d’Israele. La tomba di famiglia è a Hevròn, nella grotta di Machpelà che era stata acquistata da Abramo come sepolcro per la moglie Sara per l’enorme somma di quattrocento sicli d’argento. Giacobbe fa giurare Yosèf che non lo seppellirà in Egitto e lo porterà nella terra d’Israele e Yosèf promette che manterrà il giuramento. Leggi tutto l’articolo


Per conoscere la Bibbia

in: Ebraismo | di: Claudia De Benedetti

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La Comunità di Casale Monferrato ospita due appuntamenti prestigiosi del Corso annuale di ebraico biblico di Biblia, quest’anno imperniato sullo studio di Esodo 3,18.

Biblia opera dal 1985 in Italia per promuovere e stimolare la conoscenza della Bibbia al di là delle personali opzioni religiose e non. Tra le finalità dell’’Associazione vi è l’organizzazione di seminari, ricerche, dibattiti, corsi di formazione o aggiornamento per insegnanti e operatori culturali, convegni e viaggi di studio. Leggi tutto l’articolo


La storia di Chanukkà, al Museo dei Lumi di Casale Monferrato

in: Ebraismo | di: Claudia De Benedetti

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Per il ventesimo anno consecutivo la piccola Comunità di Casale Monferrato accoglie con grande piacere, nel Cortile delle Api, i rappresentati delle religioni monoteistiche e tanti amici per accendere i lumi di Chanukkà, ricordare avvenimenti lontani e sussurrare che è possibile credere nei miracoli, in ogni epoca.

All’interno della Sinagoga degli Argenti la temperatura è intorno a zero gradi ma i nostri cuori avvertono più che mai il calore spirituale che trasmette il Ner Tamid, la luce eterna, il cui olio era così fortemente necessario ai fratelli Maccabei.

Raccontiamo ai nostri ospiti la storia dei Maccabei che guidarono la rivolta di un piccolo popolo contro il potente oppressore; una storia universale che ha accompagnato tutta l’umanità dalla sua nascita fino ad oggi; una storia a lieto fine in cui trionfa la luce del bene che illumina e riconsacra Gerusalemme dopo le tenebre del male e dell’oppressione. Leggi tutto l’articolo


Da questa sera si celebra la festa di Chanukkà: alcune norme

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

Un Commento

Il 25 di Kislèv cade la festa di Chanukkà (Inaugurazione) che dura otto giorni. Si chiama anche Chàg Haneròth (festa dei lumi), Chàg Haurìm (festa delle luci) eChàg Hamakkabìm (festa dei Maccabei). Era l’anno 165 a. E.V.

Quando Giuda, figlio del sacerdote Mattatià e soprannominato Maccabeo, dalle iniziali delle parole della frase: “Mi Kamòkha Baelìm Adon-i?” (Chi è pari a Te, o Signore?) entrò nel Tempio di Gerusalemme, a capo dei suoi valorosi seguaci, sapeva bene quale fosse il suo primo compito: riconsacrare il Santuario al Signore e abbattere gli idoli, fatti installare dal re Antioco IV Epifane di Siria, sotto il cui governo era caduta Èretz Israèl.

Antioco, infatti, voleva che gli ebrei abolissero completamente l’osservanza della Torà e seguissero la religione e la cultura greca, secondo le quali egli stesso era cresciuto. Molti ebrei morirono piuttosto che tradire la loro fede e ne è esempio, tra gli altri, il sacrificio di Anna e dei suoi sette figli. Ma col passare del tempo, gli animi erano giunti all’esasperazione e quando il vecchio Mattatià, appoggiato dai suoi figli, diede il segno della rivolta, molti non indugiarono a seguirlo. Leggi tutto l’articolo


Dove si accendono i lumi di Chanuccà

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

4 Commenti

L’accensione dei lumi di Chanuccà è una mizvà di origine rabbinica istituita dai Maestri in Erez Israel nell’anno 165 prima dell’Era Volgare per ringraziare l’Eterno dopo la vittoria degli Asmonei nella guerra contro i greci seleucidi, che portò alla liberazione di Gerusalemme, al ripristino del servizio nel Tempio di Gerusalemme e al miracolo dei lumi.

Nel Talmud babilonese (Shabbat, 21b) è scritto che la mizvà dell’accensione dei lumi di Chanuccà dev’essere osservata da ogni famiglia, accendendo i lumi al di fuori della porta di casa. Così veniva fatto fino a quando gli ebrei risiedevano in Erez Israel e in Mesopotamia fino al III secolo dell’Era Volgare.

Verso la fine del III secolo E.V. quando era al potere in Mesopotamia la dinastia Sassanide, i sacerdoti della religione di Zoroastro proibivano durante alcuni periodi dell’anno l’accensione del fuoco in qualunque posto altro che nei loro luoghi di culto. Quei giorni sono menzionati nel Talmud come “periodi di pericolo” nei quali i lumi di Chanuccà vengono accesi in casa “sulla tavola”. Leggi tutto l’articolo


On line “Romaexhibit”, nel portale anche il Museo ebraico

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Da pochi giorni è on line “RomAExhibit” il sito internet del primo sistema espositivo integrato di Roma Capitale che mette in rete la programmazione in italiano e inglese di mostre ed eventi di tutti gli spazi espositivi di Roma, pubblici e privati: un totale di 50 spazi espositivi che per la prima volta operano e programmano insieme, cui si aggiunge ora anche il Museo Ebraico, per un totale di 200 sale espositivi.

D’ora in poi 50 realtà museali sono collegate attraverso il portale e, come ricordato dal indaco Alemanno, “per la prima volta Roma fa sistema sul suo potenziale culturale”


Il Rabbino Capo Riccardo Di Segni: “Nella crisi l’altro fa più paura”

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Siamo continuamente sul filo del rasoio, non ci vuole nulla perché si passi all’intolleranza e alla violenza”. E’ quanto afferma il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, intervistato dal Messaggero sulla strage di Firenze nella quale sono stati uccisi due senegalesi da un simpatizzante di destra poi suicida.

E’ tutto esasperato dal momento che stiamo vivendo – aggiunge Di Segni – La gravissima crisi del benessere a cui eravamo abituati, l’allargamento delle fasce di povertà, l’incertezza sul futuro, istigano alla violenza, a cercare le vie più corte. Nei momenti di precarietà il rapporto con l’altro è sempre più a rischio, si sfoga la rabbia, si cerca un colpevole, in una guerra dei poveri contro i piu’ disgraziati”. Leggi tutto l’articolo


Speranze e delusione dalle primavere arabe. Se ne è discusso alla John Hopkins University di Washington

in: Ebraismo | di: Daniele Toscano

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Il risveglio arabo e le difficoltà dell’Occidente nel fornire una risposta: questo è stato il tema dibattuto alla John Hopkins University di Washington da illustri relatori, che hanno rilevato l’impasse che sta scaturendo in questa fase di transizione, ma anche l’importanza che Europa e Stati Uniti non abbandonino queste popolazioni al loro destino.

José Maria Aznar, ex premier spagnolo e Distinguished Fellow al “Center for Transatlantic Relations” della stessa Università, nonostante abbia lasciato trasparire un certo pessimismo per gli sviluppi più recenti, ha voluto porre l’accento sulla necessità di un progetto politico nel medio periodo che assicuri un percorso di libertà e prosperità a queste popolazioni, che rientra anche negli interessi occidentali per la rilevanza strategica di quest’area e per i possibili risvolti economici.

C’è il rischio di andare incontro ad un “Arab winter”, ma non era facilmente immaginabile un risultato elettorale diverso laddove mai sono esistite sostanziali forme di democrazia. L’islamismo militante dovrà ora cimentarsi con le concrete sfide politiche e saper promuovere lo sviluppo economico. Leggi tutto l’articolo


Il rispetto dell’ebraismo. La lezione di Sacks

in: Ebraismo | di: Donatella Di Cesare

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«I non-ebrei rispettano gli ebrei che rispettano il proprio ebraismo». È stata forse questa la frase più incisiva del discorso tenuto da Jonathan Sacks al Beth El di via Padova, a Roma.

Rispetto non vuol dire fierezza (che ha un sapore selvaggio) né ostentazione, bensì consapevolezza dei valori ebraici. A partire dall’assunzione di tali valori ha senso il dialogo con i cristiani e con i musulmani.

Autore del libro ‘La dignità della differenza. Come evitare lo scontro delle civiltà’ (Garzanti, Milano 2004), Sacks è certamente tra i più significativi esponenti di un umanesimo ebraico a cui, peraltro, esplicitamente si richiama. Leggi tutto l’articolo