E’ fortissimo il legame che unisce il capo rabbino emerito della Comunità di Roma, rav Elio Toaff, alla sua città natale. Un legame ricambiato con affetto e riconoscenza dalla locale Comunità che ha voluto tributare al rabbino Toaff un regalo ‘speciale’, in occasione del suo recente 97° compleanno.
Così ieri una nutrita rappresentanza di amici ed estimatori è giunta a Roma accolta dal Vicepresidente della Comunità di Roma Giacomo Moscati e dal Direttore del Centro di Cultura Claudio Procaccia che hanno messo a disposizione i locali del Museo Ebraico. Qui, alla presenza del rav Toaff, si è esibito il ‘Coro Ventura’ (diretto dal Maestro Paolo Filidei ed introdotto da Daniele Bedarida), in un lungo e seguito repertorio delle più belle melodie ebraiche sinagogali di tradizione livornese-sefardita.
“Siamo andati – ha spiegato Gadi Polacco, uno dei membri del coro - per rendere omaggio al grande Rabbino, ma è stato lui a fare un regalo emozionante a tutti noi, cantando con noi ogni brano proposto”. Leggi tutto l’articolo
Rai Educational presenta ‘Memoria di un viaggio‘ (programma di Stefano Ribaldi, regia di Giancarlo Russo e Giancarlo Ronchi) che andrà in onda mercoledì 25, giovedì 26 e venerdì 27 gennaio alle 14.00, 18.00 e 22.00 su Rai Scuola – Digitale Terrestre e Tivù Sat.
E’ la cronaca del viaggio di 150 ragazzi delle scuole italiane che si sono recati, pochi giorni fa in visita ad Auschwitz-Birkenau, accompagnati dal ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo e da 2 testimoni sopravvissuti al campo: Sami Modiano e Tatiana Bucci.
Il programma nasce da un’ iniziativa del MIUR - Ministero Istruzione, Università e Ricerca – che ha bandito un concorso nelle scuole per rappresentare con diverse forme artistiche la Shoah. A questo scopo ha organizzato un viaggio nel lager simbolo della persecuzione nazista, scegliendo 5 studenti per ogni regione italiana. Leggi tutto l’articolo
Un grande evento musicale che ha unito artisti italiani e israeliani per salutare l’ambasciatore Gideon Meir al termine del suo mandato diplomatico in Italia
Un caloroso saluto, ma più che un addio un arrivederci. Un migliaio, tra amici, ospiti, partner commerciali e ovviamente autorità sono accorse ieri sera nell’Auditorium di via della Conciliazione a Roma per salutare l’ambasciatore israeliano Gideon Meir, insieme alla moglie Amira, in occasione della fine del suo mandato nella sede diplomatica romana.
“Sono stati cinque anni e mezzo straordinari, in un Paese stupendo, dove ho trovato tanti nuovi amici”. Con queste parole l’ambasciatore ha voluto aprire una serata all’insegna della musica come ponte fra popoli e culture, fra Italia e Israele. Leggi tutto l’articolo
Propone il ricordo della tragedia del popolo ebraico, senza dimenticare anche altri genocidi
Tra i numerosi musei di Washington DC, lo “United States Holocaust Memorial Museum” è quello che forse più degli altri cerca di coinvolgere emotivamente il visitatore. Si tratta di una caratteristica inevitabile viste le tematiche trattate, ma anche di un risultato voluto attraverso molteplici strumenti.
Non a caso, l’architetto che varò il progetto, James Ingo Freed, scelse di inserirvi quanto interiorizzato nei suoi viaggi nei ghetti e nei campi di concentramento.
Vi sono così riferimenti che stimolano una maggiore sensibilità. Simboli di ogni genere rientrano in questa impostazione: archi di mattoni che evocano gli ingressi dei lager; barriere e passerelle che ricordano i percorsi verso le separazioni; i soffitti bassi e opprimenti; l’audio delle parate naziste, che va ad arricchire la percezione sensoriale della realtà comunicata. Leggi tutto l’articolo
Il tribunale militare israeliano ha oggi condannato a cinque ergastoli il diciannovenne Amjad Awad che insieme al cugino Hakim di 17 anni (già condannato ad analoga reclusione lo scorso aprile) si sono resi responsabile di uno dei più efferati delitti nella storia dello Stato di Israele.
I due ragazzi palestinesi nella notte del venerdì 11 marzo 2011 si introdussero nell’insediamento di Itamar vicino a Nablus e penetrati nella casa della famiglia Fogel, trucidarono con inaudita violenza tutta la famiglia: i due genitori, Ehud e Ruthy, e tre loro figli di 11 anni (Yoav), tre anni (Elad) e tre mesi (Hadas). Sono sopravvissuti tre figli, Roi di 8 anni e Yishai di 2 anni che dormivano in un’altra stanza e la figlia maggiore Tamar, in quel momento ospite in casa di amici. Leggi tutto l’articolo
E’ già possibile consultare documenti e fotografie. Una esperienza forte ma educativa contro tutti i negazionismi
Contro i negazionisti, contro gli antisemiti, contro chi banalizza il genocidio del popolo ebraico commesso dai nazisti e dai loro alleati, non vi è che la documentazione, la testimonianza e il racconto. E’ questo quello che si prefigge il Museo della Shoà di Roma – che avrà sede in Villa Torlonia – i cui lavori partiranno fra pochi mesi. Ma già da oggi è possibile consultare parte della documentazione che sarà esposta.
Attraverso un originale progetto grafico, lo staff della Fondazione del Museo della Shoà (guidato da Leone Paserman e da Marcello Pezzetti) ha infatti ricostruito gli ambienti virtuali del futuro Museo, consentendo a tutti coloro che visiteranno il sito (Museodellashoah.it) di consultare documenti, di zoomare su foto, di muoversi con l’uso del mouse tra le varie sale espositive. Leggi tutto l’articolo
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha partecipato oggi, alla sinagoga di Roma, alla cerimonia di commemorazione dei soldati ebrei italiani morti durante la Prima Guerra Mondiale.
La Russa ha deposto una corona di fiori davanti alla lapide posta sul lato della sinagoga in ricordo del sacrificio dei caduti.
Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il rabbino capo Riccardo Di Segni, il presidente della Comunità Riccardo Pacifici e il consigliere dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, onorevole Alessandro Ruben. Leggi tutto l’articolo

Dopo tre anni rimossa la sua foto. Non serve più l’immagine di Gilad Shalit esposta in Campidoglio, perché oggi il soldato israeliano e cittadino onorario di Roma capitale é tornato libero dopo cinque anni di prigionia.
Per festeggiare la sua liberazione, che é stata simbolicamente celebrata con il ritiro dell’immagine appesa al balcone del Palazzo Senatorio proprio per chiederne il rilascio, la Comunità ebraica si è riunita in piazza del Campidoglio sventolando bandiere dello Stato di Israele ed esponendo striscioni con su scritto: “Bentornato a casa Shalit”.
Tra le autorità presenti all’evento, il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il presidente del consiglio provinciale, Pina Maturani, il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il presidente dell’Unione comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna e l’ambasciatore di Israele in Italia Gidon Meir.
Quella di oggi, é una “straordinaria giornata di festa per tutto il mondo – ha detto Polverini - oggi si apre una pagina importante per la ripresa del negoziato di pace in Medio Oriente. La liberazione di Shalit é un segnale importante, ora bisogna proseguire nel cammino di pace intrapreso”.”La liberazione di Shalit – ha aggiunto Polverini – é dovuta all’ostinazione e alla caparbietà dello Stato di Israele”. Leggi tutto l’articolo
Dal ghetto ebraico di Cracovia è partito il Viaggio della Memoria promosso dalla Regione Lazio insieme alla nostra Comunità che si concluderà nei luoghi simbolo della Shoah.
Luoghi che verranno visitati da 38 giovani calciatrici e calciatori del Lazio, che hanno vinto il Trofeo della Memoria e 35 studenti dell’Istituto professionale “Carlo Cattaneo” di Roma.
Il presidente della Regione Lazio Renata Polverini, gli assessori regionali all’Istruzione alla Cultura, Gabriella Sentinelli e Fabiana Santini, il presidente della nostra Comunità Riccardo Pacifici e il direttore del museo della Shoah Marcello Pezzetti accompagneranno i ragazzi nel loro viaggio-studio. Leggi tutto l’articolo
Ieri circa trenta volontari della Comunità Ebraica di Roma si sono recati al cimitero di Prima Porta con guanti, sacchi e scope, per risanare la zona israelitica che fino a pochi giorni prima si trovava in una condizione di totale degrado.
Da mesi gli stessi provavano invano a richiedere l’intervento dell’AMA ed in particolare dei Servizi Cimiteriali, i quali avevano rimandato i propri doveri lasciando montagne di detriti, fili scoperti e campi in totale abbandono.
Trovandosi davanti ad un muro, i volontari avevano deciso di divulgare un comunicato stampa, e di lanciare un ultimatum ai vertici AMA: se quest’ultimi non avessero provveduto a bonificare l’area ebraica del cimitero, i cittadini della comunità sarebbero andati di persona a ripulire, ma avrebbero anche documentato l’accaduto con foto e riprese video che avrebbero poi inoltrato ai giornali per ottenere un impatto mediatico. Leggi tutto l’articolo