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Giorno Memoria: domani il ministro Andrea Riccardi presenta il calendario degli eventi

in: Giornata della Memoria | Scritto da: Redazione

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Domani alle ore 11, nella Sala stampa di Palazzo Chigi, il ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, Andrea Riccardi, presenterà gli eventi previsti per il ‘Giorno della Memoria‘ (27 gennaio 2013) patrocinati dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Leggi tutto l’articolo


In bicicletta per non dimenticare

in: Giornata della Memoria | Scritto da: Redazione

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In 300 hanno partecipato a “Pedalando nella Memoria”, VIII edizione del memorial Settimia Spizzichino

Più di trecento ciclisti di tutte le età hanno preso parte ieri mattina a “Pedalando nella Memoria”, VIII edizione del memorial Settimia Spizzichino.

I ciclisti, sotto l’organizzazione di UISP, sono partiti da quattro punti della città in percorsi che hanno toccato i luoghi simbolo della storia della Shoah e della lotta di Liberazione partigiana per arrivare al Portico d’Ottavia in ricordo di Settimia Spizzichino, unica donna romana sopravvissuta ai campi di sterminio nazista.

Tra le soste con visite guidate quelle al Mausoleo delle Fosse Ardeatine e al Museo storico della Liberazione di Roma di via Tasso. L’edizione di quest’anno ha visto- per la prima volta – anche la partecipazione delle associazioni gay, e della comunità rom, minoranze entrambe sterminate nei lager nazisti.

All’arrivo i ciclisti sono stati ricevuti dai rappresentanti della comunità ebraica e delle istituzioni. Ruben Della Rocca, assessore ai rapporti istituzionali della comunità ebraica di Roma, ha sottolineato come “Pedalando nella memoria sia la risposta migliore a chi cerca di negare ciò che è stato. Il ciclista è il simbolo di chi scala le montagne con fatica, soffre, ma non si arrende, proprio come noi nella battaglia contro il negazionismo“. Leggi tutto l’articolo


Per una cultura della Memoria

in: Giornata della Memoria | di: Fabio Perugia

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La celebrazione dell’ultima Giornata della Memoria segna una svolta importante.

La società civile e il mondo istituzionale hanno compreso che il ricordo dell’orrore dei campi di sterminio non è solamente un atto di vicinanza alle sofferenze subite dal popolo ebraico, ma è anche un punto fermo nella ricostruzione dell’Europa moderna.

Col dopo-Auschwitz si sono iscritti nella storia dei popoli europei i diritti inalienabili dell’uomo. Leggi tutto l’articolo


Il valore della memoria nei social network

in: Cultura, Giornata della Memoria | di: Alex Zarfati

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World Memory project

Giornata della Memoria

La parola memoria evoca immagini differenti per ciascuno di noi. La memoria è la base della nostra identità e carica di senso la nostra storia personale e quella collettiva. Nell’era digitale, questo termine si è arricchito di più di un significato, non sempre legato a quello che ci si aspetta. Una recente ricerca pubblicata sulla rivista Science ha aperto la strada alla concezione di come Internet abbia cambiato totalmente il nostro modo di memorizzare le informazioni, e la rete si sia trasformata in una memoria transattiva, cioè in una “memoria esterna” da cui possiamo attingere le informazioni solo quando ci servono. Portando di fatto la conseguenza che vada rivisto il valore della conservazione della memoria personale come imprescindibile dal punto di vista identitario. Questo succede perché attraverso le nuove tecnologie trasportare la tradizione orale su supporti digitali in grado di memorizzare e preservare la memoria in modo permanente è molto semplice, ed è il modo attraverso il quale si sta riorganizzando la storia, rendendola fruibile in modi diversi per averne disponibilità in caso di bisogno. Le memorie di fatti importanti, come le grandi guerre mondiali, stanno velocemente passando dalla custodia delle persone anziane, alla digitalizzazione attraverso progetti come il noprofit Shoah Visual History Foundation di Steven Spielberg, che trovano la loro validità proprio nell’evitare che alla morte di questi ultimi testimoni, possano scomparire del tutto anche le loro storie personali.

Ma il rapporto tra l’accezione ebraica della memoria e i social network – che di internet costituiscono l’estensione più moderna – è stato sempre controverso. E’ innegabile infatti che  fin dalla propria nascita la rete abbia accelerato la diffusione di materiale antisemita e abbia contribuito alla diffusione su larga scala di tutte le folli teorie complottistiche dei secoli passati. E i gruppi nati in seno alle grandi community online offrono grande visibilità a chi propugni odio in quantità. Ogni navigatore sa bene quanto è facile imbattersi nei neoseguaci del culto San Simonino, o nei sostenitori delle tesi deliranti che indicano gli ebrei come responsabili della crisi mondiale dei mercati. Solo a metà dell’estate di quest’anno, e dopo essere stato più volte sollecitato ad agire, Facebook comunica ad un gruppo di 21 sopravvissuti alla Shoah, coordinati dal Simon Wiesenthal Center, che non potrà rimuovere dalle proprie pagine tutti quei gruppi che promuovono tesi negazioniste sullo sterminio nazista (Jewish Chronicle Online). Il portavoce del network Andrew Noyes scrive nella sua mail di risposta, che per quanto lui stesso trovi che il materiale oggetto di denuncia sia “falso e ripugnante”, la “sola affermazione della negazione dell’olocausto non costituisce una violazione dei termini legali di Facebook”. La reazione condivisa da molti utenti alla propagazione di questo odio in formato digitale, di riflesso è stata spesso di difesa e quindi di chiusura alla rete, vista come una minaccia anche a causa delle falle di sicurezza che possono mettere a rischio i suoi frequentatori.

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I bambini che non sono più tornati

in: Giornata della Memoria | Scritto da: Redazione

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In occasione del Giorno della Memoria, con la cerimonia “La nominazione” sono stati ricordati i 221 bambini, ebrei romani (sotto i dieci anni), deportati dai nazi-fascisti. Di loro, nessuno è mai più tornato da Auschwitz.

E’ una tragedia nella tragedia. Quella della deportazione e dello sterminio dei bambini è un crimine che non si deve dimenticare. Noi – rispettosamente – li vogliamo ricordare. Leggi tutto l’articolo


I negazionisti di oggi sono i carnefici di ieri

in: Giornata della Memoria | di: Daniele Toscano

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La presentazione del nuovo libro della professoressa Donatella Di CesareSe Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo” ha fornito un ulteriore spunto di riflessione per la Giornata della Memoria del 2012. A trattare l’argomento del ricordo della Shoà ed in particolare il tema del negazionismo, estremamente attuale nonché preoccupante, sono intervenuti esponenti di molteplici categorie: il mondo accademico è stato rappresentato dal rettore dell’università “La SapienzaLuigi Frati, ma anche dalla Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Marta Fattori e dai professori Giuseppe Di Giacomo, Stefano Petrucciani, Emidio Spinelli, Paolo Vinci; il rettore Marco Mancini, Presidente della CRUI, ha inoltre insistito sulla necessità di una legge contro il negazionismo, un crimine di parola che va evitato e perseguito.

La comunità ebraica è stata presente con il suo Presidente Riccardo Pacifici e con il Presidente del Benè Berith Sandro Di Castro; fondamentale è stato poi l’intervento dei giovani, con studenti dottorandi come Tobia Zevi, Marco Casu e Marina Montanelli; ma la parte più toccante è giunta dalle narrazioni delle proprie esperienze da parte dei reduci dei lager, Piero Terracina e Sami Modiano.

I negazionisti di oggi proseguono l’opera dei carnefici del passato; il sentir rinnegare quanto accaduto costituisce un profondo dolore per i sopravvissuti, ancora una volta presenti per diffondere la loro testimonianza e per sottolineare come la memoria non sia mero ricordo, ma un filo che lega il passato al presente e condiziona il futuro (parole di Piero Terracina).

Il negazionismo va combattuto, così come ogni forma di equiparazione della Shoà ad altre tragedie: oltre alla realtà di Auschwitz, infatti, è necessario sempre ribadirne anche la sua singolarità.


A5372, un numero tatuato nell’anima

in: Giornata della Memoria | Scritto da: Redazione

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Su La7, rav Riccardo Di Segni ospite del programma Otto e mezzo

Venerdì sera, ma era stata registrata prima dell’entrata dello Shabbat, è andata in onda su LA7 una puntata speciale di ‘Otto e mezzo’, condotta da Lilli Gruber, in occasione delle celebrazioni del Giorno della memoria. In studio sono intervenuti il capo rabbino di Roma, rav Riccardo Di Segni e la semiologa Valentina Pisanty, autrice del recente volume “Abusi di memoria. Negare, banalizzare, sacralizzare la Shoah”. Leggi tutto l’articolo


Bambini di ieri, bambini di oggi: per non dimenticare

in: Giornata della Memoria | di: Giacomo Kahn

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27 gennaio Giorno della Memoria: ricordati le 216 piccole vittime romane della barbarie nazista

All’interno del dramma della Shoà vi è un dramma ancora più grande: la deportazione e lo sterminio dei bambini ebrei. Una caratteristica della persecuzione nazista che non ha eguali, ad eccezione per Sinti e Rom, rispetto a tutte le altre persecuzioni realizzate dai nazisti”. Con queste parole Marcello Pezzetti, direttore scientifico del Museo della Shoà di Roma, ha dato il senso e la ragione dell’incontro al tempio maggiore con i sopravvissuti alla Shoà, che quest’anno aveva come tema: ‘La nominazione’. E i bambini e i ragazzi sono stati i protagonisti di questa toccante e lacerante serata: i bambini ebrei romani di ieri – quelli che non sono più tornati da Auschwitz – i cui 216 nomi sono stati letti dai ragazzi di oggi, in un simbolico passaggio generazionale a cui si affida l’obbligo e il dovere di ricordare.

Tutti i nomi sono stati ricordati, anche di chi un nome non ha fatto in tempo ad averlo, perché partorito (da Marcella Perugia) il 16 ottobre 1943 nel collegio militare dove erano stati portati gli ebrei romani e da quel luogo immediatamente deportato ad Auschwitz. Leggi tutto l’articolo


Giorno della Memoria, parole altissime e gesti di grande significato

in: Giornata della Memoria | Scritto da: Redazione

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Per ricordare la Shoà, a palazzo Chigi il tricolore italiano e la bandiera europea sventolano su piazza Colonna issate a mezz’asta. Le principali dichiarazioni

In occasione del Giorno della Memoria sono centinaia le manifestazioni che si tengono in tutta Italia, piccoli e grandi eventi tutti legati dalla volontà di non dimenticare la più grande tragedia del XX secolo.

Roma, ovviamente, ha visto la partecipazione delle più alte autorità dello Stato a cominciare dalla solenne celebrazione al Quirinale, dove il Presidente Napolitano ha incontrato le scuole e i vertici della comunità ebraica italiana. Bisogna, ha sottolineato il presidente Giorgio Napolitano, rendere “la nostra scuola ancor più compiutamente ‘una scuola di memoria’“; e’ un impegno “che rappresenta il miglior antidoto ai rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza“. “Il ricorda della Shoah come tragedia dell’Europa sta toccando livelli sempre piu’ alti di consapevole partecipazione“. Poi, in un passaggio del suo intervento ha detto: “quando ho giurato da presidente l’ho fatto sapendo che il dovere e il mio sentimento mi conducevano a riflessioni, prese di posizione e sollecitazioni motivate e inequivoche contro l’antisemitismo in ogni suo travestimento, contro il razzismo, contro ogni violazione del principio di pari dignita’ e uguaglianza davanti alla legge“.

Renato Schifani, presidente del Senato

“In Italia è alta l’attenzione contro ogni forma di razzismo e xenofobia, che vanno condannati senza se e senza ma. Contro questi fenomeni e’ obbligo e dovere tenere alta la vigilanza”. “Non possiamo, non dobbiamo dimenticare e non dimenticheremo”. Leggi tutto l’articolo


Parole che non si dimenticano. Così testimoniò Giuliana Tedeschi Fiorentino, sopravvissuta ad Auschwitz

in: Giornata della Memoria | di: Claudia De Benedetti

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Tenere viva la memoria della Shoah è un dovere imprescindibile che ho assunto, da sempre, senza alcuna riserva.

Nelle celebrazioni di questi giorni, ai miei più disparati uditori ripeto, ma mai abbastanza, le parole di Giuliana Tedeschi Fiorentino, spentasi a 96 anni due anni or sono, l’ultima testimone ebrea torinese della deportazione nazista.

Al Teatro Regio di fronte ad una platea immensa disse: “Siamo tornati, siamo tornati in pochi, anzi in pochissimi; abbiano lasciato laggiù milioni di essere umani, consumati dalle malattie, dagli stenti, dalle violenze; milioni di donne, bambini, vecchi trasformati in fumo. Siamo tornati in un mondo in cui ci siamo subito sentiti estranei, dove non abbiamo trovato ascolto ma sola una desolata solitudine. Allora abbiamo scritto: prima gli uomini, poi a poco a poco le donne che faticosamente uscivano dalla propria riservatezza e dai propri pudori. Abbiamo scritto con le lacrime per un bisogno estremo di sfogo personale e con disperata rabbia per vendicare le offese e le violenze subite. Ma oggi abbiamo la certezza di avere condannato, con la nostra testimonianza, all’esecrazione universale, una intera generazione di feroci, disumani assassini, per i quali non potrà mai esistere perdono. Le parole sono pietre e pietre auspichiamo che restino i nostri racconti, li lasciamo a voi perché li trasmettiate agli altri, in una catena che non trovi interruzione, perché i nostri racconti rappresentano anche le voci di chi non è tornato”. Leggi tutto l’articolo