
Il 5 giugno, nonostante le sparute – ma insistenti – proteste da parte di qualche calciatore sfigato, di parlamentari del M5S che si documentano su Wikipedia, di qualche vescovo rintontonito dall’età e di attivisti per i diritti umani a corrente alterna, in Israele inizieranno i campionati europei Under 21 di calcio.
La UEFA, ignorando giustamente queste polemiche, non ha modificato il suo programma, contribuendo, in questo modo, a ribadire al mondo che Israele è pronta ad ospitare una manifestazione di livello mondiale senza temere confronti con altri paesi moderni, organizzati e rispettosi di ogni diritto e libertà fondamentale dell’individuo. Questo a dispetto di quello che la propaganda di estrema sinistra e fondamentalista ostinatamente si affanna a negare e a cancellare.
Nei giorni a venire qualche centro sociale, i gruppi BDS e altri scemi de noantri organizzeranno presidi a cui parteciperanno come al solito 4 gatti in cui daranno fuoco a qualche bandiera e grideranno slogan trucolenti, continuando ad ignorare volontariamente i massacri perpetrati da regimi e dittature mediorientali, africane ed asiatiche; perché questa è l’unica forma di linguaggio strabico che da sempre conoscono. Che il mondo li ignori. Che ignori coloro che cercheranno il pelo nell’uovo in Israele cercando di presentarlo ridicolmente come ordinaria amministrazione oppure inventandosi accuse di sana pianta come quando dissero che l’esercito di Gerusalemme nella guerra a Gaza aveva bombardato un campo da calcio.
Chiunque ami Israele e il caleidoscopio multicolore della gente che lo compone, avrà invece l’occasione di illustrare al mondo un paese bello, aperto, multietnico e moderno che è riuscito mirabilmente ad integrare l’innovazione con le tradizioni di una cultura ed un’identità plurimillenarie. E per smascherare l’imbecillità di certe accuse costruite in laboratorio dalle solite centrali della propaganda antioccidentale basterà leggere la lista dei convocati proprio della selezione israeliana: ci sono giovani ebrei, arabi, drusi, atleti di origine russa ed etiope. Calciatori che non sono stati suggeriti al coach Guy Luzon dal premier Netanyahu, ma che rappresentano senza artifici lo spaccato della società israeliana e della sua gioventù.
Negli occhi di ciascuno di quei ragazzi oltre alla voglia di divertirsi – e naturalmente di vincere – ci sarà la volontà di rivalsa da storie familiari di oppressione, di discriminazione, di immigrazione clandestina, e la rabbia di storie millenarie di miseria, di pogrom, campi profughi e alloggi miserabili. Oggi sotto la bandiera con la stella di David giocheranno tutti con eguale dignità al cospetto del mondo, e non è poca cosa se guardiamo alle polemiche italiane ancora calde su Balotelli e gli episodi di intolleranza durante il derby Lazio-Roma.
Se coloro che criticano Israele riuscissero per un attimo a scostare quel drappo rosso che hanno davanti agli occhi e fossero finalmente capaci di vedere la verità così come la vediamo noi, quante cose cambierebbero. Chi volesse rendere davvero un servizio ai rifugiati politici, ai perseguitati, a “quelli che la vita dovrebbe riservargli una seconda possibilità”, dal 5 Giugno dovrebbe gridare FORZA ISRAELE, come chiunque crede ai sogni che si possono realizzare.
Alex Zarfati
[Per correttezza, lo confesso: l'8 Giugno alle 21,30 Israele incontrerà gli azzurrini al Bloomfield Stadium di Tel Aviv, io sarò lì con un bandierone, ma a tifare per l'Italia
]
Barack Obama cancellerà la sua prevista visita in Israele se il primo ministro Benjamin Netanyahu non riuscirà a formare una nuova coalizione di governo entro il 16 marzo.
È quanto ha rivelato l’emittente israeliana Channel 10, ricordando che la data è l’ultimo giorno a disposizione del leader israeliano per formare il nuovo governo, dopo le elezioni dello scorso 22 gennaio, prima di informare il presidente Shimon Peres dell’impossibilità di farlo. Leggi tutto l’articolo
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu chiederà una proroga di due settimane per formare la nuova coalizione di governo, mentre domani scade il periodo di tempo già previsto.
Ufficialmente incaricato il 2 febbraio dal presidente Shimon Peres di formare il nuovo esecutivo, dopo le elezioni del 22 gennaio, dove la sua lista ha riportato una vittoria striminzita, Netanyahu disponeva di 28 giorni per farlo, oltre ai quali può chiedere una proroga di due settimane. Leggi tutto l’articolo
Si corre domani venerdì 1° marzo
Si comincia per tenersi in forma, si prosegue con allenamenti più o meno intensi e si arriva infine alla partecipazione alle gare. Ma correre una maratona non è solo un impegno fisico è soprattutto una sfida contro se stessi, una prova di volontà mentale.
Quando poi una maratona si corre in una grande città, con il pubblico che ti incita lungo i lati del percorso, le motivazioni sono ancora più forti. Leggi tutto l’articolo
Sono stati curati in un ospedale della Galilea
Israele ha rimpatriato sei dei sette ribelli siriani rimasti feriti in scontri sulle alture del Golan e soccorsi il 16 febbraio scorso dai suoi soldati nei pressi della recinzione di sicurezza che corre lunga la linea del cessate-il-fuoco.
I sette erano stati portati all’ospedale di Safed, in Galilea, dove avevano ricevuto le cure del caso. Leggi tutto l’articolo
Farà la testimonial di una pubblicità sul web delle invenzioni israeliane
Forse merito della ulteriore notorietà fornita del Festival di Sanremo, fatto sta che la top model israeliana Bar Refaeli ha ricevuto un’altra importante proposta.
E’ stata ”reclutata” dal ministero degli esteri israeliano che l’ha convinta a partecipare ad un filmato ”umoristico” di due minuti, da divulgarsi sul web. Leggi tutto l’articolo
Impegnato a superare una serie di difficoltà economiche, il giornale Haaretz ha annunciato che da marzo gli israeliani che vorranno leggere su internet per intero i suoi contenuti in ebraico dovranno pagare un abbonamento mensile di 40 shekel, circa otto euro.
Il sito web in inglese è a pagamento già da tempo. Leggi tutto l’articolo
Netanyahu non ha una coalizione, chiederà tempo a Peres. C’è il rischio di nuove elezioni
Ad oltre un mese dalle elezioni legislative, il premier incaricato Benyamin Netanyahu (Likud Beitenu) non è ancora riuscito a costituire una nuova coalizione governativa in quanto la composizione emersa alla ‘Knesset‘ (parlamento) è molto frammentaria. Leggi tutto l’articolo
La stampa israeliana preoccupata da Grillo e da economia
Il quotidiano israeliano Yediot Ahronot sintetizza l’esito del voto in Italia con un neologismo: ‘Balagan-issimo‘, dove ‘balagan’ sta – in ebraico – per confusione o soqquadro. In un commento il giornale sottolinea il successo riportato da Beppe Grillo e riferisce che mesi fa, in un’intervista al suo corrispondente in Italia, egli manifestò ”posizioni anti-israeliane, ed ignoranza”. Leggi tutto l’articolo
Un razzo scagliato da miliziani palestinesi dalla Striscia di Gaza ha colpito all’alba la parte sud d’Israele, abbattendosi al suolo nei pressi della città di Ashkelon e danneggiando la carreggiata di una strada, ma senza ferire nessuno: lo ha reso noto il portavoce della Polizia israeliana, Micky Rosenfeld. Leggi tutto l’articolo