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Torna in libertà dopo 16 anni di reclusione il complice dell’assassino di Rabin

in: Israele | di: Paola Abbina

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Haggai Amir, ha scontato una condanna per complicità e per minacce

Dopo oltre sedici anni di reclusione è tornato in libertà Hagai Amir, di 44 anni, un estremista di destra che nel novembre 1995 aiutò il fratello Yigal Amir a realizzare l’attentato che costò la vita al premier laburista Yitzhak Rabin il 4 novembre 1995 a Tel-Aviv al termine di una manifestazione per la pace.

Alla pena originale è stato aggiunto un ulteriore anno per aver minacciato di morte l’allora Premier Ariel Sharon quando nel 2004 stava organizzando il disimpegno da Gaza. In carcere avrebbe detto che gli “sarebbe bastata una telefonata per farlo saltare in aria”. Leggi tutto l’articolo


Scomparso il padre di Beniamin Netanyahu

in: Israele | di: Paola Abbina

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Benzion Netanyahu era nato a Varsavia 102 anni fa

Aveva 102 anni Benzion Netanyahu, storico, attivista sionista e padre del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu quando il 30 aprile si è spento all’età di 102 anni nella sua casa di Gerusalemme. Lo ha reso noto l’ufficio del Premier.

Benzion nasce a Varsavia nel 1910 e nel 1920 la sua famiglia immigra nella Palestina mandataria dove Netanyahu senior  studierà all’Università ebraica di Gerusalemme. Leggi tutto l’articolo


Quando l’handicap non è più un handicap

in: Israele | di: Claudia De Benedetti

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L’Associazione israeliana Tsad Kadima – “Un passo avanti” – lavora al recupero e alla integrazione dei ragazzi cerebrolesi

Sono aperte da oggi le prevendite dei biglietti per la prima serata di gala in favore del Centro Tsad Kadima di Beer Sheva che si svolgerà il 15 maggio alle 19.30 in collaborazione con la Città di Beer Sheva, con la partecipazione straordinaria di Rami Kleinstein.

Tsad Kadima, “Un passo avanti “ è un’ associazione, condotta tra gli altri da Alessandro Viterbo originario di Padova e papà di Yoel, che si occupa di organizzare e aiutare il percorso formativo dei bambini che soffrono di lesione cerebrale in Israele, a prescindere dalla religione, dal credo o dall’appartenenza etnica. Leggi tutto l’articolo


Shoah: suonano le sirene. Israele si ferma due minuti nel ricordo delle vittime dell’Olocausto

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Al suono prolungato delle sirene, riecheggiate secondo consuetudine in tutto il Paese per due minuti, Israele s’è fermato questa stamattina alle 10 locali (le 9 in Italia) per la giornata nazionale del ricordo della Shoah.

In un’atmosfera di lutto e di commozione, le cerimonie sono cominciate ieri dopo il tramonto, quando – alla presenza del Capo dello stato, Shimon Peres, del premier, Benyamin Netanyahu, e delle massime autorità – sei sopravvissuti all’Olocausto hanno acceso nel museo memoriale di Yad Vashem, a Gerusalemme, altrettante torce in ricordo dei 6 milioni di ebrei trucidati dai nazisti e dai loro collaboratori durante la II guerra mondiale. In Israele vivono ancora circa 200mila scampati. Leggi tutto l’articolo


Una lettera ai pacifinti che protestano solo contro Israele

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Migliaia di pacifinti hanno tentato nei giorni scorsi di sbarcare in Israele con decine di voli provenienti da diverse città europee per inscenare gazzarre all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv a “sostegno dei palestinesi”. Quelli che sono riusciti ad arrivare sono stati espulsi, accompagnati da questa lettera dell’Ufficio del Primo Ministro, che pubblichiamo integralmente:

Caro attivista,

apprezziamo la tua scelta di scegliere Israele come oggetto delle tue preoccupazioni umanitarie.

Sappiamo che avevi di fronte molte altre degne scelte.

Avresti potuto scegliere di protestare contro gli atti selvaggi quotidiani del regime siriano contro il suo stesso popolo che hanno provocato migliaia di vittime.

Avresti potuto scegliere di protestare per la brutale repressione del regime iraniano contro i dissidenti e per il suo sostegno al terrorismo in tutto il mondo.

Avresti potuto scegliere di protestare contro il regime di Hamas a Gaza, dove questa organizzazione terroristica commette il doppio crimine di guerra di lanciare missili sui civili, nascondendosi dietro altri civili. Leggi tutto l’articolo


Monti ha visitato la comunità ebraica italiana di Gerusalemme

in: Israele | di: Jonatan Della Rocca

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Il premier Mario Monti ha incontrato al Tempio italiano di Gerusalemme la comunità ebraica italiana, in occasione della sua visita nel paese e del suo viaggio in Medio Oriente.

Dopo essere stato accolto all’ingresso della sinagoga dai massimi rappresentanti locali, il professore Sergio della Pergola, il presidente della Comunità, il giudice Eliau Ben Zimra e il presidente dell’Irgun Ole’ Italia, Vito Anav, il presidente del Consiglio, accompagnato dalla moglie, è salito al primo piano dove ha visitato il Tempio e il Museo ebraico.

Al termine, ha salutato gli israeliani di origine italiana nella sala degli Affreschi, dove è intervenuto dopo i saluti dell’Ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luigi Mattiolo e del professore Della Pergola. Leggi tutto l’articolo


Dobbiamo essere forti

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Intervista del premier israeliano Benyamin Netanyahu al quotidiano israeliano Maariv

Dagli stretti di Gibilterra fino quasi all’India e all’Iran questa Regione è investita da un’ondata islamista, estremista” che sarà costretta infine ad accettare la esistenza di Israele solo se lo Stato ebraico sarà forte in maniera sufficiente dallo scoraggiare qualsiasi ipotesi offensiva nei suoi confronti.

Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu in una intervista rilasciata al quotidiano Maariv in occasione della Pasqua ebraica, che inizia stasera.

L’ostilità di quella corrente è talmente profonda, ha aggiunto Netanyahu, che anche se Israele raggiungesse un accordo di pace con i palestinesi ”ciò non basterebbe ancora ai Fratelli Musulmani per risparmiarci”. Leggi tutto l’articolo


Lo Sturmer italiano

in: Israele | di: Angelo Pezzana

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Il caso di un quotidiano nazionale ferocemente anti israeliano

C’è un quotidiano in Italia, che da decenni – potremmo dire da sempre – assume posizioni di totale ostilità a Israele. La politica, non ha importanza quali partiti compongano il governo, la società, l’economia, le istituzioni, vanno criticate sempre e comunque. L’atteggiamento verso i palestinesi è di condivisione senza sfumature, vivono sotto occupazione in Giudea e Samaria, in condizioni spesso paragonate a quelle degli ebrei sotto il regime nazista. La parola ‘apartheid’ vi compare spesso, ma anche per gli arabo-israeliani le parole per rappresentarli sono spesso identiche. Cittadini di serie B, nel migliore dei casi.

Gaza, sotto il dominio di Hamas, viene ancora descritta come se fosse una colonia israeliana. Se qualcosa non funziona – e a Gaza molte cose non funzionano, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani – il responsabile è Israele, persino quando manca l’elettricità è al ‘governo di Tel Aviv‘ al quale va attribuita la colpa. Tel Aviv, naturalmente, perché scrivere ‘governo di Gerusalemme è proibito dalle regole del ‘politburò’ che governa la linea del giornale. Fatte le debite proporzioni – non siamo più negli anni ’30 e non si tratta di nazisti ma di comunisti – non è esagerato paragonare questo giornale allo ‘Sturmer’, il quotidiano del Partito nazista, il giornale più scatenato contro gli ebrei in Germania. Leggi tutto l’articolo


Cosa succede mentre l’italiano guarda la partita in televisione

in: Israele | di: Jonathan Pacifici

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È un momento che in molti attendono religiosamente. Si accende il decoder e ci si siede a vedere la partita.

Non tutti sanno però che accendendo un decoder di Sky, così come buona parte dei decoder televisivi in giro per il mondo si accende un pezzo d’Israele. È la NDS di Gerusalemme, società leader nel software per piattaforme multi-canale. Quando prendete in mano il telecomando e passate da un menu all’altro, mandate indietro, registrate o guardate il palinsesto, probabilmente state usando del software scritto ad Har HaHozvim dove lavorano 1.300 dei suoi 5.000 dipendenti.

NDS nasce da un gruppo di dieci scienziati dell’Istituto Weizmann nel 1988 rendendo di fatto impossibile bypassare l’abbonamento e da allora non ha mai smesso di stupire. Nel 1992 la News Corp di Rupert Murdoch, il principale cliente di NDS, l’acquista per 15 milioni di dollari ma è solo l’inizio. Leggi tutto l’articolo


Più che un bacio, una speranza

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Una trovata pubblicitaria, o vero amore? Comunque la si pensi è stata una scelta geniale quella di un ragazzo israeliano e di una ragazza iraniana (secondo quanto appare dai loro passaporti) di scambiarsi un tenero bacio.

Una scelta che parla più di tante parole e che vuole – ovviamente – essere un messaggio di pace e di fratellanza tra i due popoli.

Nel sito dove la fotografia è comparsa la notte scorsa (Israelovesiran.com) stanno giungendo messaggi di congratulazione da varie parti del mondo, incluso l’Iran. Chi sa se un bacio basterà a far rientrare le minacce iraniane di voler distruggere Israele?