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Hamas? A Gaza non esiste

in: Medioriente | di: Dimitri Buffa

5 Commenti

Per Amnesty International (o forse andrebbe chiamata Amnesy) le violazioni dei diritti umani di palestinesi contro altri palestinesi semplicemente non avvengono

Nel rapporto 2012 di “Amnesty international” su Israele e i Territori occupati, leggi Gaza e Cisgiordania, c’è una bella amnesia, anzi “amnesy”, che difficilmente può trovare una spiegazione se non nel delirio politically e islamically correct che da un po’ di tempo a questa parte caratterizza la più nota e stimata ong che si occupa di diritti umani: Hamas non viene mai citata. Il rapporto infatti, opportunamente “ri – monitorato” dalla ong “Secondo Protocollo”, in un dettagliato contro rapporto dell’analista Miriam Bolaffi, è orientato al 100 per cento contro Israele.

Non fa ad esempio alcun cenno all’omicidio Arrigoni, ai blogger incarcerati da Hamas e dalla ANP, ai bambini e ai civili usati come scudi umani dai terroristi, al fatto che i terroristi non vestono una divisa e quindi si rendono irriconoscibili rispetto ai civili. Nomina appena le centinaia di missili sparati dai terroristi su Israele e sui civili israeliani (14 parole in tutto in otto pagine). “Sembra quasi un comunicato dell’Onu o di Catherine Ashton”, ironizza la analista di cui sopra. Leggi tutto l’articolo


Da Mubarak a Morsi

in: Medioriente | di: Nicola Zecchini

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La Fratellanza Musulmana dovrà gestire il cammino verso una transizione democratica. Ecco il difficile compito del neo presidente egiziano stretto nella morsa di esercito e magistratura

Mohammed Morsi, un ingegnere di 60 anni che ha compiuto gli studi negli Stati Uniti, ex detenuto nelle carceri di Mubarak, è il primo civile e il primo candidato dei Fratelli Musulmani ad essere stato eletto presidente dell’Egitto.

Morsi ha assicurato, non si sa come, di ricostruire uno stato “non teocratico”, ma che faccia riferimento diretto alla Sharia, che il suo sarà un governo solido, di unità nazionale, che non lascerà spazio all’estremismo o al fanatismo e che, naturalmente, sarà il presidente di tutti. Le congratulazioni sono piovute da mezzo mondo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, passando per la Turchia e l’Iran. E proprio da qui nasce il primo punto interrogativo. Leggi tutto l’articolo


Notizia sì, notizia no!

in: Medioriente | di: Angelo Pezzana

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Che Abu Mazen abbia un patrimonio di 100 milioni di dollari, non interessa a nessun giornale italiano

Non è mica vero che i media italiani sono ossessionati da Israele e che pubblicano ogni stormir di foglie, avendo il cannochiale sempre puntato.

Ci sono per esempio tantissime notizie, che magari interessano Israele non proprio direttamente, ma che con Israele hanno comunque a che fare, perché riguardano la società palestinese, che gode abitualmente la massima attenzione solo nel caso in cui Israele possa essere accusato di qualche malversazione nei suoi confronti. Leggi tutto l’articolo


Per fermare il nucleare iraniano, le misure militari sono già pronte

in: Medioriente | Scritto da: Redazione

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Per l’ambasciatore americano in Israele, Dan Shapiro, l’opzione diplomatica rimane però la privileggiata

Non è certo una dichiarazione di guerra, ma le dichiarazioni rilasciate oggi  alla Radio israeliana dall’ambasciatore di Washington in Israele, Dan Shapiro, sono certamente un segnale forte di pressione verso la leadership iraniana.

Cosa ha detto di clamoroso Shapiro? Che gli Stati Uniti – pur continuano a giudicare ”preferibile” una soluzione del dossier iraniano attraverso la diplomazia e le pressioni internazionali – considerano l’opzione militare ”pienamente disponibile”, Shapiro è andato anche oltre dicendo che, laddove Teheran dovesse proseguire sulla strada dei suoi programmi nucleari, i piani per l’azione militare sono ”già pronti”. Leggi tutto l’articolo


Arrivano i primi “frutti” della primavera araba

in: Medioriente | di: Giacomo Kahn

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E’ trascorso ormai un anno dalla celebre primavera araba del 2010: una sommossa popolare volta a buttare giù le oligarchie, le dittature, le corruzioni che ancora oggi bloccano lo sviluppo di tanti Paesi arabi.

Speranze nate nelle piazze, dove in migliaia hanno rischiato la propria vita, ed hanno lottato per avere una società basata sulla democrazia, il pluralismo, il rispetto per le donne, la libertà di espressione.

Certo, anche in quelle ore, non mancarono segnali preoccupanti di un odio verso l’Occidente e di un fanatismo religioso che si alimenta di antisemitismo e di una paranoia anti israeliana che portò all’assalto dell’Ambasciata di Israele al Cairo.

Ma le speranze erano più forti delle preoccupazioni. Sono passati dodici mesi e quelle speranze si sono progressivamente affievolite dando ragione ai pessimisti, sotto il peso di una serie di scelte e di azioni adottate dai ‘nuovi’ governi arabi. Leggi tutto l’articolo


Il governo è tecnico, ma i temi sono politici

in: Medioriente | di: Fabio Perugia

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Una considerazione sui viaggi all’estero del premier Monti

In queste ultime settimane il presidente del Consiglio dei Ministri ha viaggiato molto. Prima nel lontano Oriente. Poi in Medio Oriente. Viaggi già programmati dal precedente governo ed effettuati sia per raggiungere obiettivi diplomatici che economici.

Seppur quello di Mario Monti sia un governo tecnico, ovviamente il premier è obbligato a intrattenere rapporti, per conto dell’Italia, come fosse un capo di governo realmente scelto dal popolo. Fatta questa premessa è bene sollevare un dubbio sull’opportunità di esprimersi in rappresentanza degli italiani su temi particolarmente caldi. Leggi tutto l’articolo


L’orgoglio arabo/israeliano

in: Medioriente | di: Ariel David

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Quella minoranza che ama il suo Paese: Israele

Uno studio sfata molti luoghi comuni sui cittadini arabi dello Stato ebraico. Gli arabi israeliani costituiscono oggi circa il 20% della popolazione dello Stato ebraico. Eppure la voce di questa comunità, la sua visione del mondo e della propria particolare condizione è spesso soffocata, sia internamente sia esternamente, da strumentalizzazioni politiche, stereotipi e generalizzazioni.

Per molti ebrei israeliani, i concittadini musulmani, cristiani e drusi che vivono entro i confini originali dello Stato ebraico del 1948, sono, al meglio, una “bomba demografica” che minaccia la maggioranza ebraica e, al peggio, una pericolosa quinta colonna: un potenziale alleato per Hamas, Hezbollah e altre organizzazioni terroristiche. Nel mondo arabo e tra i critici occidentali d’Israele sono a volte considerati dei traditori della causa palestinese, o, più spesso, una minoranza oppressa dal “regime sionista” che resiste stoicamente tramite la sua sola presenza in quella terra che dovrebbe chiamarsi tutta Palestina. Leggi tutto l’articolo


La “primavera egiziana” potrebbe diventare il peggiore degli “inverni”

in: Medioriente | di: Giacomo Kahn

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Incerto lo scenario politico e c’è già chi dice di ‘revisionare’ il trattato di pace con Israele

E’ quanto mai incerto lo scenario politico del futuro Egitto che, dopo le rivolte giovanili che avevano fatto sperare in una rivoluzione democratica e filo occidentale del più importante Paese arabo, è alla vigilia delle elezioni presidenziali.

Il dopo Mubarak rimane ancora una incognita, come rimane una incognita la politica estera che vorrà perseguire il partito dei Fratelli Musulmani. Leggi tutto l’articolo


Il nuovo ambasciatore di Israele al Cairo ha presentato le credenziali

in: Israele, Medioriente | Scritto da: Redazione

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Yaakov Amitai sostituisce Yitzhak Levanon

Yaakov Amitai è il nuovo ambasciatore di Israele in Egitto. Pochi giorni fa ha consegnato le sue lettere credenziali al capo dell’esercito egiziano Hussein Tantawi al Cairo.

Farò del mio meglio per rafforzare la comprensione reciproca e incoraggiare la cooperazione fra i due Paesi“, ha dichiarato Amitai che insieme a Tantawi hanno sottolineato l’importanza del trattato di pace israelo-egiziano (firmato nel 1979) e della cooperazione fra i due Paesi. Leggi tutto l’articolo


Il Gran Mufti Hussein e i proclami antisemiti

in: Medioriente | Scritto da: Redazione

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Hussein, nei suoi discorsi, ricorda il suo predecessore al-Husseini che collaborò con i nazisti

E’ dovere dei palestinesi combattere gli ebrei e uccidere quei discendenti delle scimmie e dei maiali”. Così, secondo quanto riportato dal quotidiano Israel ha-Yom, si sarebbe espresso di fronte alla Tv dell’ANP, il Mufti Muhammad Hussein, massima guida religiosa dell’Autorità Palestinese, in occasione di una cerimonia per celebrare il 47esimo anniversario della fondazione di al-Fatah.

La resurrezione dei morti – avrebbe proseguito il Mufti – non avverrà fintanto che non sarà realizzata la prima fase di un vasto processo, ossia che i musulmani non abbiano ucciso più quanti ebrei possibile”. Parole che hanno ricordato quelle del predecessore di Hussein, Haj Amin al-Husseini, che durante il mandato britannico in Palestina (1922-1948), collaborò con i nazisti nella deportazione degli ebrei nei campi di concentramento. Leggi tutto l’articolo