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“Sabato e domenica”

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Parashà di Vayèshev: Le buoni azioni vanno pubblicizzate

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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In questa parashà vengono raccontati i sogni di Yosef e l’astio che questi sogni crearono presso i fratelli. Essi  temevano che, come già avvenuto nelle generazioni precedenti quando Yishma’el aveva cercato di fare del male a Yitzchàk (v. Rashi al versetto di Bereshìt, 21:9) e quando Esau si era ripromesso di fare fuori Ya’akov (Bereshìt, 27:41), Yosef fosse la pecora nera della famiglia che cercava un modo di eliminare i fratelli. Quando Yosef era venuto a vedere i fratelli che pascolavano il gregge della famiglia a Dotan, i fratelli Shim’on e Levi parlarono di farlo fuori e Reuven, il primogenito “Lo salvò dalle loro mani” dicendo loro: “Non versate sangue, mettetelo in questo pozzo che è nel deserto e non mettete le mani su di lui”. Il versetto prosegue dicendo che Reuven “Intendeva salvarlo per restituirlo poi la padre” (Bereshìt, 37:22).

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La Presidente Ruth Dureghello incontra il Ministro degli Affari Esteri

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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La Presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello è stata ricevuta alla Farnesina questa mattina dal Ministro degli Affari Esteri Angelino Alfano. L’incontro segue gli ultimi episodi di antisemitismo che si sono verificati in Europa, tra cui l’attentato alla sinagoga di Goteborg in Svezia. La Presidente Dureghello ha ringraziato il Ministro Alfano per gli sforzi compiuti dal Governo nelle sedi internazionali e per l’organizzazione della conferenza sull’antisemitismo prevista per gennaio a Roma durante la presidenza Osce. Ha poi chiesto di rafforzare la cooperazione con la Farnesina e il Governo italiano per contrastare la rinascita dei movimenti xenofobi e razzisti e le violenze antisemite, mascherate sotto la veste di antisionismo. Nel colloquio, che è stato franco e cordiale, la Comunità Ebraica di Roma ha espresso perplessità riguardo alla linea dall’Italia rispetto al tema di Gerusalemme, sottolineando la vicinanza degli ebrei di tutto il mondo alla città capitale dello Stato d’Israele.


BANDO PER LA RICERCA DI DUE STAGISTI PRESSO L’UFFICIO STAMPA DELLA COMUNITA’

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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La Comunità Ebraica di Roma offre due borse di studio per uno stage formativo presso l’Ufficio Stampa della Comunità.

Art 1. Oggetto, durata, retribuzione
Le persone selezionate saranno inserite presso l’Ufficio Stampa della Comunità, e dovranno avere conoscenze di funzionamento dell’attività giornalistica in genere, di composizione di una redazione giornalistica, di scrittura e stesura di articoli. Dovranno inoltre avere buone capacità relazionali. Dovranno supportare il responsabile dell’Ufficio Stampa della Comunità nell’attività di rassegna stampa, stesura di comunicati, aggiornamento del sito web e dei social media, monitoraggio delle agenzie, supporto alle attività istituzionali. Al Candidato è richiesta dinamicità, capacità di relazionarsi con disponibilità e fermezza con il pubblico degli iscritti alla Comunità. Dovrà inoltre avere capacità di dialogo con Enti ed Istituzioni. La figura selezionata deve inoltre disporre di ottima padronanza dei principali software applicativi (Word, Excel, Outlook ecc.). Sono richieste buone conoscenze nel settore del giornalismo e della comunicazione.
Lo stage avrà la durata di 6 mesi. Allo stagiaire sarà riconosciuta una borsa di studio pari ad € 1.500,00.
Art 2. Sede principale di svolgimento dell’attività
Sede operativa principale sarà in Largo Stefano Gaj Tachè (Lungotevere Cenci Tempio). Il collaboratore deve dare la propria disponibilità ad orario di lavoro flessibile.
Art 3. Requisiti richiesti
Ai Candidati è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:

1. diploma di scuola media superiore (maturità che consenta l’accesso a facoltà universitarie);
2. iscrizione ad una Comunità Ebraica riconosciuta dalla Comunità Ebraica di Roma;
3. avere esperienze nel campo delle comunicazioni, preferibilmente in quello giornalistico;
4. età non inferiore ad anni 18;
5. ottima conoscenza della lingua italiana;
6. buona conoscenza o della lingua inglese o ebraico;
7. cittadinanza italiana. Tale requisito non è richiesto per i cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione Europea. Sono equiparati ai cittadini italiani gli italiani non appartenenti alla Repubblica;
8. godimento dei diritti politici e civili.
Art 4. Domanda e termini di presentazione
I curricula, accompagnati da una lettera motivazionale, dovranno pervenire entro le ore 12:30 di lunedì 25 dicembre 2017 con una delle seguenti modalità:
– per email al seguente indirizzo: ufficio.stampa@romaebraica.it
– per posta o consegnate a mano alla COMUNITA’ EBRAICA DI ROMA Largo Stefano Gaj Tachè (Lungotevere Cenci Tempio) – 00186 ROMA (sulla busta deve essere riportata la dicitura BANDO PER LA RICERCA DI 2 STAGISTI PRESSO L’UFFICIO STAMPA CER.


Il Tempio Maggiore illuminato contro la violenza sulle donne

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne la Comunità Ebraica di Roma illuminerà di arancione, grazie al supporto di Acea, la facciata del Tempio Maggiore. Una scelta voluta per significare la necessità di un impegno concreto contro questo fenomeno e volto ad accendere l’attenzione su un tema così importante. All’accensione che si terrà sabato 25 novembre alle ore 18.15 parteciperà, oltre al Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni e alla Presidente Ruth Dureghello, la Sindaca di Roma Virginia Raggi.


Parashà di Vayetzè: Il giudizio di re Salomone

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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Dopo avere ricevuto la benedizione dal padre Yitzchàk al posto di Esau, il patriarca Ya’akòv era in pericolo perché il fratello Esau aveva giurato di vendicarsi di lui e di ucciderlo non appena il padre Yitzchàk fosse morto. La madre Rivkà disse a Ya’akòv: “Figlio mio dammi ascolto:  levati e fuggi presso il mio fratello Lavan a Charàn. Rimani li per qualche tempo finché l’ira di tuo fratello si sia calmata” (Bereshìt, 27:43-44).  Al marito Yitzchàk, Rivkà  diede un altro motivo per mandare Ya’akòv a Charàn. Ella gli disse: “Ho a noia la vita a causa delle donne chittee (le mogli di Esau). Se Ya’akòv prende per moglie una chittea come queste del paese, a che mi giova la vita?” (Ibid. 46). Così Yitzchàk chiamò il figlio Ya’akòv e gli diede un ordine: “Non prendere una donna di Canaan per moglie. Levati, va a Padàn Aràm in casa di Betuèl tuo nonno materno e prendi da li una moglie dalle figlie di Lavàn tu zio materno” (28:2).

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Il Sindaco di Cerveteri riceve la Comunità Ebraica di Roma

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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Questa mattina la Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello è stata ricevuta dal sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci che, in seguito ai fatti accaduti all’interno dello Stadio Olimpico qualche settimana fa, ha scelto, insieme all’amministrazione comunale, di esporre dalle finestre del Municipio, un’immagine raffigurante Anna Frank in segno di solidarietà alla Comunità Ebraica. Successivamente la presidente Dureghello, accompagnata dal Sindaco si è recata presso l’istituto Enrico Mattei per un incontro con gli studenti di Cerveteri.

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Shalom Rav Laras

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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rabbino giuseppe laras

Rav Giuseppe Laras, zekher tzadiq livrakhà, ci ha lasciati oggi dopo una lunga malattia che ha affrontato con coraggio e che non ha mai ridotto le sue capacità intellettive. Nel corso della sua vita lunga ed operosa ha subito durissime prove famigliari, a cominciare dal trauma dell’arresto e della deportazione della mamma e della nonna, di cui è stato testimone diretto. Dopo gli studi nella scuola rabbinica torinese, è stato rabbino capo ad Ancona, Livorno e Milano. Ha presieduto l’Assemblea dei Rabbini d’Italia, è stato membro della Consulta rabbinica, ha diretto il Collegio Rabbinico Italiano ed è stato av beth din di Milano e poi del tribunale rabbinico del nord Italia. Eccellente studioso e pensatore, ha prodotto notevoli scritti storici, filosofici, halakhici; è stato attivo nel dialogo interconfessionale, con posizioni originali e controcorrente. Negli ultimi tempi è intervenuto con articoli rilevanti nei grandi quotidiani nazionali, su temi delicati di attualità. Non c’è stato evento negli ultimi decenni di storia ebraica italiana in cui non si sia sentito il peso della sua voce, dei suoi insegnamenti, dei suoi consigli. Lascia un grande vuoto. Il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, la presidente Ruth Dureghello insieme al Consiglio della Comunità Ebraica di Roma esprimono il loro cordoglio e si stringono intorno alla famiglia e alla Comunità Ebraica di Milano in questo momento di forte dolore.


Il cordoglio della Comunità Ebraica per la scomparsa di Abdel Wahid Pallavicini

in: Blog/News | di: Eleonora Pavoncello

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Abdel Wahid Pallavicini comunità ebraica di Roma

Nelle scorse ore, la COREIS, la Comunità Religiosa Islamica Italiana ha dato notizia della scomparsa del suo fondatore, lo Sceicco Pallavicini. La Comunità Ebraica di Roma lo vuole ricordare attraverso le parole del Rabbino Capo Riccardo Di Segni: “Abdel Wahid Pallavicini ha rappresentato in Italia un Islam ispirato, colto e sensibile. Una novità nel panorama italiano all’inizio della sua attività e un riferimento importante nel seguito, quando la presenza musulmana in Italia è diventata rilevante. Per la Comunità ebraica è stato per molti anni un interlocutore attento e disponibile, incontrato in tante occasioni di sincero dialogo. Alla famiglia, e in particolare al figlio Yahia che ne continua degnamente l’opera, le nostre sentite condoglianze.”

Foto Credit: formiche.net


Parashà di Chaye Sarà: Sulla proibizione della caccia sportiva

in: Blog/News | di: Micol Mieli

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La parashà racconta che dopo la morte di Sara, Avraham si diede da fare per trovar moglie al figlio Yitzchàk. A tale scopo inviò a Charàn il fedele servitore e discepolo Eli’ezer “che sopraintendeva a tutto ciò che egli possedeva” (Bereshìt, 24:2). A Charàn abitava la famiglia di Nachòr, fratello di Avraham. Alla fine della parashà precedente fu raccontato ad Avraham che il fratello Nachòr aveva avuto dodici figli e la Scrittura anticipa che una delle nipoti era Rivkà, quella che sarebbe diventata moglie di Yitzchàk.

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