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Svizzera e Israele: così piccoli, così importanti

in: Blog/News | di: Claudia De Benedetti

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Celebrati a Lugano i 64 anni dello stato ebraico

L’Associazione Svizzera Israele - ASI – Sezione Ticino ha celebrato al Palazzo dei Congressi di Lugano l’Israel Day 2012.

L’evento, intitolato: Israel Sweet 64 – Israele siamo noi – Inspirations & Challenges, è stato una riuscitissima occasione per celebrare il 64° anniversario della dichiarazione d’indipendenza dello Stato di Israele.

Dopo il saluto introduttivo del Presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino Marco Borradori e l’intervento dell’Ambasciatore d’Israele in Svizzera Shalom Cohen, Giancarlo Dillena, direttore del Corriere del Ticino ha intervistato Fiamma Nirenste, scrittrice, giornalista e parlamentare Vice Presidente della Commissione Esteri della Camera italiana. Leggi tutto l’articolo


La prima volta di un Talmud in lingua araba

in: Ebraismo | di: Paola Abbina

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Su iniziativa di un Centro di studi giordano, vi hanno lavorato 90 musulmani

Novanta ricercatori giordani ci hanno lavorato per 6 anni ed hanno tradotto integralmente il Talmud Babilonese in arabo.

Dietro al progetto un istituto accademico chiamato “Centro per gli studi mediorientali in Giordania” che si è posto l’obiettivo di rendere il Talmud accessibile alla popolazione araba. L’edizione viene ora venduta anche fuori dalla Giordania, e il prezzo non è affatto basso, 750 dollari per i 20 volumi. Leggi tutto l’articolo


Addio Sabatino Finzi 158556

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Si è spento ieri sera a 85 anni uno degli ultimi sopravvissuti alla deportazione nazista del 16 ottobre

Aveva 85 anni e gli ultimi anni, così come per altri ex deportati, li aveva passati a raccontare e a testimoniare gli orrori della deportazione e dell’internamento nel lager di Auschwitz.

Sabatino Finzi era nato a Roma 1’8 gennaio 1927, arrestato e deportato ad Auschwitz all’età di 16 anni, era stato catturato nella retata del 16 ottobre 1943.

Il ‘suo’ numero tatuato sul braccio era 158556. Fu l’unico minorenne che riuscì a tornare a Roma: dei 1.022 deportati ne tornarono solo 17. Leggi tutto l’articolo


Gli iraniani a Tel Aviv. Ma era solo una finzione cinematografica

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Bandiere iraniane e vessilli degli Hezbollah libanesi hanno invaso improvvisamente alcuni giorni fa una tranquilla piazzetta nel cuore di Tel Aviv, destando – ovviamente -stupore, e preoccupazione fra le persone che dalla strade e dai balconi circostanti udivano salire – in arabo o in farsi -l’urlo fragoroso: ”No al terrorismo sionista”. Leggi tutto l’articolo


Essere ebrei. Un convegno internazionale con Shmuel Trigano e Lisa Block de Behar

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Si terrà a Roma dal 29 al 31 maggio

Nella filosofia contemporanea la riflessione sull’ebraismo ha assunto una rilevanza prima sconosciuta. Che cosa vuol dire “essere ebrei”? La domanda attraversa già tutto il pensiero del Novecento, da Franz Rosenzweig a Ludwig Wittgenstein, da Emmanuel Lévinas a Jacques Derrida.

Ma è oggi che l’ebraismo risorge in tutta la sua effervescenza, non come un residuo arcaico e ingombrante che la modernità non ha assimilato, bensì come un resto inassimilabile. Leggi tutto l’articolo


Bemidbàr: difendiamo le nostre bandiere e le nostre usanze

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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La parashà di Bemidbàr e l’omonimo quarto libro della Torà  iniziano con il censimento degli uomini abili al servizio militare di età tra 20 e 60 anni. R. Ovadià  Sforno scrive che lo scopo del censimento era di organizzare l’esercito per poter marciare nella Terra Promessa senza resistenza da parte dei Cananei (Cap., 1:2). La cosa non avvenne perché il popolo si spaventò dopo aver ricevuto il rapporto degli esploratori (Bemidbàr, 14:3) e dovette restare per 40 anni nel deserto fino a quando morì tutta la generazione di coloro che erano usciti dall’Egitto.

Moshè organizzò l’esercito, tribù per tribù, ognuna con la propria bandiera e ogni tribù in una specifica posizione nell’accampamento e con un preciso ordine di marcia. Leggi tutto l’articolo


Meglio un blended o un single malt?

in: Ebraismo, Interviste | di: Alex Zarfati

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I “single malt” sono whisky che provengono da una zona precisa della Scozia, da un’unica acqua e un’unica distilleria e conservano un carattere deciso e puro da risultare inconfondibile. I cosiddetti “blended” invece sono delle miscele di whisky provenienti da regioni diverse, che formano una bevanda dal gusto più complesso che alcuni dicono essere superiore alla prima. C’è chi giustamente osserva che i single malt sono migliori, in quanto l’espressione più alta della purezza di un’idea e chi sostiene che i blended sono un’accordo magico formato da tante piccole note diverse.

E’ meglio un blended o un single malt? Se lo domandano da qualche tempo anche gli elettori della Comunità Ebraica di Roma la cui valutazione sulla lista Uniti per l’Unione sta facendo molto discutere. È meglio una lista unitaria, composta da tante anime di tradizioni diverse, o quella derivata da una sola espressione politica? Chi sostiene le ragioni della lista unitaria – blended, in questo caso – cerca di convincere gli elettori che l’espressione di tanti candidati diversi è una garanzia di pluralismo e democrazia. I loro detrattori invece sostengono che la lista unitaria mescolando correnti diverse, abbia perso le diversità caratteristiche dei single, le liste a cui molti dei candidati appartenevano, con il rischio di cadere nell’ingovernabilità.

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Nasce Tog: una Fondazione per la riabilitazione di bambini affetti da patologie neurologiche gravi

in: Blog/News | di: Claudia De Benedetti

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Su iniziativa benefica di Carlo De Benedetti

Si chiama Tog, acronimo di ‘Together to go’, la nuova Fondazione interamente dedicata alla riabilitazione di bambini colpiti da patologie neurologiche gravi e complesse, voluta dalla famiglia di Carlo De Benedetti, presentata ufficialmente a Milano, con una cena offerta dalla Banca Albertini Syz.

Tog aprirà in autunno a Milano, in via Famagosta 75, una struttura di eccellenza di 900 metri quadri, in grado di curare, gratuitamente, più di 100 bambini, con uno staff di 20 persone composto da medici e infermieri, logopedisti e fisioterapisti, coordinati da Antonia Madella Noja, medico, grande esperta in riabilitazione. Leggi tutto l’articolo


Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha annunciato l’intenzione di dimettersi

in: Blog/News | di: Giacomo Kahn

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Il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, ha annunciato l’intenzione di dimettersi

A solo un anno dalle elezioni che hanno ridisegnato l’assetto e l’equilibrio all’interno del Consiglio della Comunità Ebraica di Roma, il presidente Riccardo Pacifici ha formalmente chiesto di mettere all’ordine giorno del prossimo Consiglio – che si terrà a metà di giugno – il tema delle sue dimissioni.

Una decisione che appare come un fulmine a ciel sereno tenuto presente che l’attuale Consiglio è il frutto di un elaborato accordo che vede compartecipi unitari nella gestione della Comunità le tre diverse anime politiche composte dalle liste: ‘Per Israele’ (che aveva raccolto il 47% dei consensi), ‘Hazak’ (30,8%) ed ‘Efshar’ (21,9%). Leggi tutto l’articolo


Processo a Israele in Municipio

in: Israele | di: Fabio Perugia

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Mentre Israele celebra la sua fondazione, i palestinesi ricordano la ‘Nakba’, la cacciata. Ma perché ospitare un processo politico contro lo Stato ebraico in un Municipio di Roma?

Mi chiedo: è normale che in un luogo istituzionale vada in scena un processo allo Stato di Israele?

Vi racconto i fatti. La settimana scorsa il popolo palestinese celebrava come ogni anno la Nakba. In arabo questa parola significa catastrofe. E’ il ricordo di quella che il mondo arabo considera la “cacciata” dei palestinesi da Israele. Non starò qui a fare un trattato sull’opportunità di celebrare tale evento o sulle alterazioni storiche che ne derivano. Sta di fatto che ogni anno la Nakba viene celebrata dai “tifosi” pro-palestinesi e anti-israeliani. Leggi tutto l’articolo