1371600000<=1347580800
1371600000<=1348185600
1371600000<=1348790400
1371600000<=1349395200
1371600000<=1350000000
1371600000<=1350604800
1371600000<=1351209600
1371600000<=1351814400
1371600000<=1352419200
1371600000<=1353024000
1371600000<=1353628800
1371600000<=1354233600
1371600000<=1354838400
1371600000<=1355443200
1371600000<=1356048000
1371600000<=1356652800
1371600000<=1357257600
1371600000<=1357862400
1371600000<=1358467200
1371600000<=1359072000
1371600000<=1359676800
1371600000<=1360281600
1371600000<=1360886400
1371600000<=1361491200
1371600000<=1362096000
1371600000<=1362700800
1371600000<=1363305600
1371600000<=1363910400
1371600000<=1364515200
1371600000<=1365120000
1371600000<=1365724800
1371600000<=1303171200
1371600000<=1366934400
1371600000<=1367539200
1371600000<=1368144000
1371600000<=1368748800
1371600000<=1369353600
1371600000<=1369958400
1371600000<=1370563200
1371600000<=1371168000
1371600000<=1371772800

L’orgoglio arabo/israeliano

in: Medioriente | di: Ariel David

Un Commento

Quella minoranza che ama il suo Paese: Israele

Uno studio sfata molti luoghi comuni sui cittadini arabi dello Stato ebraico. Gli arabi israeliani costituiscono oggi circa il 20% della popolazione dello Stato ebraico. Eppure la voce di questa comunità, la sua visione del mondo e della propria particolare condizione è spesso soffocata, sia internamente sia esternamente, da strumentalizzazioni politiche, stereotipi e generalizzazioni.

Per molti ebrei israeliani, i concittadini musulmani, cristiani e drusi che vivono entro i confini originali dello Stato ebraico del 1948, sono, al meglio, una “bomba demografica” che minaccia la maggioranza ebraica e, al peggio, una pericolosa quinta colonna: un potenziale alleato per Hamas, Hezbollah e altre organizzazioni terroristiche. Nel mondo arabo e tra i critici occidentali d’Israele sono a volte considerati dei traditori della causa palestinese, o, più spesso, una minoranza oppressa dal “regime sionista” che resiste stoicamente tramite la sua sola presenza in quella terra che dovrebbe chiamarsi tutta Palestina. Leggi tutto l’articolo


Mar Rosso: missione compiuta. Il ruolo che svolse Mosè

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

3 Commenti

Nell’Aggadà il nome di Mosè è menzionato solo da R. Yossè il Galileo quando parla delle piaghe addizionali che colpirono gli egiziani al Mar Rosso (Shemòt, 14:31):

E gli israeliti videro la grande dimostrazione di forza che il Signore aveva fatto nei confronti degli egiziani e il popolo ebbe timore del Signore ed ebbero fede nel Signore e in Mosè Suo servo.

Per quale motivo solo dopo che gli egiziani affondarono nel Mar Rosso gli israeliti arrivarono ad avere fiducia in Mosè? 

Rav David Cohen di Brooklyn, autore dell’Aggadà “Simchàt Yavètz” (p. 158-9) spiega che gli israeliti in Egitto vedevano che gli egiziani soffrivano per le piaghe. Non sapevano però che esse avvenivano per via dell’intervento di Mosè. Infatti nessun altro israelita, a parte Aronne, era presente quando Mosè si presentava dal Faraone avvertendolo del prossimo arrivo di una piaga. Leggi tutto l’articolo


Peres ad Obama: “Liberate Pollard!”

in: Blog/News | di: David Braha

Nessun Commento

Ieri il Presidente israeliano Shimon Peres, supportato da 80 parlamentari della Knesset, ha inviato al collega statunitense Obama una lettera richiedendo il perdono e la scarcerazione di Jonathan Pollard, cittadino americano di origine ebraica che lavorò come analista per l’intelligence USA a partire dalla fine degli anni ’70.

Nel 1985 Pollard fu sorpreso nel passare informazioni classificate ad Israele e, alla fine del processo che ne seguì, nel 1987 venne condannato all’ergastolo per spionaggio. Da allora lo Stato d’Israele è intervenuto in diverse occasioni in aiuto di Pollard. Vari personaggi politici di rilievo – tra cui anche Ehud Barak e Binyamin Netanyahu – hanno pubblicamente supportato la sua causa proponendo l’estradizione o una riduzione della pena; nel 1995 venne accolta la richiesta di Pollard di diventare cittadino israeliano; lo scorso anno, ben 70 membri della Knesset ed il Primo Ministro Netanyahu intervennero personalmente affinché Pollard potesse partecipare al funerale del padre. Leggi tutto l’articolo


Antisemitismo in Italia: a che punto sta?

in: Anti-Semitismo | di: Jonatan Della Rocca

6 Commenti

Se ne è discusso in un recente convegno

Il 22% di giovani italiani dichiarano di avere antipatia nei confronti degli ebrei, un12% mostra segnali di vero e proprio antisemitismo e un 44% degli italiani dimostra atteggiamenti ostili agli ebrei. E’ il quadro sconfortante che esce dall’indagine parlamentare conoscitiva sull’antisemitismo su cui ha lavorato la Commissioni Affari costituzionali ed Esteri in collaborazione con la presidenza del Consiglio.

Se ne è parlato al convegno organizzato all’Istituto Superiore Antincendi dal Municipio Roma XI e da Equality Italia, con il patrocinio della Comunità Ebraica di Roma, al quale hanno partecipato come relatori: il presidente di Equality Italia, Aurelio Mancuso, l’onorevole Fiamma Nirenstein, presidente del Comitato d’Indagine sull’Antisemitismo, il presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici, il parlamentare del Pd Jéan-Léonard Touadi, e gli organizzatori dell’evento, il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci e l’assessore alla Memoria del Municipio XI, Carla Di Veroli. L’attualità, con l’analisi dell’attentato di Tolosa, accaduto pochi giorni prima, è stato il punto di partenza di tutti gli interventi. Leggi tutto l’articolo


Quando amare l’arte diventa arte

in: Blog/News | di: Claudia De Benedetti

Nessun Commento

Dal 2006 molti artisti contemporanei italiani collaborano con la Fondazione CittàItalia per favorire il restauro dei beni culturali a rischio, donando una propria opera.

Grazie a questo generoso gesto, la Fondazione CittàItalia promuove il progetto A.A.A. L’Arte di Amare l’Arte, aste benefiche tenute in occasione di eventi espositivi presso prestigiosi spazi museali, con i cui proventi promuove il restauro di beni altrimenti dimenticati o destinati ad un’irreparabile perdita. Leggi tutto l’articolo


Monti ha visitato la comunità ebraica italiana di Gerusalemme

in: Israele | di: Jonatan Della Rocca

2 Commenti

Il premier Mario Monti ha incontrato al Tempio italiano di Gerusalemme la comunità ebraica italiana, in occasione della sua visita nel paese e del suo viaggio in Medio Oriente.

Dopo essere stato accolto all’ingresso della sinagoga dai massimi rappresentanti locali, il professore Sergio della Pergola, il presidente della Comunità, il giudice Eliau Ben Zimra e il presidente dell’Irgun Ole’ Italia, Vito Anav, il presidente del Consiglio, accompagnato dalla moglie, è salito al primo piano dove ha visitato il Tempio e il Museo ebraico.

Al termine, ha salutato gli israeliani di origine italiana nella sala degli Affreschi, dove è intervenuto dopo i saluti dell’Ambasciatore italiano a Tel Aviv, Luigi Mattiolo e del professore Della Pergola. Leggi tutto l’articolo


Dobbiamo essere forti

in: Israele | Scritto da: Redazione

Nessun Commento

Intervista del premier israeliano Benyamin Netanyahu al quotidiano israeliano Maariv

Dagli stretti di Gibilterra fino quasi all’India e all’Iran questa Regione è investita da un’ondata islamista, estremista” che sarà costretta infine ad accettare la esistenza di Israele solo se lo Stato ebraico sarà forte in maniera sufficiente dallo scoraggiare qualsiasi ipotesi offensiva nei suoi confronti.

Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu in una intervista rilasciata al quotidiano Maariv in occasione della Pasqua ebraica, che inizia stasera.

L’ostilità di quella corrente è talmente profonda, ha aggiunto Netanyahu, che anche se Israele raggiungesse un accordo di pace con i palestinesi ”ciò non basterebbe ancora ai Fratelli Musulmani per risparmiarci”. Leggi tutto l’articolo


E qualcuno la chiama: “libertà di culto”

in: Ebraismo | di: Fabio Perugia

8 Commenti

Quando pregare diventa un ‘pericolo’ per la società

In un periodo in cui risorgono sentimenti antisemiti anche in Italia, stavolta voglio raccontarvi un episodio divertente. Ma neanche troppo. Una breve storia accaduta questa mattina, tanto per augurare Hag Sameach ai nostri lettori di religione ebraica e Buona Pasqua a tutti gli altri.

Chiama un amico che sta tornando a Roma. E’ in treno. Mi racconta che, non avendo fatto in tempo a pregare a casa, decide di indossare talled e tefillin in treno. Per chi non lo sapesse, i tefellin sono due scatole di cuoio con all’interno dei passi biblici: una scatola si lega al braccio, l’altra è appoggiata sulla testa. Per un eccessivo senso di rispetto nei confronti degli altri viaggiatori decide di appartarsi. Di alzarsi dal suo posto e mettersi nel corridoio. Inizia a pregare. Qualcuno passa, lo nota e prosegue. Leggi tutto l’articolo


Gli antisemiti non dormono mai

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

8 Commenti

Il sito di Repubblica scopre un documentario video, appena prodotto, che nega la Shoà

“Wissen macht frei  -  la conoscenza rende liberi” (il richiamo è alla scritta “Arbeit macht frei” collocata sull’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz), è il titolo provocatorio di un documentario – che in modo clandestino sta girando in alcuni forum della rete – della durata di 90 minuti e che nega lo sterminio degli ebrei e la Shoà.

Lo denuncia il sito di Repubblica in un articolo firmato da Marco Pasqua che scrive: “è il primo documentario made in Italy – con voce narrante e sottotitoli in italiano – che mira a diffondere le folli tesi negazioniste su larga scala”. “Il risultato – scrive Pasqua - è una bestemmia storica, una volgare menzogna che offende la memoria dei milioni di morti nei lager nazisti. Si nega non solo l’esistenza delle camere a gas ma anche il numero dei sei milioni di ebrei sterminati e si ribatte, punto per punto, alla storiografia che, da decenni, si occupa dell’Olocausto. Spesso con prove inconsistenti e affermazioni ampiamente smentite dagli studiosi: la verità dell’Olocausto viene contestata attraverso bugie antistoriche”. Leggi tutto l’articolo


Delega per la vendita del chametz

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

Nessun Commento

Clicca qui per scaricare il modulo della delega per la vendita del chametz da inviare a ufficio.rabbinico@romaebraica.it oppure tramite fax al numero 06.68400655