Ormai sembrerebbe ufficiale: il presidente americano Barack Obama visiterà Israele. Del viaggio – che si terrà in primavera – ne avrebbe parlato lo stesso Obama durante una recente conversazione telefonica con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. Lo ha reso noto il portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza Tommy Vietor. Leggi tutto l’articolo
A pochi minuti dalla sua nomina a capo del Pentagono, l’ex senatore repubblicano Chuck Hagel ha già dovuto iniziare a difendersi dall’accusa di essere ostile ad Israele. Hagel, scelto da Barack Obama consapevole dell’ostilità di molti repubblicani che dovranno ratificare la sua nomina al Senato, ha ribadito il suo “sostegno totale” a Israele“.
“Non c’è uno straccio di prova che io sia anti-israeliano, nessun voto (che ho dato al Senato) ha danneggiato Israele”, ha dichiarato al Lincoln Journal Star, quotidiano del suo Nebraska. Leggi tutto l’articolo

Stati Uniti e Israele, pur tra alti e bassi, rimangono alleati strategici che insieme dovranno affrontare le enormi incognite di un Medio oriente in subbuglio
La politica mediorientale dei primi quattro anni di Obama è stata basata su una maggiore apertura al mondo islamico, evidenziata già con il discorso al Cairo il 4 giugno 2009. Lo stallo del conflitto israelo-palestinese e gli esiti incerti della Primavera araba hanno però messo in luce molteplici limiti. I rapporti con il governo Netanyahu sono stati inoltre a più riprese soggetti a frizioni: nel marzo 2010, quando l’ambasciatore israeliano a Washington, Michael Oren affermò che fosse in atto “la peggiore crisi degli ultimi 35 anni” fra i due paesi; o nel maggio 2011, con il proposito di Obama di far ripartire il processo di pace dai confini del 1967, immediatamente bocciato da Netanyahu nel suo discorso al Congresso. Leggi tutto l’articolo
La risposta di Israele sia proporzionata
L’Ue definisce “inaccettabili” gli attacchi di Hamas contro Israele e chiede allo Stato ebraico che “la risposta sia proporzionata“. “Sono profondamente preoccupata per l’escalation della violenza in Israele e nella Striscia di Gaza – dice in una nota l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton – e deploro la perdita di vite civili da entrambe le parti“. Leggi tutto l’articolo
“La nostra alleanza strategica più forte che mai”. Molti i messaggi augurali inviati dai leader israeliani
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è felicitato oggi con il presidente americano Barack Obama per la sua rielezione, affermando che l’alleanza strategica tra Israele e Stati Uniti è “più forte che mai”.
“Voglio continuare a lavorare con il presidente Obama per difendere gli interessi vitali degli Stati Uniti e di Israele”, ha promesso Netanyahu, le cui relazioni con Obama sono notoriamente tese. Leggi tutto l’articolo
Alla vigilia delle elezioni presidenziali, una spietata analisi sulla politica estera di Obama troppo tenera e remissiva verso le dittature islamiche, tutto a danno della storica alleanza con lo Stato ebraico
Questo articolo, scritto verso la fine di settembre, verrà letto a ridosso delle elezioni americane. Non possedendo capacità profetiche, tento ugualmente di capire, e comunicare ai lettori, perché la scelta di Romney/Ryan è ‘comunque’ migliore di Obama/Biden. Ho voluto dirlo subito, per sgombrare il campo da qualsiasi ambiguità.
Sia chiaro, gli Stati Uniti hanno una storia troppo simile, per molti versi, con quella di Israele, per rinnegare la tradizionale alleanza; anche nel caso di una vittoria dell’attuale presidente, il sentimento di amicizia della maggioranza del popolo americano verso Israele non muterà, così come le dichiarazioni solidali con Israele di Obama/Biden continueranno identiche come lo sono state fino ad oggi. Sono però gli atti, nei quattro anni di amministrazione democratica, a non essere più stati all’altezza delle parole. Leggi tutto l’articolo
Il Presidente Barack Obama ha avvisato Assad: “Se userà le armi chimiche, oltrepasserà la linea rossa”, come dire: se va avanti così, proceda pure.
Comprereste un’auto usata da uno che ragiona così?
Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha chiesto oggi alle emittenti televisive di non diffondere i video girati dal killer di Tolosa, Mohammed Merah, che ritraggono i sette omicidi da lui compiuti. I filmati sono stati ricevuti dal network panarabo al Jazira che sta valutando se mandarli in onda.
“Chiedo a tutte le stazioni tv che potrebbero possedere le immagini di non trasmetterle per nessun motivo nel rispetto delle vittime e della Francia“, ha affermato il titolare dell’Eliseo. Sarkozy ha aggiunto che la famiglia di Jonathan Sandler, l’insegnate ebraico assassinato assieme ai due figlioletti, ha annunciato un’azione legale per impedire la trasmissione dei filmati.
Alla convention annuale dell’AIPAC sono intervenuti Barack Obama, Benjamin Netanyahu e Gianfranco Fini
In Italia esiste un pregiudizio diffuso rispetto al termine “lobby”, che si carica di valenze e significati negativi, che fa immaginare forme di cospirazione, ad entità misteriose che agiscono segretamente.
Non a caso la citazione della fantomatica “lobby ebraica” è uno dei cavalli di battaglia degli antisemiti ed evoca la “cospirazione segreta” raccontata nei “Protocolli dei Savi di Sion”, il più celebre falso antisemita del ventesimo secolo.
Il lobbismo è invece un’attività presente in tutto il mondo, e in molti paesi le lobbies, a differenza dell’Italia, sono regolate da leggi specifiche (come accade negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, solo per citare alcuni esempi) ed agiscono alla luce del sole e in totale trasparenza, come parte integrante del sistema democratico, all’interno del quale operano diversi e contrapposti gruppi di opinione. Leggi tutto l’articolo
E’ un segnale di apertura verso la popolazione ebraica quello mostrato dal nuovo presidente eletto della Tunisia Moncef Marzouki, che incontrato il rabbino Haim Bittan ha dichiarato che gli ebrei sono a pieno titolo cittadini tunisini e li ha invitati a fare ritorno nel Paese.
Attualmente in Tunisia vivono circa 1.500 ebrei, ma negli anni Sessanta erano 100mila. Leggi tutto l’articolo