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Celebrato il 50esimo anniversario del progetto “Giusti tra le nazioni”

in: Eventi | Pubblicato da: Giacomo Kahn

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Cerimonia promossa dall’ambasciatore israeliano Naor Gilon, alla presenza del presidente del senato Schifani e della Camera Fini

“C’è un’ondata di antisemitismo nel mondo ma anche in Europa. In parte si tratta del vecchio antisemitismo che prova ad alzare la testa. Ma in parte si tratta di nuove forme di antisemitismo, camuffate da antisionismo. Queste nuove forme, mettono in dubbio anche la stessa legittimità dell’esistenza di Israele. Oppure lo comparano al nazismo o allo stato di apartheid”.

L’ambasciatore israeliano Naor Gilon è intervenuto così alla cerimonia di celebrazione del 50° anniversario del progetto Giusti tra le nazioni, svoltasi nella sua residenza in occasione del quarto giorno della festa di Channukà, che – alla presenza del presidente del Senato Renato Schifani e del Presidente della Camera Gianfranco Fini – ha visto la consegna di tre nuovi attestati.

Gilon ha sottolineato come i Giusti fra le nazioni italiani siano “degli eroi per il vostro popolo e anche per il nostro popolo”. ”Il vostro esempio – ha sottolineato Gilon – ci fa capire che quando siamo di fronte ad una scelta importante, una scelta etica, possiamo sempre decidere. Possiamo sempre scegliere il bene. Anche se siamo in pochi. Anche se il resto del mondo sembra contro di noi”. ”Avete donato un raggio di luce nel momento più oscuro della storia dell’umanità”. “Voglio ringraziare quindi i Giusti presenti qui oggi ricordare che essi non erano soli. Che fino ad oggi in Italia sono stati riconosciuti oltre 500 Giusti”, ha concluso l’ambasciatore.

Sono stati quindi premiati tre gruppi di Giusti: Giulio e Santa Antolini e il loro figlio Umberto che salvarono a Ferrara tre membri della famiglia Ancona; Alberto e Maria Membrini Gonzaga che salvarono dieci membri della famiglia Ascoli; e infine Paolo e Ebe Gerbalena Zanardi che salvarono Bruno Portaleone.

Da parte sua, il presidente Schifani ha rilevato come le gesta eroiche di questi uomini giusti ”rappresentano una pagina luminosa della storia italiana e contribuiscono a riscattare la disgrazia delle leggi razziali”.

Il rispetto assoluto della dignità umana e l’uguaglianza tra gli uomini senza alcuna distinzione di razza o di religione, ha spiegato Schifani, non sono soltanto principi inviolabili sui quali si fonda il nostro ordinamento costituzionale, “ma anche valori etici che devono ispirare l’azione di ciascuno di noi”. “Solo ripudiando odio, violenza e razzismo e coltivando i sentimenti di giustizia e amore per il prossimo sarà possibile costruire un futuro di pace e fratellanza tra i popoli”, ha concluso Schifani.

Citando Hanna Arendt, Fini ha sottolineato che bisogna contrapporre “alla banalità del male la grandiosità del bene”, onorando i connazionali che furono Giusti, “che seppero non voltare il capo dall’altra parte, resistendo alla viltà e al pigro conformismo”. Quindi Fini ha ammonito: “L’antisemitismo c’è ancora nella società occidentale ma non veste più gli abiti della ideologia e in molti casi si mimetizza in sembianze ancora più pericolose. L’antisemitismo oggi è in coloro che si proclamano ostili al diritto dello Stato di Israele di esistere e vivere in pace e sicurezza”.

Alla cerimonia erano presenti il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici, il presidente dell’Ucei Renzo Gattegna e l’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Zion Evrony.

(Foto di Ariel Nacamulli)

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