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Il convegno di Torino: “Gli ebrei e l’orgoglio di essere italiani”

in: Eventi | Pubblicato da: Redazione

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Si è tenuto oggi a Torino, presso l’Archivio di Stato e nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il convegno: “Gli ebrei e l’orgoglio di essere italiani”, il cui titolo è tratto dal libro curato da Fabio Levi (Silvio Zamorani Editore) che raccoglie le cinque letture commentate di scritti di personaggi ebrei del Risorgimento.

Al convegno ha partecipato il vice presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Claudia De Benedetti, di cui riportiamo integralmente il discorso.

Poche parole per ricordare Angelo Fortunato Formiggini che in una mattina densa di nebbia del 29 novembre 1938 si buttò dalla Ghirlandina, la storica torre della città di Modena, gridando «Italia, Italia, Italia».

Era ebreo ma non si è ucciso per questo, si è tolto la vita perché volevano ridurlo a essere «soltanto» un ebreo. Voleva essere un uomo, un italiano per nazionalità, cultura e radici italiane. Italianissimo. «Il problema razziale è sempre stato remoto dalle mie categorie mentali», aveva scritto due mesi prima in una lettera a Alessandro Pavolini, ministro fascista della Cultura popolare cui si era rivolto per essere certo che l’eredità del suo prezioso archivio andasse, come aveva disposto, alla Biblioteca Estense di Modena.

Angelo Fortunato Formìggini era un editore vivace, intelligente, poliedrico, un uomo trepidante per la cultura anche mentre preparava la propria fine, fu spogliato della casa editrice, spogliato della Biblioteca Circolante, spogliato dalle leggi razziali della possibilità di fare e vendere libri, avrebbe usato quel che gli restava – se stesso, il proprio corpo, il proprio orgoglio di essere italiano – come un clamoroso proclama, un urlo che tutti avrebbero sentito contro quella barbarie. Non fu così. Il regime chiuse nel silenzio quel suicidio.

Pochi giorni prima della morte aveva scritto una epigrafe che contiene lo spirito del suo gesto: “Né ferro né piombo né fuoco possono salvare la libertà, ma la parola soltanto. Questa il tiranno spegne per prima. Ma il silenzio dei morti rimbomba nel cuore dei vivi”. Tra i molti importanti contributi che la giornata di oggi saprà dare vorrei si aggiungesse il ricordo dell’orgoglio di essere italiano di Angelo Fortunato Formìggini, il suo amore per il nostro paese e per la libertà affinché gli ebrei possano per sempre essere a pieno titolo cittadini delle loro patrie.

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