1566259200<=1347580800
1566259200<=1348185600
1566259200<=1348790400
1566259200<=1349395200
1566259200<=1350000000
1566259200<=1350604800
1566259200<=1351209600
1566259200<=1351814400
1566259200<=1352419200
1566259200<=1353024000
1566259200<=1353628800
1566259200<=1354233600
1566259200<=1354838400
1566259200<=1355443200
1566259200<=1356048000
1566259200<=1356652800
1566259200<=1357257600
1566259200<=1357862400
1566259200<=1358467200
1566259200<=1359072000
1566259200<=1359676800
1566259200<=1360281600
1566259200<=1360886400
1566259200<=1361491200
1566259200<=1362096000
1566259200<=1362700800
1566259200<=1363305600
1566259200<=1363910400
1566259200<=1364515200
1566259200<=1365120000
1566259200<=1365724800
1566259200<=1303171200
1566259200<=1366934400
1566259200<=1367539200
1566259200<=1368144000
1566259200<=1368748800
1566259200<=1369353600
1566259200<=1369958400
1566259200<=1370563200
1566259200<=1371168000
1566259200<=1371772800
1566259200<=1372377600
1566259200<=1372982400
1566259200<=1373587200
1566259200<=1374192000
1566259200<=1374796800
1566259200<=1375401600
1566259200<=1376006400
1566259200<=1376611200
1566259200<=1377216000
1566259200<=1377820800
1566259200<=1378425600

La cremazione non appartiene alla tradizione ebraica

in: Eventi | Pubblicato da: Giacomo Kahn

2 Commenti

Il corpo è, quasi fosse esso stesso un piccolo tempio, il contenitore dell’anima. La tradizione ebraica impone il rispetto del corpo nella sua interezza e per questa ragione l’ebraismo vieta ogni manifestazione che costituisce vilipendio a quell’immagine di Dio come già insegnato nella Genesi: vietati i tatuaggi o gli atti di lutto come graffiarsi o strappare i capelli, o atti di violenza su se stessi.

Il rispetto del corpo si accompagna anche oltre la morte con una serie di riti, fra cui la pulizia della salma.

Per questa ragione è vietato – come per i rotoli della Torà o i Tefillìn – bruciare i cadaveri che vanno – esattamente come i libri di preghiera e la Torà – seppelliti.

L’uomo, originato dalla polvere, nella polvere deve tornare e sono molti i passi della Torà dove si racconta il desiderio e l’impegno che i nostri patriarchi sostennero per poter essere seppelliti nella Grotta di Machpelà, nella terra di Israele.

Non a caso una delle prime istituzioni che vengono realizzate quanso nasce una nuova comunità è (oltre alla sinagoga e alla scuola) la realizzazione di un cimitero ebraico e coloro che assolvono a questo compito della Chevrà Kadishà, svolgono un’opera altamente meritoria.

Il cimitero, nella lingua ebraica, viene definito Bet HaChaym, “la casa dei viventi”, proprio come affermazione del credo nella vita eterna delle anime, che in tale luogo riposano. Avere fiducia nel Creatore del cielo e della terra, che ha chiaramente ordinato all’uomo di essere sepolto, significa anche credere in un mondo di eterna verità, nella ricompensa, nella punizione e nella Resurrezione Finale, che rappresenta l’ultimo dei “Tredici principi di fede” di Maimonide.

La Cabalà, inoltre, insegna che, dopo la morte, l’anima rimane vicino al corpo, sente i discorsi funebri che vengono pronunciati, vede i presenti che vanno a porgere l’ultimo saluto, e una parte rimane nella tomba.

Per queste ragioni nel mondo ortodosso non si può celebrare un funerale ebraico per chi decide di farsi cremare.

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS

Tag: , , ,