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Dai Piedi alle Orecchie

in: Eventi | Pubblicato da: Claudia De Benedetti

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Cinque giorni di studi biblici a Casale Monferrato, dal 27 al 31 dicembre a cura di Biblia

Casale Monferrato ospita dal 27 al 31 dicembre il prestigioso appuntamento del Corso annuale di ebraico biblico di Biblia, quest’anno imperniato sullo studio di Esodo 13,17-20,21 ed intitolato “Dai Piedi alle Orecchie”.

Biblia opera dal 1985 in Italia per promuovere e stimolare la conoscenza della Bibbia al di là delle personali convinzioni religiose e non. Tra le finalità dell’Associazione vi è l’organizzazione di seminari, ricerche, dibattiti, corsi di formazione o aggiornamento per insegnanti e operatori culturali, convegni e viaggi di studio.

La Bibbia – si dice nell’atto costitutivo – oltre che fonte costitutiva per l’ebraismo e il cristianesimo e presupposto per l’islam è componente essenziale di tutte le culture dell’occidente, sia sul piano letterario e artistico, sia su quello simbolico, sia su quello linguistico.

La laicità di Biblia si manifesta nell’essere luogo di ospitalità per credenti e non credenti, uniti non solo dal desiderio di studiare la Bibbia, ma anche dal comune proposito di produrre una più feconda e impegnativa ‘cultura dello scambio’.

Nel formulare l’invito la docente Nicoletta Menini si rivolge ad un vasto pubblico: ai principianti invitandoli ad accostarsi senza timori, sostenendo che “imparare l’ebraico biblico non è una cosa troppo lontana né difficile e dà molte soddisfazioni inattese” Il consiglio è di imparare bene l’alfabeto ebraico prima del corso; a chi ha già frequentato o sa già qualcosa, viene raccomandato di rileggere il testo in italiano e in ebraico oggetto del corso, così da poter partecipare attivamente alle nostra lezioni.

A Casale Monferrato Paolo De Benedetti, nato a Asti nel 1927, teologo, biblista italiano, docente di Giudaismo alla Facoltà teologica dell’Italia settentrionale di Milano e di Antico Testamento agli Istituti di scienze religiose delle università di Urbino e Trento, è molto amato e seguito.

Da alcuni anni presta la sua profonda conoscenza e la sua fine oratoria offrendo lezioni in collaborazione con la Comunità Ebraica e con la Fondazione Arte Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale ONLUS. Ha concentrato alcuni suoi studi teologici sulla teologia degli animali, ossia sulla possibilità, in un’ottica cristiana, che gli animali e tutti gli esseri viventi possano rientrare nel piano di salvezza divino realizzato per l’uomo. La sensibile sofferenza patita dagli animali, la loro “intrinseca fragilità”, fanno intuire al teologo la possibilità di un loro escatologico riscatto finale: “… lo sguardo dell’animale che patisce, – al pari di quello del bambino che soffre, dell’uomo che muore, del perseguitato inerme – ‘mostra’, in maniera inequivocabile, da che parte inclina – non so se si possa davvero dire così – lo sguardo di Dio” (Gabriella Caramore, premessa a Teologia degli animali, pp.7-8). Lo stesso Messia sofferente, secondo De Benedetti, “… appare negli occhi di un cane che muore” (p.82).

Paolo De Benedetti nel giugno del 2011 ha ricevuto nell’ambito del Festival Internazionale della Cultura ebraica di Casale Monferrato il Premio OyOyOy!, prima di lui assegnato a Emanuele Luzzati, David Grossman, Abraham Yehosha, Amos Oz. Nell’introdurre il suo corso spiega “L’uscita degli ebrei dall’Egitto, che l’Esodo ci presenta sia come “espulsione” sia come “fuga”, è la premessa della vocazione e dell’elezione di Israele. Come già era avvenuto con Abramo, è un uscire-da e un andare-verso. Ma anche Dio fa la stessa cosa: “Il Signore scese sul monte Sinai, sulla vetta del monte. Mosè salì” (Es 19,20). Come avverrà poi con il Discorso della Montagna di Gesù, l’incontro con il divino è un salire e uno scendere, quasi che l’umano e il divino si debbano incontrare ciascuno fuori da “casa sua”. E allora, come leggiamo nei capitoli esodici qui proposti, ascoltiamo la “voce di tuono” che parlava a Mosè (e che parlerà a Elia come “voce di silenzio sottile”: 1Re 19,12) per non rendere vana la nostra vita.

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