“Abbiamo da poco compiuto 125 anni, ma non li dimostriamo”, è uno degli slogan scelti per l’home page del nuovo sito della Deputazione Ebraica, e che secondo noi meglio rappresenta il nuovo corso di questa antica istituzione ebraica, nata addirittura per Regio Decreto nel 1885.
Proprio il termine “azione” contenuto nel nome, è al centro del gioco cromatico e semantico del nuovo logo, come a sottolineare l’estrema prontezza nel rispondere alle esigenze dei bisognosi e della mobilità dei suoi operatori, il cui lavoro si basa su un’autentica passione per il lavoro assistenziale e solidale svolto.
Immaginiamo che l’obiettivo prefissato sia quello di convogliare attraverso una spinta emotiva tutti gli appartenenti alla nostra Comunità che hanno voglia di mobilitarsi per aiutare le persone in difficoltà ma spesso non sanno qual è la maniera giusta per farlo. E offrire al tempo stesso rassicurazioni sulla qualità degli interventi della Deputazione Ebraica illustrando in maniera esaustiva le caratteristiche e le peculiarità del lavoro quotidiano.
La dirigenza e la società incaricata del restyling del sito ha lavorato duro per smarcarsi dall’immagine di un’organizzazione stantia e relegata ai margini della ribalta comunitaria a causa del basso profilo avuto fino ad oggi. Ma la realizzazione di un’interfaccia completamente nuova e snella rispetto alla precedente, in grado di superare lo schermo attraverso un grande impatto visivo con l’utente è il segno che la direzione intrapresa è quella giusta, puntando al coinvolgimento dei giovani grazie all’uso importante del blog interno, di Facebook e Twitter.
L’articolo inaugurale è stato affidato al Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, che ha illustrato le attività della Deputazione Ebraica, partendo proprio dal nocciolo, dal concetto di tzedaqà: “Vi sono diversi livelli, di cui il migliore è aiutare la persona in difficoltà a risolvere autonomamente con un lavoro i propri problemi. Al livello più basso c’è la consegna diretta di beni tra chi offre e chi riceve”. “Bisognerebbe però evitarlo – continua il Rav – per non creare situazioni imbarazzanti e lesive della dignità. Anche per questo motivo le comunità si sono sempre organizzate per avere una struttura pubblica, una cassa di tzedaqà alla quale versare i contributi che poi vengono elargiti a chi ne ha bisogno dopo una valutazione attenta delle sue necessità”. La Deputazione infatti è l’organo preposto al controllo e alla gestione di questa cassa di beneficienza nella Comunità Ebraica di Roma.
Nel sito sono di particolare rilievo le sezioni Come donare e Bomboniere solidali. Entrambi consentono, ognuna con le proprie caratteristiche e modalità, di aiutare coloro che ne hanno bisogno, in maniera diretta ed innovativa.
C’è la possibilità di dare il proprio contributo economico direttamente online attraverso varie tipologie di pagamento (compreso Paypal), e viene mostrato come poter sostituire le bomboniere di una cerimonia familiare con una donazione alla Deputazione, una pratica benefica che fortunatamente ha preso piede in questi ultimi anni.
Da quel lontano 1885 – anno in cui si assunse la responsabilità di migliorare la condizione e la dignità dei bisognosi – di strada ne è stata fatta tanta. Oggi abbiamo illustrato l’ultimo tratto, costruito grazie all’opera meritevole e lungimirante di volontari e responsabili coinvolti nel progetto. Quello che ci auguriamo e che un numero sempre più grande di ebrei di questa città scelga di percorrerlo insieme alla Deputazione Ebraica, garanzia di 125 anni di onestà, trasparenza e affidabilità associata alla pratica orgogliosa di una della mitzvà più importanti della nostra religione: la tzedaqà.