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Dimissioni di Benedetto XVI: decisione sospesa sul caso del rientro dei Lefebvriani

in: Vaticano | Pubblicato da: Redazione

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fellay“È bene che sappiate che in queste circostanze straordinarie le disposizioni vengono affidate dal Santo Padre al prossimo Papa. Non c’è da aspettare in questi giorni una definizione della vicenda dei Lefebvriani“.

Lo ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi. “E’ importante dirlo – ha spiegato Lombardi in merito a notizie circolate sui media – perché non ci si aspetti una conclusione per questi giorni adesso. La cosa passa alla responsabilità del nuovo Papa”.

Benedetto XVI – che ha ricevuto il vescovo Bernard Fellay già nel 2005 – subito dopo l’elezione, che nel 2007 ha varato un Motu Proprio che liberalizza la messa in latino e nel 2009 ha tolto le scomuniche ai presuli illecitamente consacrati da Lefebvre nel 1988. lo scorso gennaio era tornato a tendere la mano alla Fraternità San Pio X per favorire il superamento dell’impasse che si e’ verificata nel cammino di riavvicinamento avviato dopo le sua decisioni.

E aveva chiesto al nuovo vicepresidente di Ecclesia Dei, monsignor Augustin Di Noia, di scrivere una lettera al superiore della Fraternita’, Fellay, e attraverso di lui a tutti i sacerdoti che fanno parte di questa comunita’ di fatto ancora separata dalla Chiesa Cattolica anche se dopo anni di discussioni dottrinali qualche mese fa sembrava finalmente arrivata l’ora della piena comunione.

La Congregazione per la Dottrina della Fede aveva inviato un preambolo dottrinale approvato da Papa Ratzinger, la cui sottoscrizione era premessa per l’accordo e la sistemazione canonica. Ma tra i lefebvriani ci sono state tensioni interne che hanno scoraggiato la volonta’ di riconciliazione manifestata in diverse occasioni da monsignor Fellay, che dopo aver espulso un vescovo negazionista ha fatto dichiarazioni sconcertanti in tema di rapporti con l’ebraismo.

“Una soluzione canonica per la Fraternita’ sacerdotale San Pio X”, fondata da monsignor Marcel Lefebvre e oggi ancora priva della piena comunione ecclesiale, era stata stata definita lo scorso anno possibile “a seguito dell’eventuale e auspicata riconciliazione”. La soluzione proposta da Benedetto XVI era quella di istituire per loro una “Prelatura “sul modello di quella concessa da Giovanni Paolo II all’Opus Dei.

Ora la questione passa pero’ al successore di Joseph Ratzinger.

 

 

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