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Diplomazia in un mondo globalizzato: così il Sud America può influenzare il Medio Oriente

in: Medioriente | Pubblicato da: David Braha

Un Commento

Nelle ultime settimane, nel mondo sembra essersi improvvisamente risvegliato l’interesse nei confronti della minaccia nucleare iraniana.

Ma mentre Americani ed Europei discutono sulle sanzioni da imporre a Teheran, in Israele aumenta la preoccupazione per via dell’intensificarsi dei rapporti politici ed economici tra la Repubblica Islamica e diversi paesi del Sud America.

La strategia dell’Iran infatti sarebbe quella di sviluppare rotte commerciali alternative al fine di bilanciare, almeno parzialmente, le limitazioni imposte dall’Occidente. E ciò diminuirebbe notevolmente l’impatto delle sanzioni stesse sul regime degli Ayatollah.

Secondo il Ministero degli Esteri israeliano però, il fenomeno non sarebbe dovuto ad un effettivo allontanamento di queste nazioni – tra cui figurano anche il Brasile, il Venezuela, ma soprattutto l’Argentina – da Israele. Piuttosto, le ragioni si troverebbero nella volontà di condurre delle politiche opposte agli interessi statunitensi nel mondo.

Gran parte dei paesi dell’America Latina infatti accusano tutte le ultime Amministrazioni USA – sia democratiche che repubblicane quindi – di non essersi sufficientemente interessate al loro destino. Perciò un approccio “terzomondista” sembrerebbe rappresentare la soluzione ideale al problema: vista l’indifferenza da parte delle potenze economiche mondiali, meglio optare per una solidarietà reciproca tra nazioni più deboli.

Per far fronte all’avvicinamento tra questi paesi e l’Iran, la macchina diplomatica israeliana si è immediatamente messa in moto. Date le relazioni tutt’altro che idilliache però, nel caso di Brasile e Venezuela l’ascendente di Gerusalemme è comunque estremamente debole. Ma per ciò che concerne l’Argentina invece, la questione è diversa. Con Buenos Aires i rapporti sono migliori rispetto agli altri paesi dell’America Latina; ed in questo senso, Israele potrebbe proporsi di fare da ponte per favorire il riavvicinamento tra Argentina e Stati Uniti.

A questo punto quindi, tutto dipende da una sola variabile: la volontà del governo guidato da Cristina Kirchner. Avvicinarsi alla superpotenza mondiale alienandosi gli alleati sudamericani, o continuare per la via terzomondista entrando in rotta di collisione con Washington? Si tratta di un dilemma strategico non indifferente. Le cui conseguenze si faranno sentire, in un modo o nell’altro, anche qui nel “lontano” Medio Oriente.

Dav.braha@gmail.com

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