Intervista del premier israeliano Benyamin Netanyahu al quotidiano israeliano Maariv
”Dagli stretti di Gibilterra fino quasi all’India e all’Iran questa Regione è investita da un’ondata islamista, estremista” che sarà costretta infine ad accettare la esistenza di Israele solo se lo Stato ebraico sarà forte in maniera sufficiente dallo scoraggiare qualsiasi ipotesi offensiva nei suoi confronti.
Lo ha affermato il premier Benyamin Netanyahu in una intervista rilasciata al quotidiano Maariv in occasione della Pasqua ebraica, che inizia stasera.
L’ostilità di quella corrente è talmente profonda, ha aggiunto Netanyahu, che anche se Israele raggiungesse un accordo di pace con i palestinesi ”ciò non basterebbe ancora ai Fratelli Musulmani per risparmiarci”. La potenza di Israele è, in definitiva, l’elemento principale per far si’ che essi accettino l’esistenza dello Stato ebraico. ”Spero che manterranno gli accordi di pace” ha aggiunto, riferendosi alla nuova classe dirigente in Egitto.
Dopo aver citato un versetto dell’aggadà che si leggerà questa sera (”In ogni generazione i nostri nemici tentano di annientarci”), Netanyahu ha ribadito che anche dall’Iran giunge una seria minaccia ‘‘non solo per Israele ma per il mondo intero. Chi non lo comprende, infila la testa nella sabbia”. Le sanzioni all’Iran, ha aggiunto, vanno accompagnate da una serie di richieste precise ”che riportino indietro” i suoi progetti nucleari. ”Sanzioni senza richieste - ha concluso – non serviranno”.