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Domenica 27 gennaio, la testimonianza di Piero e Sami

in: Giornata della Memoria | Pubblicato da: Redazione

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Speciale Tg1 Rai alle 23.23 dedicato al Giorno della Memoria, a cura di Roberto Olla e con la collaborazione di Donatella Di Cesare. Parlano i sopravvissuti ad Auschwitz Piero Terracina e Sami Modiano

Il lager è follia geometrica. Un sistema spaventosamente pianificato e razionalizzato. Ogni elemento è studiato, così come la volontà di distruggere i valori fondanti dell’umanità, pilastri di qualunque società civile.

Perciò, domenica 27 Gennaio, i sopravvissuti alla Shoah Piero Terracina e Sami Modiano rivivranno le loro terribili esperienze e scaveranno nelle loro memorie alla ricerca di quei principi fondamentali, dalla dignità al credo, messi in discussione nei campi di sterminio.

Con il documentario “Auschwitz: Una sfida per la filosofia” daranno vita ad uno studio sui valori e diritti umani per la prima volta in Italia. Il servizio andrà in onda alle ore 23.25 su Speciale Tg1, canale Rai uno a cura di Roberto Olla e con la collaborazione di Donatella Di Cesare, professore ordinario di Filosofia teoretica presso il Dipartimento di Filosofia della Sapienza.

Ricordare diviene, dunque, un modo per apprezzare quei diritti inviolabili dell’uomo su cui si fondano le nostre vite, che all’interno di quello spazio delimitato dal filo spinato costituivano un bene inestimabile. Era difficile, se non impossibile, riuscire a mantenere una propria identità, essere sordi e ciechi di fronte a tanta crudeltà. Eppure le convinzioni dei prigionieri erano gli unici strumenti per conservare la speranza, poiché nella condizione funesta del lager, erano i piccoli dettagli a fare la differenza.

Piero e Sami ricorderanno l’amicizia, che non solo li ha avvicinati, ma gli ha dato la forza per continuare a sopravvivere e nutrire, in fondo, un po’ di speranza, di fede, presente ad intermittenza data la condizione di emergenza, ma mai del tutto scomparsa. Infine la dignità del singolo e della morte, offuscata dalla fame, dai soprusi e dalla lotta alla sopravvivenza.

Piero Terracina e Sami Modiano parlano della loro esperienza personale, della loro storia, ma anche delle loro riflessioni. In che modo la loro amicizia li ha aiutati a sopravvivere? Era allora possibile l’amicizia ad Auschwitz? E che ne è oggi dell’amicizia? Qual è il rapporto con la fede, dopo Auschwitz? Che cosa ha significato perdere la dignità? E la morte era ancora morte? Ad Auschwitz non si poteva più distinguere tra la morte e il decesso, tra il morire e l’essere liquidati. Lo sterminio è stato una produzione in serie, una fabbricazione di cadaveri ai quali era stata sottratta la dignità della morte. L’ebreo ridotto a non-persona, respinto in una zona in cui di umano non c’è più nulla, è stato il luogo di un esperimento, mai compiuto prima, forse il più terribile, in cui l’umanità stessa è stata messa in questione. Non abbiamo ancora davvero riflettuto su questo esperimento in cui l’uomo è stato trasformato in non-uomo. Soprattutto intorno a questa domanda, che rappresenta una sfida per la filosofia, si incentra il programma televisivo diretto da Roberto Olla e commentato da Donatella Di Cesare.

Micol Debash

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