1568678400<=1347580800
1568678400<=1348185600
1568678400<=1348790400
1568678400<=1349395200
1568678400<=1350000000
1568678400<=1350604800
1568678400<=1351209600
1568678400<=1351814400
1568678400<=1352419200
1568678400<=1353024000
1568678400<=1353628800
1568678400<=1354233600
1568678400<=1354838400
1568678400<=1355443200
1568678400<=1356048000
1568678400<=1356652800
1568678400<=1357257600
1568678400<=1357862400
1568678400<=1358467200
1568678400<=1359072000
1568678400<=1359676800
1568678400<=1360281600
1568678400<=1360886400
1568678400<=1361491200
1568678400<=1362096000
1568678400<=1362700800
1568678400<=1363305600
1568678400<=1363910400
1568678400<=1364515200
1568678400<=1365120000
1568678400<=1365724800
1568678400<=1303171200
1568678400<=1366934400
1568678400<=1367539200
1568678400<=1368144000
1568678400<=1368748800
1568678400<=1369353600
1568678400<=1369958400
1568678400<=1370563200
1568678400<=1371168000
1568678400<=1371772800
1568678400<=1372377600
1568678400<=1372982400
1568678400<=1373587200
1568678400<=1374192000
1568678400<=1374796800
1568678400<=1375401600
1568678400<=1376006400
1568678400<=1376611200
1568678400<=1377216000
1568678400<=1377820800
1568678400<=1378425600

Dove si accendono i lumi di Chanuccà

in: Ebraismo | Pubblicato da: Donato Grosser

4 Commenti

L’accensione dei lumi di Chanuccà è una mizvà di origine rabbinica istituita dai Maestri in Erez Israel nell’anno 165 prima dell’Era Volgare per ringraziare l’Eterno dopo la vittoria degli Asmonei nella guerra contro i greci seleucidi, che portò alla liberazione di Gerusalemme, al ripristino del servizio nel Tempio di Gerusalemme e al miracolo dei lumi.

Nel Talmud babilonese (Shabbat, 21b) è scritto che la mizvà dell’accensione dei lumi di Chanuccà dev’essere osservata da ogni famiglia, accendendo i lumi al di fuori della porta di casa. Così veniva fatto fino a quando gli ebrei risiedevano in Erez Israel e in Mesopotamia fino al III secolo dell’Era Volgare.

Verso la fine del III secolo E.V. quando era al potere in Mesopotamia la dinastia Sassanide, i sacerdoti della religione di Zoroastro proibivano durante alcuni periodi dell’anno l’accensione del fuoco in qualunque posto altro che nei loro luoghi di culto. Quei giorni sono menzionati nel Talmud come “periodi di pericolo” nei quali i lumi di Chanuccà vengono accesi in casa “sulla tavola”.

Accendendo i lumi in casa non si poteva pubblicizzare in modo appropriato il miracolo di Chanuccà come veniva fatto quando le famiglie ponevano i lumi al di fuori della porta di casa di fronte alla mezuzà. Pertanto i Maestri istituirono il minhag (uso) di accendere i lumi di Chanuccà anche nel Bet Ha-Kenesset. Rabbi Izchak bar Sheshet Perfet (Spagna, 1326-1408) in uno dei suoi responsi (n. 111) spiega così:

Questo minhag (uso) di accendere nel Bet Ha-Kenesset è un uso antico [introdotto] allo scopo di pubblicizzare il miracolo dal momento che non si poteva osservare la mizvà nel modo prescritto “ognuno a casa sua” ponendo [la menorà] al di fuori della porta di casa come insegnato [nel Talmud babilonese, trattato Shabbat, 21b]. Ora siamo assoggettati ai popoli e non possiamo osservare la mizvà come prescritto. E poichè quando si accende all’interno della porta di casa non si pubblicizza il miracolo altro che alle persone di casa, istituirono il minhag di accendere nel Bet Ha-Kenesset per pubblicizzarlo. In ogni modo con questa accensione nel Bet Ha-Kenesset non si esce d’obbligo e bisogna accendere di nuovo a casa propria perché la mizvà di Chanuccà è [di accendere il] “lume, ognuno a casa sua”.

È quindi importante sapere che si esce d’obbligo della mizvà dell’accensione dei lumi solo a casa. Non si esce d’obbligo con l’accensione della Menorà nel Bet Ha-Kenesset, e a maggior ragione con l’accensione della Menorà in una piazza cittadina. Quest’ultima pratica, oltre a non servire ad uscire d’obbligo, è un’innovazione alla quale si oppongono per vari motivi i più importanti decisori contemporanei di Halachà.

Nel 1973, rav Izchak Weiss z’l di Gerusalemme, nella sua opera di responsi Minchat Izchak (65:3) scrisse:

Sulla questione se si possa dire la berachà sui lumi di Chanuccà quando il pubblico e i giovani si riuniscono in una piazza cittadina, per pubblicizzare il miracolo (pirsume nisa), già i nostri Maestri ebbero difficoltà nel trovare il motivo per il quale è permesso dire la beracha nel bet ha kenesset come appare nei Responsi del Rivash (n. 111) e nei responsi Chcham Zevi (n. 88) e pertanto come potremmo pensare di fare un’innovazione che non pensarono di fare i nostri Maestri? Inoltre i Maestri non approvano riunioni di questo tipo…

Rav David Horowitz di Strasburgo nei responsi Kinian Torà, nel 1972, scrisse:

Riguardo alla novità di riunioni pubbliche dove vengono accesi i lumi di Chanuccà con la beracha, Lei cita il Sefer Hamanhig, Il Kol Bo e l’Eshkol i quali scrissero che l’accensione nel Bet Ha Kenesset è un ricordo (zecher) del Mikdash e pertanto la cosa può venire fatta solo nel bet Hakenesset e nel Bet Ha midrash che sono un Mikdash Meat (un piccolo Mikdash). Quello che scrive è certamente giusto e la cosa è dimostrata anche dallo Shulchan Aruch nelle glosse del Rema che scrive “e le mette in ordine da Est a Ovest” proprio come si faceva con i lumi della Menora (Ture Zahav) che erano allineati tra Est e Ovest. E anche nell’opera Sede Chemed (Maarechet Chanuccà, 24) è scritto che è giusto accendere nuovamente i lumi anche di mattina nel Bet Ha kenesset come veniva fatto con la menora del Bet Ha Mikdash. Da qui (impariamo) che (la cosa va fatta) solo nel bet ha kenesset a somiglianza del Bet Ha Mikdash. E in genere riguardo a queste riunioni c’è da vergognarsi perch<è per la maggior parte sono occasioni di comportamenti poco seri con uomini e donne insieme e l’accensione che non ha nulla a che fare altro che ad abbellire la festa è una beracha le vatala (una benedizione senza significato), dal momento che nessuno esce d’obbligo altro che nel bet hakenesset dove l’usanza venne stabilita dai nostri Maestri.

Rav Moshe Sternbuch di Gerusalemme, nei suoi responsi Teshuvot Ve Hanhagot (n. 398, 1992) scrisse:

Riguardo all’accensione dei lumi a un matrimonio dopo la preghiera di arvit ho dato istruzioni che non si deve accendere con la berachà. Questo perché l’accensione nel Bet Ha kenesset è un’innovazione sulla quale i poskim discussero se sia permesso recitare una berachà per un minhag. E conclusero di non andare oltre. Pertanto ci possiamo appoggiare solo su quello che è spiegato dai poskim e solo nel bet ha kenesset dove c’è un minian fisso. Invece dove il pubblico non è fisso e si aggrega provvisoriamente non stabilirono l’accensione con la berachà.

Rav Shemuel Ha Levi Wozner, autore dei responsi Shevet Ha levi (2001) scrive (4: 65):

La mia modesta opinione è che (durante dei festini) non si deve fare la berachà (sui lumi di Chanuccà) perche già i poskim ebbero difficoltà nello spiegare come sia permesso recitare la berachà nel Bet Ha Kenesset. Il Rivash scrisse che nessuno esce d’obbligo con questa accensione, e il Bet Yosef (671) scrisse che si fa per gli ospiti senza dimora per farli uscire d’obbligo con questa accensione, e tuttavia il Chacham Zevi ebbe difficoltà ad accettare questa opinione (nel suo responso n. 88). E anche l’autore dei responsi Binian Shelomo ( (n. 53) ha dubbi in proposito. Tuttavia in ogni caso (l’accensione nel bet ha kenesset) è un minhag antico come scrive il Rivash nel suo responso. E il Kol Bo scrive che il motivo (dell’accensione nel beth ha kenesset) è per fare uscire d’obbligo chi non lo sa fare (mi sheenò baki), anche perchè un abbellimento della mizvà e un pirsum del miracolo e un ricordo del Mikdash. E riguardo al motivo di fare uscire d’obbligo chi non è capace il Rivash che era il più forte dei poskim (abir ha poskim) non è d’accordo perchè scrisse che non si esce d’obbligo. E pertanto il motivo principale è quello che scrisse il Kol Bo che si fa per l’abbellimento della mizva, per il pirsum del miracolo e per ricordare il Mikdash. E pertanto si può opinare che il minhag fu stabilito solo nel bet ha kenesset dove vi è somiglianza all’accensione della Menora nel Mikdash; la prova è che i poskim discutono se nel bet ha kenesset bisogna accendere tra est e ovest o tra nord e sud (Tut, e altri poskim, cap. 671).   E hanno detto (di farlo) nel bet ha kenesset e per questo motivo è diventato uno dei sacri  minhaghim che si fanno nel bet ha kenesset, non esiste base per aggiungere cose che non vi somigliano.  E tutti i minhaghim d’Israele furono stabiliti a seguito di motivi ben chiari a coloro che gli stabilirono , e dal momento che la questione in esame non corrisponde in modo preciso (al minhag) non abbiamo autorizzazione (lett. La forza) di fare aggiunte. E nonostante che io sappia bene che in alcune città facevano la berachà in festini di questo genere, non si sa se era stato fatto con l’assenso dei Maestri. E per questo motivo è apparente che furono attenti ad accendere nel bet ha kenesset tra mincha e arvit per fare una cosa simile all’accensione della manorà del Mikdash…

Rav Yekutiel Yehuda Halberstam, autore dei responsi Divre Yaziv (2006) in un responso del 1973 scrive (Orach Chaim Parte II, n. 286):

E pertanto anche se si può fare una beracha per un minhag… quando non c’è alcun obbligo non si può dire “ve Zivanu”… e in Mor UKezia, siman 671 è scritto che se nel Bet Ha kenesset non ci sono dieci israeliti durante l’accensione, non si deve recitare la berachà… e da qui deriva chiaramente che non possiamo decidere di accendere i lumi di Chanuccà nelle strade esterne…

A New York, due tra i maggiori poskim americani, Rav Israel Belsky e rav Feivel Cohen hanno anche detto che non si deve accendere la menorà in piazza. Cosi è pure riportato a nome di Rav Moshè Feinstein zz’l. Rav Cohen aggiunge che quando Rav Weiss scrive che queste assefot per accendere in piazza “En Ruach Chachamim Nocha Hemenam” (che secondo alcuni Rishonim significa che è proibito) vuole dire che non fanno parte del minhag orginale di accendere nel Bet Ha kenesset e non vanno fatte perchè non abbiamo diritto di istituire nuovi minhaghim. Rav Cohen ha però detto che l’accensione della Menorà nel cortile di fronte al Bet Ha Kenesset può essere considerata parte del minhag e quindi potrebbe essere permesso accendere con la berachà.

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS

Tag: , , , , , ,