Mohammed Merah, un fanatico jihadista che non ha rimpianti
La prima cosa che la polizia francese fa trapelare su Mohammed Merah, il killer di Tolosa che ieri ha trucidato un maestro e tre bambini e ferendone altri, è che ”non ha alcun rimpianto” per i crimini commessi e che anzi ”avrebbe voluto fare più vittime”.
Merah, 23 anni, è un ragazzo descritto come “educato, rispettoso e cortese“, ma che nascondeva una anima nera, affiliato – ha spiegato il ministro degli Interni – ad un gruppo salafita.
Dopo aver effettuato due viaggi in Pakistan (nel 2010 e nel 2011), Merah è stato inserito nell’archivio del Dcri, l’intelligence francese, perché segnalato dai servizi pakistani, ed era conosciuto agli inquirenti anche per aver commesso 18 reati comuni, alcuni con violenza. Lui stesso si è proclamato un militante di ‘al-Qaeda‘, dicendo ai negoziatori di aver agito per “vendicare i bambini palestinesi” vittime della repressione israeliana e per ‘punire’ l’Esercito di Parigi “per i suoi interventi all’estero“, e segnatamente in Afghanistan insieme alla Nato.
Anche suo fratello arrestato all’alba – nella sua autovettura è stato trovato dell’esplosivo – è un dichiarato jihadista salafita. La madre, anche lei fermata , non ha voluto prendere contatto con Merah per farlo ragionare, come le aveva chiesto la polizia.