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Estrema destra, arresti a Napoli per banda armata

in: Blog/News | Pubblicato da: Redazione

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Progettavano attentati contro avversari politici ed ebrei

Una decina di esponenti dell’estrema destra accusati di aver partecipato a scontri di piazza a Napoli e a numerose aggressioni nei confronti di avversari politici sono stati arrestati all’alba di oggi, in un’operazione dei Carabinieri dei Ros nel capoluogo campano.

L’operazione è scattata nelle province di Napoli, Salerno e Latina e riguarda un’associazione sovversiva riconducibile a esponenti della destra extraparlamentare di Napoli.

I destinatari delle misure cautelari sono accusati, tra l’altro, di banda armata, detenzione e porto illegale di armi e materiale esplosivo, lesioni, aggressione a pubblico ufficiale e riunione non autorizzata in luogo pubblico, progettazione e realizzazione di attentati con lancio di bottiglie incendiarie contro un centro sociale di Napoli, manifestazioni non autorizzate presso la Facoltà di Lettere a Napoli, aggressioni di tipo «squadrista» contro avversari politici e sistematico indottrinamento di giovani militanti all’odio etnico e all’antisemitismo.

Le indagini dei Carabinieri dei Ros vertono in particolare sul movimento di estrema destra Casapound, protagonista negli ultimi anni di numerosi scontri con esponenti della sinistra. Dalle intercettazioni è emerso che gli indagati, che hanno la loro sede nel centro storico di Napoli, pianificavano aggressioni e pestaggi ai danni di rivali politici. Fra i reati ipotizzati dal Procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e dal sostituto Luigi Musto vi sono anche associazione sovversiva e banda armata.

Fra i dieci arrestati – posta agli arresti domiciliari  – vi è anche Emanuela Florino (candidata tra l’altro alle prossime elezioni), figlia dell’ex senatore prima del Msi e poi di An Michele. Stesso provvedimento per altre tre persone, mentre due ordinanze sono per la custodia in carcere e quattro per obblighi di dimora. Agli indagati è contestata, a vario titolo, una serie di episodi tra i quali alcuni pestaggi ai danni di giovani di sinistra nonchè l’accoltellamento, avvenuto durante la campagna per le ultime amministrative, davanti alla facoltà di Lettere della Federico II.

Secondo gli inquirenti, gli indagati – più numerosi dei dieci destinatari delle ordinanze – disponevano di coltelli e rudimentali ordigni esplosivi e alcuni di loro giravano armati durante le manifestazioni, quasi sempre non autorizzate. L’indagine è basata su intercettazioni e informative di Ros e Digos.

Il «Mein Kampf» di Adolf Hitler era al centro di riunioni di alcuni degli indagati che – afferma il Procuratore aggiunto di Napoli, Rosario Cantelmo, in una nota – erano dediti tra l’altro «alla sistematica attività di indottrinamento dei giovani militanti all’odio etnico e all’antisemitismo mediante riunioni in cui si discuteva, tra l’altro, anche dei contenuti del libro ‘Mein Kampf’ di Adolf Hitler».

L’indagine della procura di Napoli – attraverso le telefonate intercettate da Ros e Digos – hanno consentito di scoprire alcuni progetti di questo gruppo sovversivo che voleva dare fuoco a un negozio di un noto orafo a Napoli perché ebreo, e addirittura di violentare una studentessa di origine ebraica all’università, meravigliandosi di come gli altri studenti trattavano quella ragazza con normalità.

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