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	<title>Comunità Ebraica di Roma</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Un grande passo per un piccolo paese</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 13:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ariel David</dc:creator>
				<category><![CDATA[Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[Un team di giovani israeliani partecipa ad un progetto internazionale di invio di satelliti sulla Luna Sarà Israele il terzo paese, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, a far atterrare una sonda spaziale sulla Luna? È questo il sogno del team Space IL, la squadra di giovani scienziati, ingegneri e imprenditori che rappresenta i colori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-6279" title="spaceil satellite israeliano" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/spaceil-satellite-israeliano-979x1024.jpg" alt="" width="450" height="470" />Un team di giovani israeliani partecipa ad un progetto internazionale di invio di satelliti sulla Luna</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà <strong>Israele </strong>il terzo paese, dopo <strong>Unione Sovietica</strong> e <strong>Stati Uniti</strong>, a far atterrare una sonda spaziale sulla Luna? È questo il sogno del team Space IL, la squadra di giovani scienziati, ingegneri e imprenditori che rappresenta i colori israeliani nella corsa al Google Lunar X Prize. La missione: realizzare il primo viaggio sulla Luna finanziato da privati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per aggiudicarsi i 30 milioni di dollari in palio la squadra vincente dovrà far “allunare” una navicella automatizzata per poi manovrare un robot esploratore che trasmetta alla Terra immagini e dati dalla superficie del nostro satellite. Il progetto fa parte di una serie di premi che incoraggiano lo sviluppo tecnologico, come l’Ansari X Prize, che nel 2004 assegnò 10 milioni di dollari per il primo volo in orbita effettuato da privati. Ora in lizza ci sono ventisei squadre da tutto il mondo, una anche dall’Italia, che si sono sbizzarrite nel design di astronavi e “rover” esploratori: moduli sferici protetti da airbag che atterrano rimbalzando sulla superficie lunare, robot che sembrano ragni, serpenti o ricci di mare. Space IL invece punta sulla semplicità: una sonda esagonale che, almeno nelle simulazioni, si posa delicatamente tra i crateri lunari su tre bracci estensibili.<span id="more-6276"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel mondo dell’ingegneria spaziale gli israeliani sono noti come maestri nell’arte di progettare micro satelliti leggeri, maneggevoli e dotati delle ultime tecnologie. L’arma vincente potrebbero essere proprio le dimensioni ridotte della navicella, poco più che un armadietto, perché un peso ridotto significa meno consumo di carburante e quindi costi ridotti per il lancio del modulo, appropriatamente chiamato “Sparrow” – Passero .La squadra prevede che il lancio avverrà nel 2014, ma nel frattempo bisognerà riuscire a raccogliere i fondi necessari, almeno 15 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Che la bandiera con la stella di David raggiunga o no la Luna, il team Space IL ha già conseguito la vittoria più importante: i membri della squadra, che si sono impegnati a dedicare tutti i proventi di un’eventuale vittoria a progetti nel campo dell’istruzione, visitano senza sosta le scuole dello stato ebraico per parlare ai bambini di scienza e tecnologia, suscitando curiosità, stupore, e contribuendo a creare la prossima generazione di grandi sognatori.</p>
<p>Per saperne di più: <a href="http://www.spaceil.com/http://www.googlelunarxprize.org/" target="_blank">Spaceil.com</a></p>

<a href='http://www.romaebraica.it/un-grande-passo-per-un-piccolo-paese/google_moon_odyssey/' title='google_moon_odyssey'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/google_moon_odyssey-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="google_moon_odyssey" title="google_moon_odyssey" /></a>
<a href='http://www.romaebraica.it/un-grande-passo-per-un-piccolo-paese/graphic-of-google-race-to-001/' title='graphic-of-google-race-to-001'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/graphic-of-google-race-to-001-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="graphic-of-google-race-to-001" title="graphic-of-google-race-to-001" /></a>
<a href='http://www.romaebraica.it/un-grande-passo-per-un-piccolo-paese/spaceil-satellite-israeliano/' title='spaceil satellite israeliano'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/spaceil-satellite-israeliano-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="spaceil satellite israeliano" title="spaceil satellite israeliano" /></a>

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		<title>Quel giornale che nega la Shoà, finanziato dallo Stato italiano</title>
		<link>http://www.romaebraica.it/faurisson-rinascita/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Kahn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
		<category><![CDATA[negazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[shoah]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quotidiano Rinascita &#8211; che ha ricevuto un finanziamento pubblico di 2,489 milioni di euro &#8211; ha pubblicato oggi un articolo di Robert Faurisson “Impostura dell&#8217;Olocausto (Olocausto scritto fra virgolette)”. ”Costruzione del mito del genocidio, delle camere a gas e dei sei milioni di ebrei uccisi”. “Prodotti di disinfezione come lo Zyklon B”. “Claude Lanzmann [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/foto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-6269" title="foto" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/foto.jpg" alt="" width="510" height="156" /></a>Il quotidiano Rinascita &#8211; che ha ricevuto un finanziamento pubblico di 2,489 milioni di euro &#8211; ha pubblicato oggi un articolo di Robert Faurisson</strong></p>
<p><em>“Impostura dell&#8217;Olocausto (Olocausto scritto fra virgolette)”.</em></p>
<p><em>”Costruzione del mito del genocidio, delle camere a gas e dei sei milioni di ebrei uccisi”.</em></p>
<p><em>“Prodotti di disinfezione come lo Zyklon B”.</em></p>
<p><em>“Claude Lanzmann ci ha gratificati con un documentario-documenzognero di oltre nove ore: Shoah”.</em></p>
<p><em>“L’Olocausto (sempre tra virgolette) non è decisamente altro che una gigantesca impostura”.</em></p>
<p><em>“Il revisionismo non è un&#8217;ideologia ma un rimedio alla tentazione dell&#8217;ideologia”.</em></p>
<p><em>&#8220;Le pretese camere a gas hitleriane ed il preteso genocidio degli ebrei formano una sola e medesima menzogna storica, che ha permesso una gigantesca truffa politico finanziaria di cui i principali beneficiari sono lo Stato di Israele ed il sionismo internazionale, e le cui principali vittime sono il popolo tedesco — ma non i suoi dirigenti — e l&#8217;intero popolo palestinese.&#8221;<span id="more-6268"></span><br />
</em></p>
<p>Queste sono solo alcune delle vergognose espressioni revisioniste e soprattutto negazioniste della Shoà di un articolo firmato da Robert Faurisson e che sono state pubblicate – senza commento, senza prenderne le distanze, senza alcun senso di vergogna e di pudore – dallo pseudo giornale ‘Rinascita’, diretto dal giornalista Ugo Gaudenzi.</p>
<p>Un articolo – dal titolo “Contro l’Hollywoodismo, il Revisionismo” – che in realtà è la relazione che lo stesso Faurisson ha tenuto agli inizi di febbraio a Teheran, volta a negare la Shoà e lo stermino degli ebrei.</p>
<p>Perché ‘Rinascita’ – giornale che ha ricevuto dallo Stato italiano la bellezza di un finanziamento pubblico di ben 2,489 milioni di euro per il 2010 – pubblica senza commento una tale vergogna?</p>
<p>La risposta sta forse nel comprendere chi sia questo Gaudenzi (in passato giornalista dell’Ansa) e cosa pensi, rileggendosi l’intervista che ha rilasciato pochi giorni fa (<a href="http://pocobello.blogspot.com/2012/02/steno-lamonica-intervista-il-direttore.html" target="_blank">Pocobello.blogspot.com</a>).</p>
<p>In quella occasione Gaudenzi dà libero sfogo alle sue pulsioni culturali, parlando di religioni (<strong><em>Il monoteismo orientale è fonte di pensiero unico e totalitario); di</em></strong> politica (<em>Nutro un profondo rispetto per Benito Mussolini, per le sue idee e realizzazioni socialiste, sociali. Per la sua geopolitica di liberazione nazionale, euro mediterranea, per l’universalità del suo messaggio – mutuato dal risorgimento e dal socialismo autentico – di riscatto dei popoli poveri, delle nazioni proletarie, contro le plutocrazie</em>) e ci spiega la sua visione dei rapporti tra palestinesi e israeliani (<em>Personalmente sono stato a Beirut per tre anni, fino alle stragi di Sabra e Shatyla. Oltre a conoscere la storia del Vicino Oriente, ho quindi anche visto con i miei occhi la </em><strong><em>vergognosa continua rapina di una terra altrui al popolo che vi abitava</em></strong><em><strong>.</strong></em><em> </em><em>Difendiamo l’identità ancestrale di una terra che si è sempre chiamata “Palestina”, la terra dei filistei, dei palestinesi, e che è stata regalata a Jalta, da Stalin, Roosevelt e Churchill, ad un’etnia aliena, una “comunità” che su quella terra poteva soltanto vantare una “promessa” del suo dio).</em></p>
<p>Bene, dopo averlo letto ci chiediamo: ma perché lo Stato italiano deve continuare a finanziare il suo giornale? Per continuare a fare disinformazione e per negare la Shoà?</p>

<a href='http://www.romaebraica.it/faurisson-rinascita/foto/' title='foto'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/foto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto" title="foto" /></a>
<a href='http://www.romaebraica.it/faurisson-rinascita/gaudenzi/' title='gaudenzi'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/gaudenzi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="gaudenzi" title="gaudenzi" /></a>

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		<title>Se si ospitano i negazionisti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Di Cesare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[negazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[shoah]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Rinascita&#8221; pubblica l&#8217;intervento di Robert Faurisson che oltraggia la Shoah Non è la prima volta che “Rinascita”, giornale diretto da Ugo Gaudenzi, ospita un articolo di Robert Faurisson. Lo aveva già fatto il 13 maggio del 2010 offrendo lo spazio delle proprie colonne alle menzogne del negazionista francese. D’altronde la testata, che si richiama a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6264" title="Robert Faurisson" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/Robert-Faurisson.jpg" alt="" width="216" height="221" />&#8220;Rinascita&#8221; pubblica l&#8217;intervento di Robert Faurisson che oltraggia la Shoah</strong></p>
<p>Non è la prima volta che “Rinascita”, giornale diretto da <strong>Ugo Gaudenzi</strong>, ospita un articolo di <strong>Robert Faurisson</strong>. Lo aveva già fatto il 13 maggio del 2010 offrendo lo spazio delle proprie colonne alle menzogne del negazionista francese.</p>
<p>D’altronde la testata, che si richiama a un non ben chiaro «socialismo nazionale», si è resa negli ultimi anni protagonista di una campagna di odio contro <strong>Israele </strong>e non ha esitato a dare voce anche a negazionisti italiani.</p>
<p>Gli attacchi puntano non solo contro lo Stato di Israele, ma si estendono al mondo ebraico nel suo complesso e a quelli che con disprezzo vengono chiamati gli «israeliani d’Italia». Agli articoli di politica estera si sommano così quelli di politica interna, un contesto nel quale “Rinascita” si è scagliata contro la proposta di una legge contro il <strong>negazionismo</strong>. <span id="more-6263"></span>Ma non vanno sottovalutati neppure gli interventi con pretese pseudo-culturali o le accuse dallo sfondo teologico, come quelle affidate a Alain de Benoist.</p>
<p>Scorrendo dunque pagine che, lungi dal promuovere un dibattito, istigano all’odio e alla violenza, non dovrebbe quasi stupire imbattersi in un articolo di Faurisson. Eppure lo stupore resta e si mescola all’amarezza di dover constatare che in <strong>Italia </strong>sia consentito al negazionista francese pubblicare la relazione tenuta solo qualche giorno fa a Teheran e intitolata: <em>Contro l’Hollywoodismo, il Revisionismo</em>. In <strong>Francia </strong>o in <strong>Germania </strong>non sarebbe possibile. Perché si tratta di oltraggio alle vittime e istigazione all’odio.</p>
<p>Faurisson ripete infatti che la Shoah sarebbe un «mito» creato dall’industria cinematografica di Hollywood, nelle mani degli ebrei che ne hanno approfittato per sacralizzarlo facendone «una sorta di religione». Il modo per arginare il complotto ebraico sarebbe il «revisionismo», etichetta con cui Faurisson pretenderebbe di camuffare la propria negazione. Nulla di nuovo, dunque. Ma perché si deve sopportare questo reiterato oltraggio alle vittime che non ci sono più? Questo insulto ai sopravvissuti e ai loro parenti? Questo veleno che si diffonde e minaccia la democrazia?</p>
<p>Fa riflettere, da ultimo, un occhiello non firmato che compare sotto l’intervento di Faurisson. Il titolo del trafiletto è <em>l’Iran ha rotto l’idolo dell’Olocausto</em>. La notizia è fornita senza neppure l’ombra di un commento che denoti una distanza dalle parole di Ahmadinejad. Chi scrive dunque le condivide? E chi è a scrivere? La redazione? Chi si assume, dentro “Rinascita”, la responsabilità politica e etica di parlare di «idolo» della Shoah? D’altronde un giornale che più volte è caduto nell’apologia di fascismo non dovrebbe essere già chiuso?</p>
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		<title>La Commissione Esteri della Camera in visita oggi in Israele e nei Territori palestinesi</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Avigdor Lieberman]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[Knesset]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[territori palestinesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Prende avvio oggi la missione in Medio Oriente di una delegazione della Commissione Affari esteri della Camera, guidata dal presidente Stefano Stefani e composta da Franco Frattini e Francesco Tempestini. &#8221;Questo viaggio &#8211; ha dichiarato Stefani &#8211; contribuisce a confermare l&#8217;appoggio dell&#8217;Italia al processo di pace tra Israeliani e Palestinesi che deve rimanere il punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4788" title="antisemitismo camera" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2011/10/antisemitismo-camera.jpg" alt="" width="240" height="156" />Prende avvio oggi la missione in <strong>Medio Oriente </strong>di una delegazione della <strong>Commissione Affari esteri della Camera</strong>, guidata dal presidente <strong>Stefano Stefani</strong> e composta da <strong>Franco Frattini</strong> e <strong>Francesco Tempestini</strong>.</p>
<p>&#8221;<em>Questo viaggio</em> &#8211; ha dichiarato Stefani &#8211; <em>contribuisce a confermare l&#8217;appoggio dell&#8217;Italia al processo di pace tra Israeliani e Palestinesi che deve rimanere il punto centrale del Medio Oriente. Di certo l&#8217;Italia continuerà a sostenere l&#8217;attuazione del percorso fissato nella Road Map che si basa sulla rinuncia alla violenza e sul riconoscimento reciproco delle parti</em>&#8221;.<span id="more-6261"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Fittissimo il programma e l&#8217;agenda della visita che vedrà il Presidente Stefani incontrare in <strong>Israele </strong>il Ministro per l&#8217;Intelligence e l&#8217;<strong>energia atomica</strong>, il Ministro degli Esteri <strong>Avigdor Lieberman</strong>, il Vice Ministro <strong>Silvan Shalom</strong>, lo Speaker della <strong>Knesset </strong>Rivlin e l&#8217;omologa Commissione esteri della Knesset. Significativi anche gli incontri che la delegazione avrà nei territori palestinesi con il Primo Ministro <strong>Fayyad</strong>, il Ministro degli Esteri Malki, il Coordinatore Speciale <strong>ONU </strong>per il processo di pace, Robert Serry ed il Commissario Generale Filippo Grandi presso l&#8217;UNRWA.</p>
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		<title>Quando l’arte va all’asta per sostenere la Memoria</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia De Benedetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità Ebraica di Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[primo levi]]></category>
		<category><![CDATA[yad vashem]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 febbraio verranno battute opere di 44 artisti: i proventi serviranno per le attività del Museo e dell’Istituto storico della Resistenza di Torino La crisi colpisce anche la memoria. Nell&#8217;attuale periodo di crisi economica, il contributo degli enti locali e territoriali pare non essere più assicurato anche per il Museo Diffuso della Resistenza di Torino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6257" title="Thomas Geve" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/Thomas_Geve.jpg" alt="" width="269" height="187" />Il 28 febbraio verranno battute opere di 44 artisti: i proventi serviranno per le attività del Museo e dell’Istituto storico della Resistenza di Torino</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La crisi colpisce anche la memoria. Nell&#8217;attuale periodo di crisi economica, il contributo degli enti locali e territoriali pare non essere più assicurato anche per il <strong>Museo Diffuso della Resistenza di Torino</strong> e <strong>l&#8217;Istituto Storico della Resistenza di Torino</strong>, che rischiano la cessazione delle proprie attività.</p>
<p>Per scongiurare una simile ipotesi i due enti hanno promosso una serie di iniziative di raccolta fondi. Le opere donate da 44 artisti saranno esposte e battute all’<strong>asta</strong>nella storica sede della <strong>Bolaffi</strong> di Torino. La Mostra sarà inaugurata oggi 21 febbraio e sarà visibile al pubblico fino al 28 febbraio giorno in cui si svolgerà l’asta pubblica. <span id="more-6256"></span>Numerosi e noti artisti presentano i loro lavori, donati per essere battuti il <strong>28 febbraio</strong>. I proventi andranno a sostegno delle due istituzioni cittadine che la comunità torinese e piemontese hanno voluto e sostenuto a salvaguardia della memoria storica di un periodo che appartiene alla nostra identità.</p>
<p>Il Museo Diffuso, inaugurato nel maggio 2003, nel settecentesco palazzo “dei <strong>Quartieri Militari</strong>”, è un centro d’interpretazione e documentazione sulla storia del Novecento e sulle tematiche dei diritti umani e delle libertà.</p>
<p>Al pian terreno la sala di accoglienza introduce, per mezzo di installazioni grafiche e multimediali, alle tematiche del Museo; il bookshop mette a disposizione materiale informativo, i cataloghi delle mostre, testi di narrativa e saggistica.</p>
<p>Dal cortile interno si scende nell’allestimento permanente del Museo: un percorso multimediale interattivo, che attraverso testimonianze, immagini, filmati e suoni, conduce il visitatore in un viaggio virtuale in Torino, nel decennio che va dalle <strong>Leggi razziali del 1938</strong> alla riconquista dei diritti, sancita dalla Costituzione<strong> </strong>repubblicana del 1948. Dallo stesso locale è inoltre possibile accedere al <strong>rifugio antiaereo</strong>, scoperto, 12 metri sotto terra, durante i lavori di ristrutturazione. Le mostre temporanee sono ospitate e allestite al secondo piano del palazzo ove si trova una sala conferenze nella quale si svolgono iniziative collaterali alle esposizioni: proiezioni, incontri, dibattiti, convegni presentazioni di libri, rappresentazioni teatrali.</p>
<p>Il Museo promuove la valorizzazione dei luoghi di memoria, normalmente non accessibili o poco conosciuti, presenti sul territorio cittadino attraverso percorsi di visita tematici legati alla lotta clandestina contro l&#8217;occupazione nazifascista, alla Resistenza, alla deportazione e alla vita quotidiana durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>Nello stesso Palazzo hanno sede tre istituti specializzati nella storia del Novecento: <strong>l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza</strong>, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” e il <strong>Centro Internazionale di Studi “Primo Levi”.</strong></p>
<p><strong>Per la prima volta</strong> in Italia fino al 13 maggio il Museo Diffuso ospita 50 dei 79 disegni realizzati dal giovanissimo <strong>Thomas Geve</strong> in una mostra temporanea intitolata “ Qui non ci sono bambini. Infanzia e deportazione”. Thomas Geve aveva tredici anni quando, nel 1943, fu internato ad Auschwitz insieme alla madre, che morì nel campo. Assegnato ai lavori forzati, Thomas sopravvisse; fu trasferito a Gross-Rosen e poi a Buchenwald, dove fu liberato nell&#8217;aprile 1945.  Il titolo della mostra nasce dal tragico destino dei bambini nei campi di sterminio: una volta arrivati venivano mandati alle camere a gas e potevano salvarsi solo se apparivano più grandi della loro età o se mentivano, per essere inclusi tra gli adulti idonei al lavoro. Thomas Geve si salvò perché venne destinato a imparare il mestiere di muratore. I suoi disegni rappresentano una testimonianza straordinaria per la lucidità con la quale un ragazzino di 15 anni è riuscito a rappresentare la realtà del Lager, descrivendo l&#8217;orrore che ha vissuto in tenera età. Con il rispetto dovuto all&#8217;unicità delle singole esperienze di vita, si può considerare quello di Geve il corrispettivo in termini visivi del Diario di Anne Frank. Due testimonianze pressoché uniche che raccontano l&#8217;esperienza concentrazionaria dal punto di vista dei bambini. I disegni originali sono conservati a Gerusalemme a <strong>Yad Vashem</strong> e non sono trasportabili a causa della fragilità della carta.</p>

<a href='http://www.romaebraica.it/quando-l%e2%80%99arte-va-all%e2%80%99asta-per-sostenere-la-memoria/thomas_geve/' title='Thomas Geve'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/Thomas_Geve-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Thomas Geve" title="Thomas Geve" /></a>
<a href='http://www.romaebraica.it/quando-l%e2%80%99arte-va-all%e2%80%99asta-per-sostenere-la-memoria/museo-resistenza-torino/' title='museo resistenza torino'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/museo-resistenza-torino-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="museo resistenza torino" title="museo resistenza torino" /></a>

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		<title>Iran, cancellata partita di calcio con squadra serba perché l’allenatore è israeliano</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 16:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>

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		<description><![CDATA[La ragione? Semplicemente perché l’allenatore è israeliano Il boicottaggio dei Paesi arabi contro Israele non conosce limiti e supera anche i confini della logica. Non si contavano in passato cancellazioni di incontri sportivi tra atleti arabi e atleti israeliani, ma l’ultima decisione della Sepahan Isfahan, squadra di calcio ai vertici della Serie A iraniana, è a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6254" title="Avram Grant" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/Avram-Grant.jpg" alt="" width="270" height="160" />La ragione? Semplicemente perché l’allenatore è israeliano</strong></p>
<p>Il boicottaggio dei Paesi arabi contro <strong>Israele </strong>non conosce limiti e supera anche i confini della logica. Non si contavano in passato cancellazioni di incontri sportivi tra atleti arabi e atleti israeliani, ma l’ultima decisione della <strong>Sepahan Isfahan</strong>, squadra di calcio ai vertici della <strong>Serie A iraniana</strong>, è a dir poco incredibile: niente partita amichevole con la squadra serba del <strong>Partizan</strong>.</p>
<p>Il perché è stato così motivato: il suo allenatore, <strong>Avram Grant</strong> é israeliano.<span id="more-6253"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono rammaricato per la cancellazione dell&#8217;incontro &#8211; ha  commentato Grant, citato dal sito &#8216;Serbian Cafe&#8217; &#8211; Mi hanno detto che si tratta della mia nazionalità israeliana, ma io non ho mai mischiato lo sport con la politica e non comincero&#8217; a farlo ora&#8221;. La squadra serba non è nuova a questo tipo di vicende anti sportive. In passato non e&#8217; riuscita a partecipare a un allenamento a Dubai proprio perché Grant, a causa della sua nazionalità, ha avuto difficoltà a ottenere il visto.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli allenamenti si sono poi svolti in Israele. Di fronte a queste discriminazioni, a nulla e&#8217; valso finora il curriculum del &#8216;mister&#8217;, che ha allenato la nazionale israeliana ed e&#8217; stato &#8216;director of football&#8217; e poi allenatore del pluripremiato club londinese Chelsea, prima di arrivare sulla panchina del Partizan di Belgrado.</p>
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		<title>Il commento della settimana. Parashà di Mishpatim: quanto ci vuole per andare da Gerusalemme a Roma e ritorno?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 08:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donato Grosser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog/News]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella parashà di Mishpatim è scritto: “Non maledire il giudice e non augurare la rovina di un leader del tuo popolo” (Shemot, 22:27). Questo versetto è citato dal Talmud Bava Batrà (3b-4a) in occasione di un episodio che descrive come il re Erode il Grande decise di restaurare il Bet Ha-Miqdash (il Santuario di Gerusalemme). Il primo Santuario era stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1403" title="Torah" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2010/07/Torah-300x284.jpg" alt="" width="270" height="256" />Nella parashà di <strong>Mishpatim</strong> è scritto: “<em>Non maledire il giudice e non augurare la rovina di un leader del tuo popolo</em>” (Shemot, 22:27).</p>
<p style="text-align: justify;">Questo versetto è citato dal <strong>Talmud <em>Bava Batrà</em></strong> (3b-4a) in occasione di un episodio che descrive come il re <strong>Erode il Grande</strong> decise di restaurare il <strong>Bet Ha-Miqdash</strong> (il Santuario di Gerusalemme). Il primo Santuario era stato costruito da <strong>re Salomone</strong>, 480 anni dopo l’uscita dall’<strong>Egitto</strong> ed era stato distrutto 410 anni dopo da Nabuccodonosor.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo settant’anni di esilio babilonese gli israeliti tornarono in<strong> Erez Israel </strong>con Ezra e Nehemia e ricostruirono le mura di <strong>Gerusalemme </strong>e il <strong>Santuario</strong>. Dopo oltre trecento anni il Santuario era in condizioni cadenti.<span id="more-6250"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle pagine citate del Talmud è raccontato che re Erode, che era salito al trono con l’appoggio dei romani, eliminando quello che restava della dinastia reale degli Asmonei, uccise anche gran parte dei Chakhamim (i Maestri di Torà) che  si trovavano nel suo territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Così fece perché li sospettava di tramare contro di lui perché nella Torà è scritto “Nominerai un Re scegliendolo tra i tuoi fratelli” (Devarim, 17:15) ed Erode non aveva le qualifiche necessarie per diventare Re poichè veniva da una famiglia di schiavi liberati di origine edomita. Erode lasciò tuttavia in vita un Chakham chiamato Bava figlio di Buta per utilizzarne i servizi di consigliere, dopo averlo accecato.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, sospettando anche di R. Bava, facendo finta di essere uno straniero, un giorno Erode si avvicinò a R. Bava e gli disse: “Guarda cosa fa questo schiavo malvagio [cioè Erode] che ha ucciso i Chakhamim”.  R. Bava rispose: “Cosa vuoi che ne faccia”?  Ed Erode rispose: “Voglio che tu lo maledica”. R. Bava  rifiutò citando il versetto “Anche nei tuoi pensieri non maledire un Re” (Ecclesiaste, 10:20). Erode rispose: “Questo non è un Re, perché uno schiavo liberato non può diventare Re”. R. Bava  rispose: “Anche se fosse solo un  uomo ricco, è scritto: Non maledire un ricco neppure nella tua camera da letto” (ibid.); e aggiunse che anche se fosse stato solo un leader, nello stesso versetto è scritto: “<em>Non augurare la rovina di un leader del tuo popolo</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Erode ribattè: “Questo vale solo per uno che si comporta bene e osserva la Torà come uno del &#8216;tuo popolo&#8217;, ma costui non si comporta come uno del tuo popolo”. R. Bava rispose: “Ho paura di lui”. Erode disse che erano solo loro due e non c’era nessuno che avrebbe potuto riferire ad Erode. Al che R. Bava gli citò l’ultima parte del versetto: “Perché un uccello del cielo porta la voce e un volatile racconta i fatti”.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto Erode disse: “Io sono Erode e se avessi saputo che i Maestri erano così avveduti, non li avrei uccisi. Ora dimmi come posso fare ammenda”. R. Bava  rispose che poteva fare ammenda restaurando il Santuario di Gerusalemme che era in condizioni cadenti.  A Erode che aveva risposto che temeva di prendere un’iniziativa del genere senza l’autorizzazione dell’imperatore romano, R.  Bava rispose: “Manda un ambasciatore a chiedere l’autorizzazione, e fai in modo che impieghi un anno per arrivare a <strong>Roma</strong>, si fermi li per un anno a negoziare e impieghi un anno per tornare. Nel frattempo potrai smantellare il Santuario e ricostruirlo”.  Erode seguì questo consiglio e quando l’ambasciatore tornò dopo tre anni, gli portò questo messaggio da Roma: “Se  non hai ancora smantellato il Santuario, non farlo; se l’hai già fatto non ricostruirlo; se l’hai già ricostruito ti sei comportato come gli schiavi che prima fanno e poi chiedono permesso. Ricordati che anche se hai preso il potere con le armi, conosciamo la tua genealogia: non sei né un Re né un figlio di Re, ma uno schiavo che si è liberato”.</p>
<p style="text-align: justify;">La restaurazione del Santuario di Gerusalemme fu iniziata nel diciottesimo anno del regno di Erode (così scrive Giuseppe Flavio nelle sue <em>Antichità Giudaiche</em>, libro XVI, cap. XI) corrispondente all’anno 21 A.E.V. La costruzione era così bella che nel Talmud è detto: “Chi non ha visto il Tempio di Erode non ha mai visto un bell’edificio in vita sua”. Erode per costruirlo usò marmi di colori blu, verde e bianco interposti a file alternate sporgenti e rientranti in modo da usare il cemento solo sul retro. Erode avrebbe voluto coprire la facciata con lastre d’oro, ma i Chakhamim lo dissuasero, convincendolo che la facciata era più bella con i soli colori del marmi che davano l’impressione delle onde del mare.</p>
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		<title>Israele acquisterà dalla Alenia-Aermacchi 30 aerei da addestramento, modello M-346</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 18:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciata d'Israele in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[naor gilon]]></category>

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		<description><![CDATA[La commessa ha un valore di 1 miliardo di dollari La scelta di Israele di acquistare da Alenia-Aermacchi (gruppo Finmeccanica) 30 addestratori di ultima generazione M-346 &#8220;porta le relazioni tra Israele e Italia ad un nuovo livello&#8220;. Così il neo ambasciatore israeliano a Roma, Naor Gilon, ha commentato l&#8217;accordo sottoscritto oggi con Alenia-Aermacchi, che, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-6247" title="M-346_15" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/M-346_15-300x214.jpg" alt="" width="270" height="193" />La commessa ha un valore di 1 miliardo di dollari</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di <strong>Israele</strong> di acquistare da <strong>Alenia-Aermacchi</strong> (<strong>gruppo Finmeccanica</strong>) 30 addestratori di ultima generazione M-346 &#8220;<em>porta le relazioni tra Israele e <strong>Italia </strong>ad un nuovo livello</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il neo ambasciatore israeliano a <strong>Roma</strong>,<strong> Naor Gilon</strong>, ha commentato l&#8217;accordo sottoscritto oggi con Alenia-Aermacchi, che, ha aggiunto, &#8220;<em>é il frutto di un lunga e importante trattativa tra i Ministeri della Difesa di Israele e Italia, le due Forze aeree e le rispettive industrie della Difesa, durata un anno e mezzo</em>&#8220;, e, &#8220;<em>rafforza ancora di più le già forti relazioni tra Israele e Italia, crea nuovi posti di lavoro e favorisce lo sviluppo economico di entrambi i Paesi</em>&#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ambasciatore, a conferma della rilevanza dell&#8217;intesa e dell&#8217;apprezzamento dato al velivolo italiano, ha ricordato che &#8220;questa è la prima volta dagli anni &#8217;70 che Israele compra jet non di fabbricazione americana.<span id="more-6243"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le trattative sono state gestite direttamente dall&#8217;<strong>Ambasciata d&#8217;Israele a Roma</strong> e dall’addetto militare, con il personale coinvolgimento del <strong>Direttore Generale dei Ministero della Difesa israeliano Maggiore Generale Udi Shani e del Direttore Generale del Ministero della Difesa italiano Generale di Squadra Aerea Claudio Debertolis</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8221;Questo grande accordo con il Governo italiano</em> &#8211; ha detto il generale Shani - <em>ci permetterà di sostituire i jet Skyhawk, in servizio per l&#8217;addestramento dell&#8217;IAF (Israel Air Force) da 40 anni. Questo, inoltre, aumenterà la possibilità di finanziare progetti di strategica importanza per la sicurezza di Israele. In aggiunta, l&#8217;accordo inietterà nuovo vigore nell&#8217;Industria di Difesa di Israele. Gli impegni italiani all&#8217;acquisto creeranno centinaia di nuove opportunità lavorative per l&#8217;industria della Difesa di Israele</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La commessa – che ha un valore da un miliardo di dollari – dovrà ora ottenere la ratifica definitiva da parte del ministro della Difesa israeliano Ehud Barak, poi sarà sottoposta al Governo e, infine, al Parlamento (Knesset) di Israele.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aereo M346 possiede una elevata manovrabilità grazie alle scelte operate in fase di progettazione, come ad esempio il largo uso di materiali compositi, un rapporto peso-potenza minimo, e le soluzioni aerodinamiche. L&#8217;M-346 può raggiungere i 1 085 km/h a 1 500 metri ma l&#8217;aereo può raggiungere in picchiata Mach 1,2.</p>

<a href='http://www.romaebraica.it/israele-acquistera-dalla-alenia%e2%80%93aermacchi-30-aerei-da-addestramento-modello-m-346/aermacchi-m346-cutaway/' title='aermacchi-m346-cutaway'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/aermacchi-m346-cutaway-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="aermacchi-m346-cutaway" title="aermacchi-m346-cutaway" /></a>
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		<title>Sterminio nazista dei disabili</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 16:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Adolf Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
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		<category><![CDATA[nazisti]]></category>
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		<description><![CDATA[Alla casa della Memoria di Roma in mostra documenti e fotografie, fino al 6 marzo Attraverso documenti e fotografie la mostra In Memoriam. Aktion T4. Lo sterminio nazista delle persone con disabilità, alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 17 febbraio al 6 marzo 2012, riporta all&#8217;attenzione del pubblico la tragedia delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6240" title="In Memoriam Aktion T4" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/In-Memoriam-Aktion-T4.jpg" alt="" width="187" height="270" />Alla casa della Memoria di Roma in mostra documenti e fotografie, fino al 6 marzo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso documenti e fotografie la mostra <strong>In Memoriam. Aktion T4</strong>. Lo sterminio nazista delle persone con disabilità, alla <strong>Casa della Memoria e della Storia di Roma</strong> dal 17 febbraio al 6 marzo 2012, riporta all&#8217;attenzione del pubblico la tragedia delle pratiche di uccisione condotte dai <strong>nazisti </strong>sulle persone con disabilità. L&#8217;iniziativa &#8211; a cura dell&#8217;<strong>Anpi</strong> di <strong>Roma </strong>e del <strong>Lazio </strong>- racconta la storia dolorosa, ma spesso dimenticata, della soppressione scientifica dei più deboli, coloro che non rientravano nei parametri di perfezione e produttività elaborati dalla logica nazista.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;allestimento &#8211; composto da 33 pannelli &#8211; l&#8217;illustrazione degli esperimenti medici condotti sui bambini, le testimonianze ed infine il dopoguerra, con il processo di Norimberga ai medici nazisti, a cui seguì il silenzio e l&#8217;indifferenza di oltre venti anni, interrotto da alcuni psichiatri di nuova generazione che sollevarono l&#8217;imbarazzante velo su questa pagina di storia. <span id="more-6239"></span>La politica di sterminio dei portatori di handicap prende avvio ufficialmente con una lettera di <strong>Hitler </strong>dell&#8217;ottobre 1939 che autorizza la &#8221;concessione di una morte pietosa ai pazienti considerati incurabili&#8221;. Il programma &#8221;eutanasia&#8221; prese avvio presso ospedali e case di cura con l&#8217;eliminazione dei bambini sotto i tre anni di età affetti da &#8221;gravi malattie ereditarie&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I pazienti affetti da patologie fisiche mentali e sensoriali non produttivi furono dapprima censiti negli ospedali tedeschi, in seguito trasferiti in edifici isolati, ex caserme, penitenziari, case di cura adattati appositamente per ucciderli. Le vittime venivano prelevate senza l&#8217;autorizzazione dei familiari, i quali ricevevano un certificato che attestava la morte avvenuta per cause naturali e la comunicazione che la cremazione del corpo era già stata effettuata per impedire il propagarsi di epidemie.</p>
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		<title>La scelta di Matan</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 17:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jonathan Pacifici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia è di quelle che passano senza far grande rumore: il Ministro Israeliano della Homeland Security Matan Vilnai si dimette perché nominato domenica dal governo come prossimo Ambasciatore d’Israele a Pechino. Nato a Gerusalemme nel 1944 è stato militare di carriera ricoprendo importantissimi incarichi e giungendo fino al grado di Generale e Vice Capo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6237" title="Matan Vilnai  2" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/Matan-Vilnai-2-300x250.jpg" alt="" width="270" height="225" />La notizia è di quelle che passano senza far grande rumore: il Ministro Israeliano della Homeland Security <strong>Matan Vilnai </strong>si dimette perché nominato domenica dal governo come prossimo <strong>Ambasciatore d’Israele </strong>a <strong>Pechino</strong>.</p>
<p>Nato a <strong>Gerusalemme </strong>nel 1944 è stato militare di carriera ricoprendo importantissimi incarichi e giungendo fino al grado di Generale e Vice Capo di Stato Maggiore. Tra le molte imprese di cui è stato parte basti ricordare il raid di Entebbe del quale Vilnai fu Vice Comandante, guidando il team che fece irruzione nel terminal per liberare gli ostaggi.</p>
<p>Nel 1999 Vilnai viene eletto alla <strong>Knesset </strong>nelle file del partito Laburista per ricoprire poi incarichi di <strong>Ministro della Scienza, Cultura e Sport</strong> fino all’ultimo di Ministro per la Homeland Security, tema particolarmente caldo considerando la minaccia missilistica che incombe su Israele dai fronti vicini e lontani.<span id="more-6235"></span></p>
<p>La scelta di Vilnai come ambasciatore presso la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> non è una scelta ovvia soprattutto perché in quota alle 11 nomine che spettano al Ministro degli Esteri Liberman  (quindi non una nomina di un diplomatico di carriera)  che in questo caso assegna una delle Ambasicate più prestigiose ad un avversario politico. Il Premier <strong>Netanyahu</strong> ha sottolineato l’importanza di questa scelta dicendo che <strong>Israele </strong>ha tutta l’intenzione di migliorare i rapporti con il colosso asiatico dal punto di vista politico, militare e soprattutto economico. La scelta di Matan Vilnai come Ambasciatore di rango ministeriale è un forte segnale a Pechino dell’attenzione che Israele pone nei rapporti bilaterali, anche perché nella cultura cinese la seniority è un fattore estrermamente importante.</p>
<p>Il Premier stesso, poche settimane fa in occasione dell’ingresso dell’anno del Dragone, aveva inviato un messaggio <strong>You Tube</strong> al popolo cinese, in cinese, suscitando anche qualche battuta di spirito da parte dei suoi oppositori. E sempre in tema di opposizione c’è da dire che c’è chi vede in questa nomina un puro calcolo politico. Vilnai ha infatti seguito Ehud Barak nella sfortunata secessione dal Labour nel nuovo gruppo parlamentare Atzmaut che i sondaggi danno sotto lo sbarramento e fuori dalla prossima Knesset.</p>
<p>Nello stesso Likud si vocifera che Natanyhau sia interessato ad inserire d’ufficio Barak nella prossima lista del Likud (senza farlo presentare a delle primarie nelle quali non avrebbe nessuna speranza). La nomina di Vilnai, la cui carriera politica sembrerebbe comunque finita, sarebbe quindi la prima mossa di un valzer che prepara lo scioglimento della Knesset e le elezioni anticipate che si fanno sempre più probabili dopo il blitz con il quale il Premier è stato riconfermato alla guida del Likud. Ciò spiegherebbe anche la disponibilità di Vilnai ad accettare un incarico che pur prestigioso è tecnicamente un passo indietro rispetto ad una poltrona di taglio militare attorno al tavolo del Governo. Pechino intanto, che ha da poco mandato in Israele una giovane e brillante Ambasciatrice, la Sig.ra Gao Yanping, guarda alla scelta di Matan Vilnai con grande attenzione.</p>

<a href='http://www.romaebraica.it/la-scelta-di-matan/matan-vilnai/' title='Matan Vilnai'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/Matan-Vilnai-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Matan Vilnai" title="Matan Vilnai" /></a>
<a href='http://www.romaebraica.it/la-scelta-di-matan/matan-vilnai-2/' title='Matan Vilnai  2'><img width="150" height="150" src="http://www.romaebraica.it/wp-content/uploads/2012/02/Matan-Vilnai-2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Matan Vilnai  2" title="Matan Vilnai  2" /></a>

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