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Ferdinando De Leoni, combattente per la giustizia e la libertà

in: Eventi | Pubblicato da: Daniele Toscano

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Nel libro “Il falco vola, compagni addio!”, di Vincenzo Pompeo Calò, la storia del partigiano e presidente dell’Anpi

“Il falco vola, compagni addio!”: questo è stato il titolo scelto da Vincenzo Pompeo Calò per il suo libro su Ferdinando De Leoni, partigiano e poi Presidente dell’ANPI, venuto a mancare nel novembre scorso: con esso l’autore ha voluto richiamare il saluto che Ferdinando rivolgeva agli altri combattenti che non ce la facevano.

“È stato il simbolo della rivolta all’oppressione”, ha affermato Silvia Haia Antonucci dell’Archivio Storico della Comunità Ebraica di Roma, per l’occasione moderatrice nella presentazione del libro.

La celebrazione di questa figura in occasione della ricorrenza della festa della Liberazione del 25 aprile ha visto la partecipazione di molteplici personaggi autorevoli. All’evento, organizzato da Claudio Procaccia e Lilli Spizzichino, sono intervenuti il Presidente della Provincia Nicola Zingaretti e quello della regione Renata Polverini; hanno poi espresso il loro ricordo di De Leoni i rappresentanti di numerose organizzazioni: Vittorio Cimiotta (Presidente FIAP Roma e Lazio), Annamaria Casavola (Direttrice Bollettino ANEI), Rosetta Stame (Presidente ANFIM), Maurizio Ascoli (Presidente ANED). I vari interventi sono stati inframmezzati dalla proiezione di filmati relativi alla lotta partigiana e da letture di brani del testo di Vincenzo Calò.

La storia di Ferdinando de Leoni non rappresenta solamente la lotta partigiana contro l’occupazione nazista, ma un desiderio di ristabilire una giustizia che era stata negata. In particolare, egli fu scosso dal non vedere più una sua compagna di scuola ebrea di cui era innamorato. Questa ragazza costituisce il filo conduttore del libro, sebbene, nonostante le ricerche, la sua identità resti avvolta nel mistero. Lo stesso autore si è soffermato sul ruolo di questa ragazza, la quale costituì uno dei principali stimoli che animarono De Leoni, il quale decise di combattere una battaglia di giustizia e di libertà per questo sogno che gli era stato rubato.

La ricostruzione delle vicende della sua vita di partigiano sono avvenute in maniera assai dettagliata: De Leoni amava documentarsi e non raccontava storie di cui non potesse fornire materiale, anzi, spesso proponeva documenti ufficiali redatti dagli stessi partigiani sulle montagne.

Anche il Presidente dell’ANPI Vito Francesco Polcaro e il Segretario Nazionale dell’ANFIM Aladino Lombardi sono intervenuti per ricordare De Leoni e per sottolineare l’importanza della lotta partigiana nella liberazione dell’Italia. Forti di una conoscenza diretta di questo personaggio, Polcaro e Lombardi hanno narrato alcuni aneddoti relativi al periodo della Resistenza ma anche al periodo successivo, quando De Leoni fu Presidente dell’ANPI nei difficili anni del terrorismo.

Il Presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici ha auspicato che il ricordo di De Leoni possa permettere di recuperare il valore collettivo della Resistenza nelle celebrazioni del 25 aprile: un discorso cui è stato fatto riferimento a più riprese, rispetto al quale anche l’autore si è espresso, concludendo che la missione di tutti è quella di recepire l’insegnamento dei partigiani, i quali si sono battuti per un mondo migliore.

Il giusto riconoscimento a De Leoni è infine culminato nella consegna ai parenti del diploma per i dieci alberi piantati in Israele in suo ricordo.

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