In centinaia in via Santa Maria in Monticelli 67 per testimoniare e ricordare la deportazione delle sorelle Spizzichino
In centinaia ieri sera – al termine dello shabbat- hanno partecipato alla fiaccolata silenziosa di solidarietà con la quale si è voluto condannare il furto dei sampietrini della Memoria, divelti in via Santa Maria in Monticelli 67. Centinaia di fiaccole hanno brillato nella notte romana in ricordo delle sorelle Elvira, Graziella e Letizia Spizzichino, morte nei lager nazisti, e i cui nomi erano stati posti, solo pochi giorni fa, sulle Pietre d’Inciampo dall’artista tedesco Gunter Demnig.
Davanti al portone dello stabile dove le sorelle furono arrestate e poi deportate un unico cartellone, retto dai ragazzi del movimento giovanile ebraico Hashomer Hatzair: “Ricordati di ricordare”.
La cerimonia – svoltasi nel più completo silenzio, come richiesto dalla famiglia – ha visto un solo breve intervento quello di Adachiara Zevi, curatrice del progetto ‘Pietre d’Inciampo a Roma’, che ha detto: “Bisogna prendere atto ancora una volta che questa città, che nel giro di due anni ha visto profanate per due volte le pietre d’inciampo, non è capace di fare i conti con la sua storia , non è capace di difendere la memoria dei suoi caduti, e di conseguenza, priva di difese immunitarie, non è in grado di prevenire ed evitare che ciò che è successo riaccada”. Chiediamo, ha concluso la Zevi, “che ogni cittadino assuma su di sé la responsabilità della tutela di quei piccoli segni che raccontano una storia tragica di fronte alla quale non ci si può più girare dall’altra parte”.
Il presidente della Comunità Riccardo Pacifici ha lanciato un appello alla collaborazione a chi ha visto i vandali e non li ha segnalati: “Chi ha visto, parli. Lancio un appello a tutti i condomini del civico 67 di via di Santa Maria in Monticelli: per estrarre quei sampietrini occorre oltre un’ora di tempo. E’ impossibile che nessuno abbia visto. Non siate reticenti”.
Alla cerimonia – organizzata dal municipio I e dall’associazione “Memorie d’inciampo a Roma” – hanno partecipato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, rav Riccardo Di Segni, il segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi, l’assessore capitolino alla Famiglia, Gianluigi De Palo, il presidente di Ama, Piergiorgio Benvenuti, i consiglieri Cer Guido Coen, Ruben Della Rocca e Stefano Valabrega, il presidente della Consulta Cer Elvira Di Cave, il presidente del Benè Berith Roma Sandro Di Castro e il presidente dell’Ugei, Daniele Massimo Regard.
«La città di Roma – ha detto il sindaco Alemanno - si costituirà parte civile in un eventuale processo. Già da adesso presenterà una propria autonoma denuncia perché riteniamo che questo gesto sia un affronto all’identità, alla storia, alla memoria della nostra città», ed ha quindi sollecitato un’indagine da parte della Digos. L’atto vandalico, ha sottolineato Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma «è un ennesimo segnale che la bestia immonda del razzismo, dell’intolleranza, dell’antisemitismo, vuole rialzare la testa». E’ volontà di tutti che le nuove Pietre d’Inciampo siamo ricollocate il prima possibile in via Santa Maria in Monticelli 67.
(Foto di C. Valletti, gentilmente concesse dal Comune di Roma).
massimo
buona sera ,,,,,ricordati di ricordare ,,,,,lo faro’ sempre ,,,,e imparero’ anche a mio figlio di ricordarsi sempre di ricordare,,,,,,,e’ un nostro dovere e’ il minimo che le nostre generazioni possono fare , quella fiaccola deve essere sempre alimentata,,, continuamente per il bene della nostra e altrui liberta’,,,,,,,,,,,,,,
RICORDARE..., sarà ordine di scuderia !!!!
RICORDARE…, sarà ordine di scuderia !!!