Francia: dopo la strage di Tolosa, l’antisemitismo non si ferma
Il 19 marzo scorso a Tolosa il terrorista Mohamed Merah ha aperto il fuoco davanti alla scuola ebraica Ozar Hatorah, uccidendo il rabbino Jonathan Sandler, due delle sue figlie, Aryhel e Gavriel, di sei e tre anni e la figlia del direttore della scuola Miriam Monsonego (sette anni).
A questo episodio terroristico di matrice antisemita tutti i mezzi di comunicazione hanno dedicato ampio spazio, tuttavia, malgrado la sua estrema gravità, nel giro di breve tempo è subentrato un silenzio pressoché assoluto, eppure l’ondata di antisemitismo che, ormai da dieci anni, colpisce violentemente la Francia s’è solo moderatamente attenuata, e continua a rappresentare un problema sociale, come il caso di Tolosa ha – appunto – drammaticamente evidenziato.
Ecco alcuni recenti esempi di antisemitismo in Francia.
Il 10 maggio a Parigi in Piazza della Borsa sono stati affissi dei manifesti che riproducevano la copertina di una rivista satirica di stampo fascista, datata 19 marzo 2012, giorno della strage di Tolosa annuncia a grandi caratteri: “Tragico Bar-Mitzvah a Tolosa, 4 morti”.
L’11 maggio a Villeurbane un uomo ha minacciato di morte i bambini di una scuola ebraica situata di fronte a casa sua. Ha iniziato urlando dalla sua finestra contro i bambini seduti ai loro banchi in aula: “Sporchi ebrei! Vi ucciderò!”, ed ha accompagnato le sue parole con un gesto in cui simulava di sparare.
Invece ancora a Tolosa il 25 aprile una delegazione di studenti israeliani che si trovava all’università cittadina impegnata in un tour nelle università francesi, è stata aggredita da un gruppo di contestatori che hanno cominciato a lanciare degli slogan contro lo stato ebraico dicendo che Israele è uno stato criminale, che gli ebrei dovrebbero venire sterminati e che Israele sta compiendo un genocidio. Dopo l’intervento della sicurezza, che li ha allontanati, hanno intonato in arabo uno slogan antisemita di matrice jihadista: Khaybar Khaybar is Yahud, Jaysh Muhammad sawfa ya’ud (Khaybar, Khaybar, Oh Ebrei, l’esercito di Maometto ritornerà).
In Francia il pregiudizio antiebraico non è molto radicato nella popolazione, però sono numerosi gli episodi di antisemitismo, ed inoltre è proprio in Francia che è nata la cosiddetta‘Nouvelle Judeophobie’, un particolare tipo di antisemitismo molto aggressivo e violento alimentato dagli stereotipi antisemiti del jihadismo.
Mohamed Merah, membro di Forsane Alizza (I Cavalieri dell’orgoglio), incarnava perfettamente questa forma di antisemitismo .
FA è un’organizzazione estremista di stampo salafita, bandita nel gennaio 2012 dal ministero degli Interni francese per incitazione all’odio razziale, diretta da un giovane musulmano francese Mohamed Achmlane abilissimo comunicatore, aveva tra i 30 ed i 100 membri ufficiali, tuttavia, come spesso capita con organizzazioni simili, non era formalmente strutturata e probabilmente i simpatizzanti erano più numerosi.
Il gruppo faceva parte di un Network europeo di jihadisti che condividono la stessa ideologia e le medesime strategie, ognuno di essi ha registrato un sito Internet che comincia conSharia4 seguito dal paese, ovvero Sharia4belgium, Sharia4france, Sharia4holland ecc, un’unica persona s’è occupata della registrazione e gestione degli spazi online.
Gruppi come Forsane Alizza, al-Muhajiroun o Hizb ut-Tahrir fanno un uso sofisticato di Internet per la diffusione della loro ideologia, sono molto attivi nel Web attraverso un costante ‘caricamento’ di documenti multimediali anti-democratici e jihadisti, ed i seguaci vengono reclutati ed addestrati essenzialmente nel cyberspazio.
Le organizzazioni islamiste come FA sono numericamente poco rilevanti, ma grazie alle loro doti mediatiche, ed a causa di una larga fetta dei mezzi di comunicazione che preferisce dare spazio alle minoranze estremiste piuttosto che alla maggioranza democratica, sono riuscite a porsi al centro dell’attenzione e addirittura ad accreditarsi come leader della comunità islamica.
Anche in Italia si sono verificati simili episodi, seppur di minore gravità; circa otto anni fa l’estremista Adel Smith, leader di una fantomatica organizzazione islamica composta sostanzialmente da sé stesso, è stato presentato come leader islamico e spesso ospitato dalle principali tribune giornalistiche.
Va sottolineato con forza che i musulmani jihadisti costituiscono solo una minuscola frangia all’interno delle Comunità islamiche europee, e che i musulmani europei sono sempre più attivi nel condannare le forme di estremismo legate ad un uso distorto della religione.
I gruppi jihadisti come Forsane Alizza hanno una matrice di stampo millenaristico, sostengono che la rigenerazione dell’Islam possa avvenire solo attraverso la battaglia ed il combattimento fisico,e la loro ideologia predica apertamente la violenza.
Questa forma perversa di Jihad combatte la società democratica in genere, e colpisce sia non musulmani che – soprattutto – musulmani (ad esempio,le prime vittime di Merah sono state dei musulmani francesi) obiettivo privilegiato sono però le comunità ebraiche e tutto ciò che i jihadisti interpretano come ‘sionismo’.
Un contributo determinante alla globalizzazione degli estremismi è stato dato da Internet e dalle nuove tecnologie informatiche, non è un caso che i razzisti e gli antisemiti siano stati tra i primi ad intuire le potenzialità del Web, e che nel corso degli ultimi quindici anni.
si siano progressivamente trasferiti nel cyberspazio.
Attualmente sono meno di diecimila i siti dell’estremismo islamico, e circa 400 quelli autenticamente pericolosi.
Il Web globale, veloce e facilmente accessibile permette anche al singolo individuo di sentirsi parte di qualcosa grazie alla connessione elettronica. Il percorso che deve seguire un ipotetico estremista non è troppo difficile, basti pensare al presunto terrorista antisemita Mohamed Jarmoune, un giovane bresciano di origine marocchina arrestato a marzo dalle forze dell’ordine durante un’operazione antiterrorismo.
Jarmoune, grande esperto di computer e di Web, era entrato nella galassia jihadista attraverso il cyberspazio e grazie ad Internet studiava come costruire ordigni esplosivi da utilizzare contro la Sinagoga milanese di via Guastalla.