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Gilad Shalit è libero

in: Israele | Pubblicato da: Giacomo Kahn

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Gilad Shalit è finalmente libero. Dopo 2.000 giorni (cinque anni) di disumana detenzione, in condizioni difficilmente immaginabili (in una stanza isolata? in uno scantinato? in un bunker? sarà stato torturato?), senza il conforto anche di una semplice visita della Croce Rossa, il giovane caporale israeliano torna alla vita.

La vita di Gilad in questi cinque anni (un terzo della sua esistenza, aveva 19 anni quando fu rapito all’interno dei confini dello Stato di Israele) è stato un lungo buco nero, senza notizie. Drammaticamente scarna la cronaca di questi 2000 giorni e 2000 notti.

Il 25 giugno 2006 Gilad Shait viene catturato da guerriglieri palestinesi, che hanno sferrato un attacco contro un presidio militare in territorio israeliano, dopo aver attraversato la Striscia di Gaza tramite un tunnel sotterraneo. Durante l’attacco, due soldati israeliani restano uccisi e altri tre rimangono feriti, piu’ Shalit, che riporta una frattura alla mano sinistra e una lieve ferita a una spalla.

Il 26 giugno 2006 gli autori della cattura di Shalit rilasciano un comunicato in cui offrono a Israele di fornire informazioni sul soldato in cambio di del rilascio di tutti i prigionieri palestinesi con meno di 18 anni e di quelli di sesso femminile. Il comunicato porta la firma delle Brigate Ezzedine al-Qassam (braccio armato di Hamas), dei “Comitati di Resistenza Popolare” e dell’ “Armata Palestinese dell’Islam”, un gruppo fino ad allora sconosciuto.

Il 28 giugno 2006 l’esercito israeliano lancia un attacco nella Striscia di Gaza, invadendo la zona del campo profughi di Khan Yunis. David Siegel, un portavoce dell’ambasciata israeliana a Washington, dichiara che “l’operazione può essere interrotta immediatamente a condizione che venga rilasciato Gilad Shalit”.

Il 6 settembre 2006 si diffondono voci secondo cui l’Egitto sta negoziando con Hamas per conto di Israele per ottenere il rilascio di Shalit. Qualche giorno più tardi, mediatori egiziani ricevono una lettera scritta da Shalit, nella quale il ragazzo assicura di essere vivo e di stare bene.

Il 25 giugno 2007 a un anno esatto dalla cattura l’ala militare di Hamas, diffonde un messaggio audio in cui Shalit si rivolge alla famiglia e al governo israeliano, chiedendo il rilascio di alcuni prigionieri palestinesi. Nello steso messaggio, il soldato afferma che le sue condizioni di salute stanno peggiorando.

Il 27 dicembre 2008 prende avvio l’operazione Piombo Fuso, con raid sulla Striscia di gaza, in risposta alle migliaia di missili che Hamas ha lanciato sul territorio israeliano. L’operazione, che dura 22 giorni, termina il 18 gennaio 2009. Durante l’azione militare israeliana a Gaza, non si trova la prigione di Shalit.

Il 22 gennaio 2009 il governo israeliano fa sapere di essere pronto a liberare prigionieri palestinesi detenuti in Israele in cambio della liberazione di Shalit. La trattativa si arena a causa di un mancato accordo sul numero di prigionieri da rilasciare.

Il 14 settembre 2009 Hamas gira un video – della durata di circa un minuto – con Shalit che legge un messaggio con in mano il quotidiano palestinese ‘Falasteen’. Il ragazzo, che appare lucido e in buone condizioni di salute, afferma testualmente: “Salve, sono Gilad, figlio di Noam e Aviva Shalit, fratello di Hadass e Yoel, che vivono a Mitzpeh Hila. Il mio numero di carta d’identità é 300097029. Oggi é lunedì 14 settembre 2009. Come potete vedere ho in mano il quotidiano Felesteen di oggi, 14 settembre 2009, che viene pubblicato a Gaza. Leggo il giornale con l’obiettivo di trovare informazioni su me stesso e sperando di trovare ogni tipo d’informazione sul mio rilascio e un mio pronto ritorno a casa. Sto sperando e aspettando da lungo tempo il giorno in cui sarò rilasciato e spero che l’attuale governo guidato da Benjamin Netayahu non perderà l’occasione di concludere un accordo grazie al quale potrò finalmente realizzare il mio sogno ed essere liberato. Voglio mandare i miei saluti alla mia famiglia e dire che voglio bene a tutti loro, mi mancano molto e spero nel giorno in cui li rivedrò. Papà, Yoel, Hadass vi ricordate quel giorno in cui siete venuti alla mia base sulle alture del Golan il 31 dicembre 2005 che se non sbaglio é chiamata Hevaya Bet? Abbiamo fatto un giro della base e mi avete fotografato su un carro armato Merkava e su uno dei vecchi tank all’ingresso della base. Dopo siamo andati al ristorante in uno dei villaggi drusi e lungo la strada ci siamo fatti delle foto con lo sfondo del monte Hermon innevato. Voglio dirvi che sto bene per quanto riguarda la salute e che i mujahidin delle Brigate Ezzedine al Qassam (il braccio armato di Hamas) mi trattano in maniera eccellente. Grazie mille e arrivederci“. In cambio del video, Israele ha consegnato ad Hamas 20 detenute palestinesi.

L’11 ottobre 2011 Israele e Hamas raggiungono un accordo per la liberazione di Shalit che prevede il rilascio di 1.027 prigionieri palestinesi e arabo-israeliani. L’accordo viene firmato in Egitto grazie alla mediazione egiziana e tedesca.

L’18 ottobre 2011 Shalit viene rilasciato e consegnato, prima alle autorità egiziane e poi trasferito in territorio israeliano.

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