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Un anno dopo la liberazione, Gilad Shalit racconta per la prima volta la sua prigionia

in: Blog/News | Pubblicato da: Redazione

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In una lunga intervista televisiva racconta dello shock del rapimento e dello shock della liberazione. Nella lunga detenzione durata cinque anni, ha inventato piccoli passatempi e giochi

Il militare israeliano Gilad Shalit, ex prigioniero di Hamas rilasciato giusto un anno fa, dopo averne trascorso oltre 5 in cattività in un ambiente malsano e sottoterra, ha rivelato per la prima volta alcuni aspetti della sua detenzione a Gaza.

In un’intervista alla televisione Canale 10 – di cui il sito Ynet riporta una sintesi – Shalit ha raccontato i lunghi momenti d’isolamento e i suoi tentativi di farvi fronte con il richiamo alle memorie familiari, ma anche con l’invenzione di giochi e passatempi banali. Per far scorrere le ore – ha detto – gli capitava di fare ”una palla con i calzini o con una maglietta per poi buttarla in giro’‘. ”Mi sono inventato – ha spiegato – un sacco di giochi, soprattutto di sport. Ho scritto e fatto giochi di associazioni di idee. Ho anche disegnato una mappa di Israele, di Mitzpe Hila – la localita’ dell’alta Galilea dove vive la sua famiglia – l’ho fatto per  ricordare. Per riportare alla memoria i luoghi”.

Shalit ha quindi rivelato di aver dovuto a volte nascondere i suoi scritti perche’ i guardiani erano sospettosi, pensando che potesse spiarli. Parlando del giorno della sua liberazione, l’ex prigioniero ha rivelato di averla ancora ben presente: ”Ero nervoso. C’era molta pressione. Non sapevo se qualcosa sarebbe capitato all’ultimo momento, se qualcuno avrebbe provato a colpirci. Dopo essere uscito dalla macchina ed essere stato consegnato agli egiziani, ecco li’ ho avuto la sensazione del rilascio. Subito ho visto intorno a me centinaia di persone, io che per tutti quegli anni non avevo intravisto che una manciata di persone. E’ stato uno shock”. Ricordando infine la sua prima notte a casa, Shalit ha ammesso di aver avuto difficoltà a prendere sonno: ”Mi aggiravo, guardavo fuori dalle finestre e vedevo agenti che pattugliavano il cortile”.

L’intervista farà parte di un film che la tv sta preparando a un anno esatto dalla sua liberazione.

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