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Giorno della Memoria, parole altissime e gesti di grande significato

in: Giornata della Memoria | Pubblicato da: Redazione

Un Commento

Per ricordare la Shoà, a palazzo Chigi il tricolore italiano e la bandiera europea sventolano su piazza Colonna issate a mezz’asta. Le principali dichiarazioni

In occasione del Giorno della Memoria sono centinaia le manifestazioni che si tengono in tutta Italia, piccoli e grandi eventi tutti legati dalla volontà di non dimenticare la più grande tragedia del XX secolo.

Roma, ovviamente, ha visto la partecipazione delle più alte autorità dello Stato a cominciare dalla solenne celebrazione al Quirinale, dove il Presidente Napolitano ha incontrato le scuole e i vertici della comunità ebraica italiana. Bisogna, ha sottolineato il presidente Giorgio Napolitano, rendere “la nostra scuola ancor più compiutamente ‘una scuola di memoria’“; e’ un impegno “che rappresenta il miglior antidoto ai rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza“. “Il ricorda della Shoah come tragedia dell’Europa sta toccando livelli sempre piu’ alti di consapevole partecipazione“. Poi, in un passaggio del suo intervento ha detto: “quando ho giurato da presidente l’ho fatto sapendo che il dovere e il mio sentimento mi conducevano a riflessioni, prese di posizione e sollecitazioni motivate e inequivoche contro l’antisemitismo in ogni suo travestimento, contro il razzismo, contro ogni violazione del principio di pari dignita’ e uguaglianza davanti alla legge“.

Renato Schifani, presidente del Senato

“In Italia è alta l’attenzione contro ogni forma di razzismo e xenofobia, che vanno condannati senza se e senza ma. Contro questi fenomeni e’ obbligo e dovere tenere alta la vigilanza”. “Non possiamo, non dobbiamo dimenticare e non dimenticheremo”.

Gianfranco Fini, presidente della Camera

”La Shoah e’ stata una pagina dolorosa anche per noi italiani, che negli anni Trenta con le leggi razziali ci rendemmo complici, e questa sara’ una macchia indelebile per il nostro Paese”. ”E’ giusto insegnare ai giovani i livelli di infamia e di abominio a cui puo’ giungere un essere umano. Oggi il dovere delle istituzioni e’ di fare in modo che non si perda la memoria”. “E’ doveroso da parte delle istituzioni tramandare il ricordo dello sterminio nazista per due motivi: mostrare a quali livelli di infamia può arrivare un essere umano ed evitare che episodi del genere, in diversi modi e diverse forme, possano ancora verificarsi. Il mondo ebbe diretta conoscenza di quale livello di infamia si era raggiunto nello stesso posto dove qualche anno prima si era iniziato a sublimare la razza per la sua superiorità. Ancora oggi ci chiediamo come questo sia potuto accadere e le risposte non sono ancora chiare. Bisogna mantenere viva la fiamma della memoria perche nella società si creino gli antidoti a questi ‘sonni della ragione'”. “Oggi le ricerche hanno permesso di ricostruire un’espressione – la Shoah – che ripugna le coscienze dell’uomo libero. Nei campi di concentramento non finivano solo ebrei ma anche uomini e donne con diverse appartenenze religiose e preferenze sessuali, oppositori politici e tutti coloro considerati ‘inferiori’. Tra gli essere umani ci sono differenze, è vero, ma la differenza non può autorizzare nessuno a pensare che sia superiore ad un altro essere umano. Non c’è superiorità, ma solo diversità ed è importante ricordarlo il 27 gennaio di ogni anno ma ancora più importante vivere in questa consapevolezza ogni giorno”.

Mario Monti, Presidente del consiglio

“E’ proprio nell’Europa unita che Alcide de Gasperi e i Padri fondatori hanno visto l’unica possibilita’ di scongiurare il ripetersi degli eventi tragici che l’avevano marchiata: il nazismo e il fascismo, la guerra, la deportazione e lo sterminio di milioni di esseri umani”. “Il nostro Paese ha tratto insegnamento dagli errori e dagli orrori del passato e da questi ha costruito la sua identita’ sui valori di dignita’ umana, liberta’, democrazia e uguaglianza: gli stessi valori sui quali e’ nata e si e’ rafforzata l’Unione europea”. “Oggi piu’ che mai la storia e la sua memoria chiedono l’impegno ed il coraggio di tutti ad ogni livello. L’Italia e l’Europa stanno vivendo un periodo delicato: crisi economica, ma soprattutto rischio di crisi di valori. In questo contesto, piu’ che mai, occorre vigilare perche’ rigurgiti di antisemitismo, xenofobia, intolleranza non intacchino i nostri valori fondanti, vanificando lo sforzo che tutti insieme stiamo compiendo per consolidare la nostra convivenza civile. Ho gia’ avuto modo di dire che la crisi (ogni crisi, aggiungo) per essere superata in tutti i suoi gravi profili richiede di guardare in avanti con coraggio, con speranza, ma anche di riscoprire le proprie radici; lo ribadisco oggi, anche con maggiore forza”. “La Memoria della Shoah e’ la parte costitutiva di queste radici, ancoraggio che impedisce di abbandonare la meta, che resta sempre quella della pace, della giustizia, della liberta’ per ogni uomo e per ogni popolo. Con questi sentimenti, che so essere condivisi da tutto il Paese, rivolgo il mio pensiero alla comunita’ ebraica, rinnovando l’impegno delle Istituzioni perche’ la Memoria resti viva nella coscienza personale e collettiva di tutti gli Italiani”. (AGI)

Andrea Riccardi, ministro dell’Integrazione

“C’e’ sempre il rischio di ritualizzare questa memoria come un dovere che bisogna compiere. Ma la vicenda della Shoah e’ un fatto costitutivo della nostra identita’ europea, un dramma che non si puo’ dimenticare, perche’ e’ la pagina che noi abbiamo voltato proprio in quel 27 gennaio del 1945, quando cadevano i cancelli di Auschwitz”. “In quel giorno, abbiamo cominciato a dire no a quell’orrore. In tal senso, il Giorno della Memoria deve essere un ritornare su quegli eventi tragici, per capire le radici della nostra civilta’, che sono quelle di dire no a quel fatto orribile, a quell’abisso di male che ha segnato l’Europa”. “Quando si affoga la Shoah tra le tante brutte storie della nostra vicenda, allora c’e’ il rischio che questi drammi possano essere ripetuti. Tutti, da Primo Levi a semplici cittadini, ci hanno ammonito che ricordare non e’ solo un debito nei confronti delle vittime, ma che bisogna ricordare per evitare che risucceda”. “Il negazionismo e’ pericoloso; ma questa forma di relativismo che e’ la relativizzazione della Shoah, affogandola tra le altre tragedie, e’ ancora piu’ pericolosa. Dopo la Shoah, noi abbiamo deciso che quegli eventi, quei fatti, non devono piu’ succedere. E’ un punto di riferimento della Storia. Se si ‘annega’ la Shoah, allora sbandiamo e perdiamo il punto di riferimento. Tutti dobbiamo misurarci con la Shoah”.

Francesco Profumo, ministro dell’istruzione

“Nella veste di ministro dell’Istruzione ho voluto che il mio primo viaggio ufficiale all’estero fosse con studentesse e studenti di ogni parte d’Italia nei luoghi della memoria. Una scelta dettata dalla consapevolezza che, con questo atto, e’ stato inviato un messaggio chiaro e inequivocabile nella direzione della costruzione, a cominciare dalla scuola, di una cittadinanza condivisa, fondata sul rispetto e sui diritti delle persone, contro ogni forma di negazionismo, antisemitismo, razzismo o paura del diverso”. “La celebrazione odierna del Giorno della Memoria riveste un significato solenne, attraverso cui vogliamo indicare a tutta la comunita’ nazionale l’importanza dei valori attorno a cui ci stringiamo. Questa comunanza di intenti e impegno non deve pero’ essere solo una cerimonia di rito, che nasce e si consuma in un giorno”.”La comprensione della Shoah e la spinta morale che ne deriva ci impegnera’, ciascuno nel posto che occupa nella sua comunita’, a non sottovalutare e a contrastare attivamente ogni nuovo emergere di pratiche violente, dalle tragedie che dilagano in tante parti del mondo, alle piu’ limitate ma non percio’ insignificanti violenze nella nostra Italia. A cominciare dagli episodi di intolleranza verso stranieri, Rom, Sinti, disabili e deboli. Per non parlare dell’omofobia strisciante e dei rigurgiti di antisemitismo”. “Oggi insieme a tutti gli insegnanti, i dirigenti scolastici, gli studenti e i genitori al di fuori di questa solenne Aula, chiedendo perdono per il male che gli italiani di allora fecero o non seppero impedire, onorando in modo particolare i nostri concittadini ebrei, che piu’ di tutti patirono la tragedia delle persecuzioni, solennemente ci impegniamo a operare sempre piu’ per realizzare gli obiettivi che il Giorno della Memoria ci indica”.

Renata Polverini, presidente Regione Lazio

“E’ doveroso proseguire nell’impegno di diffondere il valore della Memoria, soprattutto tra i giovani, perche’ la tragedia della Shoah non debba mai piu’ ripetersi”. “L’impegno della Regione c’e’non solo nella Giornata della Memoria, che va sempre celebrata, ma nel corso di tutto l’anno”. “Accanto ai viaggi della Memoria, che da quest’anno estenderemo a tutti i campi di sterminio, abbiamo avviato il progetto Geografia della Memoria, che coinvolge tutti gli istituti scolastici. Si articola per l’anno attraverso la riscoperta dei luoghi del Lazio dalla valenza storica e simbolica, perche’ la tutela e la valorizzazione della memoria sia un dovere costante”.

Nicola Zingaretti, presidente Provincia di Roma

“Un uomo senza memoria non esiste, noi siamo memoria e chi non la ha e’ considerato malato. L’aspetto culturale della memoria e’ la comprensione di cio’ che e’ accaduto e per questo avere memoria degli eventi che hanno portato alla Shoah ci rende vigili affinche’ il germe della discriminazione non si trasformi in qualcosa di piu’ grave”.”Noi siamo le nostre esperienze, il nostro cervello tende a ricordare le cose belle e rimuovere il brutto. Avere memoria oggi degli eventi culturali che hanno portato alla Shoah e’ fondamentale per avere un anticorpo ed evitare che si ripeta”. “La giornata di oggi, il 27 gennaio è fondamentale perché ci invita ad essere dentro una riflessione culturale, ma ci sono anche gli altri 364 giorni l’anno in cui dobbiamo ricordare”.

Gianni Alemanno, sindaco di Roma

“Il punto centrale nella celebrazione di questa Giornata è fare della memoria non semplicemente un ragionamento rivolto al passato, ma un insegnamento per il futuro. ”Se pensassimo che gli orrori degli olocausti rappresentino solo il passato potrebbe essere liberatorio, ma la verita’ e’ che mettere in discussione i valori della persona umana, puo’ creare squarci che possono portare a situazioni incredibili”. ”Il male esiste e si manifesta, per esempio, nelle idee di chi, guardando una persona non vede l’essere umano ma lo schema. Nel caso del nazismo l’ideologia diventava razzismo zoologico, un’ideologia che ha prodotto milioni di morti e il suo vertice e’ la Shoah”.

Fabrizio Cicchitto, onorevole

“Non a caso viene chiamato Giorno della memoria, appunto per non dimenticare. Purtroppo, però, a evitare l`oblio c`è il fatto che c`è un pericoloso antisemitismo di ritorno in molte salse, di destra e di sinistra”. “Questo antisemitismo riemerge con maggior forze in altre nazioni europee, ma anche in Italia c`è da interrogarsi perché nelle viscere profonde dell`Europa fermentano questi miasmi che non vanno né sopravvalutati né sottovalutati”. “Purtroppo in Italia, a fronte di un estremismo di sinistra assai aggressivo, riemerge anche un estremismo di destra psicologicamente prima che politicamente fascista. In ogni caso in un giorno, come questo dobbiamo coltivare in senso positivo i valori espressi dall`ebraismo, dalle comunità ebraiche da Israele con la quale il nostro rapporto ideale, culturale, politico e sentimentale è profondissimo: proviamo sempre emozione quando ascoltiamo l`inno di Israele, così forte e avvolgente che evoca i drammi ma anche i valori comunitari dei pionieri e dell’esperienza originaria dei Kibbuz”.

Stefano Pedica, senatore

“Nella giornata di commemorazione delle vittime del nazismo la politica ha l’opportunita’, ma anche il dovere di ribadire l’importanza della memoria perche’ ricordare significa evitare che una simile barbarie accada di nuovo. Per questo, l’IdV rinnova con forza l’appello per una rapida approvazione di una legge contro il negazionismo, frutto di un confronto tra parlamento e comunita’ ebraica”  “Occorre vigilare e condannare con norme severe tutti gli atti volti a cancellare l’orrore della Shoah. E’ necessario un impegno comune affinche’ si tenga alta la guardia: l’antisemitismo e’ un male assoluto che bisogna espellere dalle coscienze. Le ideologie xenofobe non devono mai piu’ trovare spazio nella nostra cultura”.

Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma

”E’ giusto ricordare ma non dobbiamo vivere nell’incubo e non vogliamo che questo sia il giorno in cui gli ebrei vengono compatiti. Questa giornata deve servire per costruire insieme la societa’ che vogliamo portare avanti”. ”Non possiamo rimanere una maggioranza silenziosa  ma dobbiamo diventare una maggioranza rumorosa: questa e’ la grande forza che abbiamo e siamo qui per portare una testimonianza da dare a tutta l’umanita’. La giornata della Memoria deve essere una grande giornata e, forse, anche un giorno di festa perche’ noi siamo qui, i sopravvissuti sono qui a raccontare e piu’ noi ci impegniamo e piu’ facciamo arrabbiare i negazionisti”.

Renzo Gattegna, presidente dell’Ucei

“I veri nuovi nazisti sono i negazionisti”. “Il Giorno della memoria non e’ una semplice commemorazione dei defunti”. “Ferma restando la specificita’ della Shoah, insuperabile nella progettazione, nella tecnica e nella sistematica violazione di ogni diritto, vogliamo si possa trarre insegnamento e monito non rivolto solo al passato per costruire insieme un futuro di pace e giustizia. Non puo’ esserci infatti pace senza giustizia”. Il “mai piu'” pronunciato a gran voce dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz non è stato sufficiente perche’ ci sono “stragi di popolazioni innocenti che stanno avvenendo in tutti i continenti”.

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