Ministro Riccardi: “La memoria dell’Olocausto oggi è sottilmente insidiata”. Gattegna: “I negazionisti vogliono completare l’opera dei nazisti”
“Non vuole essere una stanca ritualità come tante volte divengono gli anniversari. Troppo drammatica e viva è la memoria della Shoah, perché questo giorno si spenga nella ripetizione. Non intendiamo promuovere celebrazioni ufficiali, ma la nostra linea è recepire tutti quei fermenti culturali e memoriali che rielaborano la storia della Shoah e la ripropongono in un quadro che dà a differenti iniziative, l’autorevolezza dell’espressione di una parte importante della nostra coscienza storica di Nazione. Il nostro solo desiderio e’ di offrire alla cultura italiana dei percorsi di memoria“.
Così il ministro per la Cooperazione e l’integrazione, Andrea Riccardi, sintetizza la logica che ha mosso quest’anno il Governo nell’individuare il modo migliore per celebrare il giorno della memoria, che ogni 27 gennaio, data dell’apertura dei cancelli di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche, vuole ricordare il dramma dello sterminio degli ebrei ad opera della Germania nazista.
“Questo giorno della memoria – ha spiegato Riccardi - non è solo un fatto italiano, ma si inquadra in un processo europeo. La Shoah è un fatto drammaticamente europeo che, e’ vero, ha avuto il cuore nella Germania nazista, ma tutti i cittadini europei hanno collaborato a questo evento“. Citando il rabbino capo emerito di Roma Elio Toaff, Riccardi ha detto: “Ciò che è stato fatto contro gli ebrei riguarda tutti”.
Riccardi ha altresi’ manifestato la propria preoccupazione per i sempre piu’ frequenti episodi di ingiuria alla memoria della Shoah e di antisemitismo in generale: “Sento con dispiacere – afferma Riccardi - come questa memoria sia sottilmente insidiata e negata. C’è una tendenza che è tanto minoritaria, ma che è pericolosa. La recrudescenza di manifestazioni antiebraiche, negazioniste, rappresentano l’espressione della volonta’ di non fare i conti con la Shoah. Non si tratta di un anticonformismo goliardico, ma si tratta di qualcosa di profondo: il rifiuto di far propria una svolta epocale della coscienza europea dopo la Shoah“.
Quello del negazionismo è stato un tema ripreso anche dal presidente dell’Unione delle Comunita’ Ebraiche italiane (Ucei) Renzo Gattegna: ”I negazionisti o chi vuole sminuire sono gli eredi dei nazisti dal punto di vista politico, storico ed etico”. ”Su internet - ha affermato ancora - c’e’ una grande proliferazione di siti e di commenti che con grande sfacciataggine negano quello che gli archivi e le ricerche hanno dimostrato. Bisogna intervenire. Sono loro che vogliono completare l’opera dei nazisti che quando capirono di aver perso la guerra cominciarono a occultare le prove”.