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Il 25 Aprile ritrovato al fianco della Brigata Ebraica

in: Blog/News | Pubblicato da: Redazione

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Roma, 25 Aprile 2015

Caro Sindaco,

come anticipato, nel rispetto dell’osservanza dello Shabbat la nostra Comunità non puó essere formalmente li presente, ma lo siamo con il cuore.

A nome del Consiglio della Comunità Ebraica di Roma invio la nostra adesione per le celebrazioni del 25 aprile, che mai come quest’anno sono state inquinate da polemiche a cui ci saremmo voluti volentieri sottrarre. É solo grazie alla decisione di Roma Capitale di farsi carico delle celebrazioni di questo evento che siamo arrivati a poterci sentire parte, e a pieno titolo, di questo 70° anniversario della liberazione dell’Italia dall’oppressione nazifascista.

Oggi siamo qui, da italiani, a celebrare la memoria dei partigiani che con coraggio si sono opposti e poi hanno sconfitto insieme alle truppe alleate l’invasore nazista e rovesciato la dittatura mussoliniana. Per troppi anni il 25 aprile è stato un’icona di una sola parte politica. La grande conquista sarà far sì che nessuna forza politica si senta estranea a questa data.

Roma ha pagato un prezzo di vite umane enorme, e tra queste vorrei ricordare Marco Moscati, ebreo romano, trucidato alle Fosse Ardeatine, di cui ci hanno restituito la memoria solo recentemente essendo stato per anni tra le 11 “vittime ignote” del Sacrario delle Ardeatine. Oggi i loro parenti hanno una tomba dove pregare.

Appena incominciate le polemiche sui Media, la nostra Comunità ha voluto dedicare il 25 aprile di quest’anno a Massimo Rendina recentemente scomparso. Un grande uomo. Un eroe. Un insegnate di etica e di valori umani, che grazie al suo coraggio ed impegno ci ha donato la libertà. Per questo siamo felici, oltre che onorati, che l’amministrazione abbia deciso di dedicargli questa giornata così speciale, accompagnando il suo ricordo a quello del nostro amato Rabbino Elio Toaff. Partigiano anche lui. Scampato miracolosamente al massacro di S.Anna di Stazzema, dopo essersi scavato la fossa.

Che sia il loro ricordo in benedizione.

Caro Sindaco, onorare in questa piazza, senza odio e rancore, ma con feste e balli, anche l’impegno della Brigata Ebraica per il suo contributo insieme alle truppe alleate per liberare Roma e tutta l’Italia, è un fatto che ci apre il cuore alla speranza contro i tentavi revisionisti di alcuni, di cancellarne la Memoria.

Le immagini di quei soldati con le camionette con la stella di David al Colosseo fanno parte della Memoria fotografica che speriamo rimanga impressa anche in coloro – come il sottoscritto – che in quei tempi non erano ancora nati. Una carrellata di immagini che si mescolano a quelle dei soldati americani, inglesi, francesi, canadesi e tanti altri, in festa nelle vie della capitale.

Ci sono alcuni ebrei romani, fra cui Cesare Anticoli, per esempio, che hanno sempre dichiarato di esser nati due volte: una dopo il parto della madre e l’altra dopo aver visto arrivare le camionette delle truppe alleate il 4 giugno del 1944.

Il 25 aprile non è la festa della riconciliazione, come alcuni vorrebbero sperare. Sento il dovere di rimarcare che non può esservi alcuna riconciliazione con coloro che dopo 70 anni dalla liberazione a quasi 100 anni dall’avvento del fascismo, sentono la legittimità di rivendicare posizioni nostalgiche dell’epoca o ancora peggio si definiscono “fascisti del terzo millennio”. A questi “nipotini” di Hitler e di Mussolini vogliamo ricordare che alcuni in questa piazza e nel nostro Paese sono antifascisti per scelta politica. Altri per reazione. Noi ebrei lo siamo perché lo abbiamo nel sangue, nel nostro Dna. Lo siamo per perpetuare la memoria di padri e di nonni che non abbiamo mai conosciuto e per il rispetto che dobbiamo ai sopravvissuti alla Shoah.

Il “Ricordo” è un precetto della dottrina ebraica: AL TISHKAH.

Caro sindaco ti auguriamo e auguriamo allo staff dei tuoi assessori e consiglieri di Roma Capitale ma soprattutto alla Piazza presente un felice 25 aprile Festa della liberazione. Soprattutto, che oggi questa ricorrenza sia celebrata sempre con questo spirito. Uniti e nella Gioia, senza Divisioni.

Shabbat Shalom,

Riccardo Pacifici

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