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Il commento della settimana: la parashà di Yitrò: Il primo comandamento

in: Ebraismo | Pubblicato da: Donato Grosser

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TorahNella Torà i dieci comandamenti sono chiamati ‘Assèret Ha-Devarìm (Shemòt, 34:28; Devarìm, 4:13 e 10:4), un’espressione di difficile traduzione che letteralmente significa “le dieci affermazioni” (in inglese “the ten statements”).

In effetti, vi è una discussione tra i grandi Maestri e filosofi quali il Maimonide (Spagna, 1135-1204), il Nachmanide (Spagna, 1194-1270), R. Yosef Albo (Spagna, 1380-1444) e altri se tutti i dieci comandamenti siano dei comandamenti o meno.

Il Sèfer Ha-Chinùkh (di autore anonimo di Barcellona del XIV secolo E.V.) analizza e commenta tutte le 613 mitzwòt della Torà nell’ordine delle parashòt, usando la lista delle 613 mitzwòt del Maimonide elencate nel suo Sèfer Ha-Mitzwòt. L’autore elenca il primo comandamento come mitzwà della Torà. Questo significa che l’affermazione “Io sono il Signore tuo Dio che ti ho tratto fuori dalla terra d’Egitto, luogo di schiavitù” viene considerata dal Maimonide come mitzwà prescrittiva, che obbliga ogni israelita “A sapere che esiste un Dio, come è scritto <Io sono il Signore tuo Dio>” (Sèfer Ha-Mitzwòt).

Lo stesso concetto è ripetuto dal Maimonide all’inizio del suo Mishnè Torà, dove scrive “Il fondamento di tutti fondamenti e la colonna delle scienze è sapere che esiste un’Esistenza prima (Matzùi Rishòn) che fa esistere (Mamtzì) tutto quello che esiste (Nimtzà); tutto quello che esiste in cielo e in terra e tutto quello che si trova in mezzo a loro non esiste altro che a causa della Sua Esistenza. E se si potesse pensare che Lui non esiste, null’altro potrebbe esistere”. È chiaro quindi che per il Maimonide il primo comandamento è una mitzwà e questa mitzwà ci comanda di sapere che esiste Dio che ha creato il mondo.

Il Nachmanide, nel suo commento al Sèfer Ha-Mitzwòt del Maimonide rileva che R. Moshè da Coucy (Francia, XIII secolo E.V.) nel suo Sèfer Ha-Mitzwòt Gadòl (anch’esso un elenco commentato delle 613 mitzwòt) non concorda con il Maimonide e non considera l’affermazione “Io sono il Signore tuo Dio…” come comandamento, perché, secondo la sua opinione, nel conto delle 613 mitzwòt sono compresi solo i comandi di fare o di non fare. L’obbligo di credere nell’esistenza divina a noi rivelata è il principio sul quale si basano tutte le mitzwòt ma non ne fa parte. Il Nachmanide stesso afferma tuttavia nel suo commento alla Torà che “Io sono il Signore tuo Dio” è una mitzwà prescrittiva che ci comanda di sapere che esiste Dio. Questa concetto appare anche nello Zòhar (parshàt Vaerà, 25:2).

R. Yosèf Albo (Spagna, 1380-1444) nel Sèfer Ha-‘Iqqarìm (Il Libro dei Princìpi, Parte Prima, cap. 14) afferma che non è appropriato che dei comandamenti della Torà siano considerati dei princìpi fondamentali o secondari di fede. R. Yosef Albo afferma che vi sono tre princìpi fondamentali: l’esistenza del Creatore, l’origine divina della Torà, e ricompensa e punizione. Va quindi spiegato per quale motivo il Maimonide inserisce la mitzwà “Io sono il Signore tuo Dio” tra i princìpi fondamentali di fede e, se così, per quale motivo altri princìpi fondamentali non fanno parte dei dieci comandamenti. Egli spiega quindi che il comandamento “Io sono il Signore tuo Dio” non è uno dei princìpi bensì una mitzwà; il suo significato è che dobbiamo sapere che Dio che ci ha fatto uscire dall’Egitto dal luogo di schiavitù è lo stesso Dio che ci ha dato la Torà al Monte Sinai.

Il Maimonide nel passo succitato del Mishnè Torà non usa le parole della Torà “che ti ho tratto dalla terra d’Egitto”. La cosa fu notata da R. Yehudà Ha-Levì (Spagna, 1075-1141). R. Avraham Ibn ‘Ezra (Spagna, 1089-1167) menziona che fu appunto R. Yehudà Ha-Levì a chiedergli per quale motivo nella Torà è scritto “che ti ho tratto dalla terra d’Egitto” e non “che ho fatto il cielo e la terra e che ho ti ho creato”. Lo stesso Yehudà Ha-Levì nel Sèfer Ha-Kuzarì, che è un dialogo immaginario tra il Re dei Khazari e un saggio israelita, afferma: “E così pure ha iniziato a parlare alle moltitudini d’Israele dicendo <<Io sono il Signore tuo Dio che ti ho tratto fuori dalla terra d’Egitto>> e non ha detto <<Io sono il creatore del mondo e vostro creatore>>”. Al Monte Sinai, Dio si presentò come Colui che aveva tratto Israele fuori dall’Egitto perché l’Esodo era un avvenimento al quale tutti erano stati presenti; mentre anche se tutti sapevano che il mondo era stato creato, nessuno era stato presente alla Creazione (dal commento in inglese dell’edizione Stone della Torà che cita come fonti il Sèfer Ha-Kuzarì e il commento di R. Bachya).

 

 

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