Il 20 maggio si terrà in tutte le comunità italiane, in contemporanea, la prima edizione di ‘Yom Hatorà’ che avrà come tema: “L’ammonimento”
Un giorno speciale che vedrà tutta l’Italia ebraica unita, come mai è capitato in passato, per studiare Torà. E’ questo l’ambizioso progetto di ‘Yom Hatorà’, a cui stanno lavorando decine di persone e che vedrà la partecipazione contemporanea nelle 20 comunità ebraiche italiane di Maestri, rabbini, studenti ma anche – ed è questo l’obiettivo principale – persone che generalmente non studiano e non si applicano sui testi ebraici.
“E’ un tentativo – spiega in esclusiva a Shalom, Settimio Semy Pavoncello Assessore agli Affari religiosi dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e coordinatore e riferimento di questo progetto – di creare una grande comunity,di dare avvio ad una ampia discussione sui nostri valori profondamente ebraici. Vuole essere un’occasione di studio e di incontro che faccia comprendere che lo studio della Torà non è una prerogativa dei cosiddetti religiosi, non è un compito che spetta ai professionisti come possono essere i rabbini, ma è un terreno di incontro e di ragionamento per tutti gli ebrei”.
Per la prima edizione di ‘Yom Hatorà’ è stato scelto un tema per nulla facile, ricco di spunti di riflessioni “L’ammonimento” e la giornata di studio sarà dedicata alla memoria di un grande rabbino italiano, Elia Samuele Artom.
“Ammonire – spiega Pavoncello - spesso si carica di significati negativi e richiama ad un rapporto educativo in cui l’adulto riprende l’alunno. Ma superate le apparenze scopriremo che dietro l’ammonimento vi è, ad esempio, il fatto che ogni ebreo si fa garante dell’altro e che l’errore di uno è un danno per l’intera collettività. E poi – precisa Pavoncello – non è detto che ad ammonire siano gli adulti, può capitare che siano i figli ad insegnare ai genitori”. E’ questo un aspetto particolare di ‘Yom Hatorà’ che vedrà infatti la partecipazione come insegnati non solo dei rabbini, ma anche dei ragazzi che, nel corso dei giorni precedenti studieranno e si prepareranno per alcune lezioni.
La giornata di studio – che si articolerà in ogni Comunità in un ciclo di lezioni sia al mattino che al pomeriggio – si concluderà con una lezione del rabbino capo e, in contemporanea in tutta Italia alle ore 20, verrà detto l’itzkor e il kaddish in onore rav Artom.
A Roma il programma prevede un ciclo di lezioni alla mattina (dalle ore 10 alle 13 con pranzo) in cinque diverse sedi: Palazzo della Cultura, Beth Shalom, Beth El, tempio di Ostia Shirat Ha Yam e Istituto Pitigliani. Il pomeriggio, nel Palazzo della cultura, dalle ore 15 alle 17 lezione dei ragazzi; tra le 17 e le 19 una disputa culturale tra chassidim e mitnaghedim: una contrapposizione che – come spiegò Chafez chaim – è come le divisioni all’interno di un esercito, ma tuttavia è sempre unito. A conclusione lezione di rav Riccardo Di Segni e di rav Benny Lau, direttore del Centro per il Giudaismo di Gerusalemme. Al termine della Giornata di studio, grande Festa in portico d’Ottavia.