1566259200<=1347580800
1566259200<=1348185600
1566259200<=1348790400
1566259200<=1349395200
1566259200<=1350000000
1566259200<=1350604800
1566259200<=1351209600
1566259200<=1351814400
1566259200<=1352419200
1566259200<=1353024000
1566259200<=1353628800
1566259200<=1354233600
1566259200<=1354838400
1566259200<=1355443200
1566259200<=1356048000
1566259200<=1356652800
1566259200<=1357257600
1566259200<=1357862400
1566259200<=1358467200
1566259200<=1359072000
1566259200<=1359676800
1566259200<=1360281600
1566259200<=1360886400
1566259200<=1361491200
1566259200<=1362096000
1566259200<=1362700800
1566259200<=1363305600
1566259200<=1363910400
1566259200<=1364515200
1566259200<=1365120000
1566259200<=1365724800
1566259200<=1303171200
1566259200<=1366934400
1566259200<=1367539200
1566259200<=1368144000
1566259200<=1368748800
1566259200<=1369353600
1566259200<=1369958400
1566259200<=1370563200
1566259200<=1371168000
1566259200<=1371772800
1566259200<=1372377600
1566259200<=1372982400
1566259200<=1373587200
1566259200<=1374192000
1566259200<=1374796800
1566259200<=1375401600
1566259200<=1376006400
1566259200<=1376611200
1566259200<=1377216000
1566259200<=1377820800
1566259200<=1378425600

Il Tuttapposto Day: una piccola lezione per elaborare un lutto in maniera anti-convenzionale

in: Blog/News, Eventi | Pubblicato da: Alex Zarfati

Un Commento

Quando viene a mancare una persona cara ci sono tanti modi di reagire. Se perdiamo un familiare spesso prende il sopravvento lo sconforto, quando succede ad un giovane è più facile che prevalga la rabbia. C’è chi trova conforto nella religione, chi nell’aiutare il prossimo. Stefano Della Rocca era un giovane che ci ha lasciato per una malattia fulminante la cui violenza non ci ha concesso più di tre mesi per salutarlo, e non gli ha permesso di festeggiare il suo quarantesimo compleanno. Un lutto che ha colpito la nostra Comunità come molti di quelli che ci hanno sconvolto di recente. Stefano e la sua famiglia hanno vissuto la terribile malattia con compostezza, dignità, nonostante la gravità della situazione. Per gli amici che gli sono stati accanto fino all’ultimo, la sua scomparsa è stata così lacerante da voler rompere le consuetudini con un gesto forte, un po’ folle, che qualcuno all’inizio ha anche bollato come inopportuno. Ad ispirare la scelta di un modo così insolito per elaborare questo lutto ancora vicino non sono stati gli amici, ma è stata la personalità particolare di Stefano, unica, leggera e profonda, non convenzionale. E’ così che è nato il “Tuttapposto day”, un incontro domenicale programmato nel giorno del suo compleanno e gestito interamente tramite un gruppo su Facebook, che oggi ospita tutte le foto scattate dai partecipanti. Per scegliere il titolo da dare alla giornata è stata presa in prestito una sua espressione ricorrente. Chi scrive, insieme allo sforzo di tanti amici è riuscito a costruire un piccolo sogno per rendere lieve almeno per un po’ lo sconforto per un lutto ancora recente, esorcizzandolo con grandi bevute, bistecche alla brace, battute goliardiche, risate di bambini e tanta creatività. E al tempo stesso ricordandolo come avrebbe voluto lui facendolo con i suoi amici e tutte le cose che amava. Il 24 Aprile dunque, su un terreno messo a disposizione da Giorgio Navarra, un amico che con lui aveva un rapporto magico, abbiamo realizzato la prima edizione di questa giornata, un picnic all’aperto con barbecue dove si sono alternati canti, balli e ci si è divertiti intorno ad una simbologia che in maniera leggera ci ha permesso di ricordare un amico senza perdere di vista noi stessi e i valori che chi ha scambiato affetto con Stefano conosceva bene. Sulle magliette organizzate per l’occasione le sue 3 ossessioni: il Tennis, il Biliardo e la Mozzarella di bufala. E tutt’intorno bambini – Stefano aveva un’empatia particolare con loro – musica, birra, giochi e sorrisi. Ciascuno ha messo in gioco un pezzo della propria abilità: c’è chi ha costruito griglie, chi comprato megafoni, chi ha scattato foto, chi ha improvvisato partite di calcio e burraco. Abbiamo visto una rete da volano, un aereo radiocomandato con una telecamera e una coreografia improvvisata del tormentone di Bruno Di Gioacchino. Una festa dunque, per gli amici e tutta la sua famiglia ed un esempio creativo da seguire per chi conosce solo ora questa storia. A quanto detto c’è da aggiungere che con il merito di tutti i partecipanti si è raccolta una ragguardevole somma da dare in beneficenza, che sarà quasi interamente devoluta ad Alyn, il centro di riabilitazione pediatrica israeliano.

Da adolescenti, quando si chiacchiera della morte c’è sempre qualcuno che dice: “quando toccherà a me, ragazzi, io non voglio fiori, andate tutti in un pub a farvi una bevuta alla mia salute!“. Una domenica di primavera un pugno di amici è riuscito a trasformare questo romantico sogno adolescenziale in realtà. Abbiamo ballato, bevuto, cantato alla tua salute! Le’chaim Stefano, ovunque tu sia. L’anno prossimo si rifarà e sono pronto a giurare che saremo ancora più numerosi e organizzati nel ricordarlo sempre nel modo che sarebbe piaciuto a lui.

Photo Credits | Pamela Terracina, Fabio Di Tivoli, Manuela Ajò

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS

Tag: ,