In 300 hanno partecipato a “Pedalando nella Memoria”, VIII edizione del memorial Settimia Spizzichino
Più di trecento ciclisti di tutte le età hanno preso parte ieri mattina a “Pedalando nella Memoria”, VIII edizione del memorial Settimia Spizzichino.
I ciclisti, sotto l’organizzazione di UISP, sono partiti da quattro punti della città in percorsi che hanno toccato i luoghi simbolo della storia della Shoah e della lotta di Liberazione partigiana per arrivare al Portico d’Ottavia in ricordo di Settimia Spizzichino, unica donna romana sopravvissuta ai campi di sterminio nazista.
Tra le soste con visite guidate quelle al Mausoleo delle Fosse Ardeatine e al Museo storico della Liberazione di Roma di via Tasso. L’edizione di quest’anno ha visto- per la prima volta – anche la partecipazione delle associazioni gay, e della comunità rom, minoranze entrambe sterminate nei lager nazisti.
All’arrivo i ciclisti sono stati ricevuti dai rappresentanti della comunità ebraica e delle istituzioni. Ruben Della Rocca, assessore ai rapporti istituzionali della comunità ebraica di Roma, ha sottolineato come “Pedalando nella memoria sia la risposta migliore a chi cerca di negare ciò che è stato. Il ciclista è il simbolo di chi scala le montagne con fatica, soffre, ma non si arrende, proprio come noi nella battaglia contro il negazionismo“. Gianluca Di Girolami, commissario dell’Uisp Roma, ha ricordato come “la bicicletta ha rappresentato il modo con cui in quegli anni hanno viaggiato notizie e documenti: le staffette partigiane sono l’esempio di come questo mezzo sia stato importante e proprio le staffette partigiane sono state le protagoniste della prima gara organizzata dall’Uisp nel 1948“.
Il consigliere comunale Giorgio Stefano Masino ha portato “il saluto del sindaco Alemanno”. Roberto Amidovic, rom del campo di Castel Romano e tesserato all’Uisp Roma, ha ricordato come “noi rom abbiamo condiviso con gli ebrei i campi di sterminio. Lì ci hanno tolto la dignità. Noi oggi vogliamo ricordarlo e ribadire che non vogliamo essere discriminati perché in qualche modo i campi rom di oggi sono dei piccoli lager“. Fabrizio Marrazzo, portavoce Gay Center, ha ricordato il “triangolo rosa con cui gli omosessuali venivano rinchiusi nei lager, un vero “omocausto”, e siamo qui per ricordarlo”.
Carla Di Veroli, ideatrice della manifestazione e assessore alla memoria dell’XI municipio, ha concluso la manifestazione ringraziando “per un’edizione densa di significato nonostante il pochissimo tempo a disposizione con cui si è preparata. Vogliamo – ha concluso – che l’anno prossimo Pedalando della memoria diventi una manifestazione cittadina che coinvolga tutti i municipi“.