La guerra cibernetica entra nel conflitto israeliano-palestinese. Un gruppo di hacker ha attaccato i siti della Borsa di Tel Aviv e della compagnia aerea israeliana El Al, mettendoli fuori uso. L’incursione informatica è stata accolta con soddisfazione da Hamas.
“Gli hacker sono un segno della creatività araba nell’escogitare nuove forme di resistenza araba e islamica all’occupazione israeliana“, ha commentato il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, durante una conferenza nella Striscia di Gaza.
Un portavoce della Borsa israeliana, Idit Yaaron, ha confermato l’attacco hacker, pur precisando che il sistema delle contrattazioni è separato dal sito web e, pertanto, funziona “senza problemi“. Quanto al sito della El Al, è stato momentaneamente reso inaccessibile.
Questa mattina un pirata informatico saudita – che si fa chiamare OxOmar – aveva preannunciato il duplice attacco hacker. Si tratta probabilmente della stessa persona che, lo scorso 3 gennaio, affermò di aver pubblicato online i dati di 400mila carte di credito possedute da israeliani.
La scorsa settimana OxOmar aveva esortato gli hacker musulmani e arabi nel mondo a fare la guerra a Israele. L’invito era stato subito accolto da un gruppo di pirati informatici con base a Gaza, che avevano attaccato il sito del viceministro degli Esteri israeliano, Danny Ayalon, e quello dei Servizi dei vigili del fuoco e di salvataggio.
lotti anton giulio
Be.. chi spada ferisce … di spada perisce … Israele fa le stesse cose …. quindi ….