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Kasherut

Kasher significa “buono”, “adatto” e può riferirsi tanto a persone che ad oggetti o cibi. Per questi ultimi vigono le regole alimentari ebraiche, comunemente riassunte nel termine ebraico kasherut. Vi sono molte possibilità di interpretare i significati delle varie regole alimentari. In ogni caso, tali regole appartengono alla categoria dei chukkìm, cioè di quei precetti il cui significato ultimo esula dalla capacità di comprensione umana. La loro osservanza è comunque necessaria non meno che per altri precetti più “logici” e pone l’uomo di fronte alla necessità di scegliere se osservare o trasgredire le mitzvot: l’uomo ha la costante responsabilità di cercare il comportamento corretto, che rispecchi la volontà del Signore, anche in attività semplici e di routine come il mangiare.

Sulla kasherut si pùo consultare in italiano: Riccardo S. Di Segni, Guida alle regole alimentari ebraiche, Lamed, oppure l’adattamento per ragazzi Gaia Piperno Besso – Deborah Cohenca, Mangio kashèr, Morashà. Inoltre, è bene sottolineare che molti prodotti di produzione industriale possono essere consentiti anche in assenza di tale controllo. 
In questo caso, è necessario controllare scrupolosamente tutti gli ingredienti. La tabella degli additivi potrà risultare utile a questo fine ma non solo gli additivi vanno verificati! In ogni caso in cui il cibo venga cucinato o comunque preparato dopo il confezionamento industriale, è necessario il controllo rabbinico. Dunque pizzerie, ristoranti, snack bar, cibi pronti sul bancone del supermercato e simili non possono in alcun modo ritenersi consentiti in assenza di supervisione.

Nella città di Roma ci sono molti ristoranti e attività dove si possono consumare pasti kasher e dove è possibile acquistare prodotti controllati. In questi ultimi anni c’è una grandissima crescita di esercizi kasher, nella ristorazione per esempio, la scelta è molto ampia, si va dalla cucina nordafricana a quella, più tipica, giudaico-romanesca. Tutti gli esercizi che seguono sono kasher sotto la diretta sorveglianza dell’Ufficio Rabbinico di Roma, eccetto quanto segnalato.

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