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Ki Tetzè: La punizione dell’ingratitudine

in: Blog/News | Pubblicato da: Micol Mieli

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In questa parashà sono elencati i popoli che vengono discriminati per aver mostrato inimicizia nei confronti di Israele: “L’Ammonita e il Moabita non potranno mai entrare a far parte della radunanza dell’Eterno, nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, vi potrà entrare. Perché non vi vennero incontro con pane e con acqua per strada quando usciste dall’Egitto, e perché assoldarono contro di te Bil’am, figlio di Beor da Pethor in Mesopotamia, per maledirti. Ma l’Eterno tuo Dio, non volle ascoltare Bil’am e tramutò per te la maledizione in benedizione perché l’Eterno tuo Dio ti amava. Non dovrai mai offrire pace o nulla di buono a queste nazioni finché tu viva. Non aborrire l’Idumeo perché è tuo fratello; non aborrire l’Egiziano, perché fosti straniero nel suo paese; i figli che nasceranno loro potranno, alla terza generazione, entrare a far parte della radunanza dell’Eterno (Devarìm, 23:4-9).

Rashì (Troyes, 1040-1105) nel suo commento alla Torà spiega il significato dell’ordine di non ammettere ammoniti e moabiti nel popolo d’Israele e scrive: “Non possono sposare donne israelite”.

La proibizione di non ammettere ammoniti e moabiti nel popolo d’Israele riguarda solo gli uomini e non le donne. Lo prova il fatto che nel libro di Shemuèl (I, capitolo 16) è scritto che l’Eterno diede ordine al navì (profeta) Shemuèl di andare a Betlechem (Betlemme) e di assegnare il manto regale a David che era bisnipote di Rut, la proselita moabita.

R. Shimshòn Refael Hirsch (Amburgo, 1808-1888, Francoforte) citando il Talmud babilonese (Kiddushìn, 76b) commenta che gli uomini di ‘Ammon e di Mo’av, anche se convertiti, non possono sposare donne israelite e nessuno dei loro discendenti potrà mai entrare a fare parte del popolo d’Israele. La proibizione non sussiste per le donne moabite e ammonite che se si convertono possono sposare uomini israeliti. Il motivo di questa distinzione fra uomini e donne è implicito nella Torà dove è scritto: “Perché non vi vennero incontro con pane e con acqua per strada quando usciste dall’Egitto”. Gli uomini di Moa’v e di ‘Ammon non si comportarono umanamente con il popolo d’Israele che era esausto per via del viaggio nel deserto. Il decreto non venne esteso alle donne che non usavano uscire di casa.

R. Moshè Alshich (Adrianopoli, 1508-1593, Safed) in Toràt Moshè fa notare la differenza del trattamento degli ammoniti e dei moabiti rispetto a quello degli idumei e degli egiziani. La colpa degli ammoniti e dei moabiti, che erano discendenti di Lot, fu quella di essersi comportati in modo inumano e di non aver mostrato gratitudine nei confronti d’Israele.  Infatti il loro antenato Lot era stato salvato dal patriarca Avraham che era andato in guerra per liberarlo quando che era stato preso prigioniero con gli abitanti della città di Sodoma dai quattro Re venuti dalla Mesopotamia. Gli idumei erano usciti armati per  impedire a Israele di attraversare il loro territorio e gli egiziani avevano perseguitato gli israeliti per centinaia di anni. Nonostante ciò idumei ed egiziani possono entrare a fare parte del popolo d’Israele dopo tre generazioni. Essi fecero del male ma non furono ingrati. Questo mostra quanto grave sia la punizione per l’ingratitudine. Anche se gli egiziani asservirono e perseguitarono Israele la Torà ordina ad Israele di non aborrire gli egiziani  “Perché sei stato straniero nella sua terra”. Israele ha l’obbligo di mostrare gratitudine nei confronti degli egiziani perché nel momento del bisogno, quando Ya’akòv e la sua famiglia non avevano da mangiare nella terra di Canaan per via della carestia, trovarono rifugio in Egitto.  La proibizione nei confronti di ammoniti e moabiti cessò ai tempi del re assiro Sancheriv. Nel trattato talmudico Berakhòt (28a) è raccontato che “Yehudà, un proselita ammonita, chiese ai Maestri se poteva sposare una donna israelita e R. Yehoshua’ rispose che era permesso […] perché Sancheriv aveva mescolato tutte le nazioni“.  Sancheriv aveva esiliato ammoniti e moabiti e trasferito nel loro territorio altri popoli. Gli ammoniti che erano rimasti nella loro terra erano stati assorbiti da popoli più numerosi di loro e pertanto si presumeva che anche coloro che provenivano dal territorio di ‘Ammon provenissero dalla maggioranza della popolazione che non era ammonita. 

R. Barùkh Halevi Epstein (Belarus, 1860-1941) in Torà Temimà paragona il comportamento di ammoniti e moabiti, che non vennero incontro agli israeliti con pane a acqua, a quello di Yitrò che, grato per il fatto che Moshè aveva difeso le sue figlie dai pastori, lo invitò a rifocillarsi a casa sua (Shemòt, 2:20). A questo proposito  i Maestri del Talmud (Sanhedrin, 104a) dissero che per il merito del fatto che Yitrò invitò Moshè a mangiare, i discendenti di Yitrò non solo entrarono a fare parte del popolo d’Israele, ma alcuni di loro diventarono anche membri del Sanhedrin, la corte suprema d’Israele.     

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